Fisso il dottor Wayne Allister come se si fosse appena trasformato in un asino con le ali.
Stai lontana da Taylor. Più lontana che puoi.
Le parole che ha appena pronunciato, risuonano nella mia testa con insistenza.
Mi sento come se qualcuno mi avesse appena rifilato un pugno sullo stomaco... mi manca il fiato, e mi viene da vomitare...
-Lei... cosa accidenti...- riesco a dire, ansimando, mentre lo fisso con gli occhi fuori dalle orbite, cercando nonostante tutto di mantenere una posizione composta.
Lui sembra preoccupato dalla mia reazione, si alza subito in piedi e mi si avvicina, prendendo il mio polso tra le mani. Mi fissa, in allerta, mentre in silenzio controlla le mie pulsazioni.
-Il tuo battito cardiaco è irregolare. Devi cercare di respirare profondamente, subito.- mi intima, mentre percepisco il suo sguardo profondo penetrare nella mia anima.
-No, lei deve ascoltarmi, non può pensare di rifilarmi una bomba del genere, per poi ometterne la ragione!- esclamo con voce acuta, tornando ad agitarmi.
-Ok, ora farai quello che ti dico, perché qui il dottore sono io, e ho il dovere di aiutarti.- ordina severamente, prendendomi gentilmente per le spalle.
Io mi zittisco, tentando di respirare.
-Dimmi, ragazzina, è così che ti senti, quando ti sta per venire un attacco di panico?- mi domanda, cautamente.
Io lo guardo, ancora in preda all'ansia, e annuisco piano, pregando che non si accorga di quanto questa agitazione mi stia facendo sudare...
-Molto bene. Ora tieni lo sguardo fisso nel mio, e ascolta attentamente quello che ti dirò. Immagina di trovarti nel retro World of Beer, stai andando a prendere quella cassa di birre.-
Io lo fisso, incredula, sentendo l'ansia schiacciare nuovamente la mia cassa toracica, mentre la sua voce suadente continua a riportare a galla quei brutti ricordi, e nel peggiore momento possibile, aggiungerei!
-Poi, lui arriva e ti si avvicina, è sbronzo. Punta i suoi occhi neri e vacui su di te, e ti sbatte al muro. Percepisci il suo corpo premere sul tuo con avidità- continua, imperterrito. Inizio ad iperventilare, mi manca l'aria, non riesco a respirare... mi rendo conto di stare piangendo, devo essermi accasciata ai piedi del divanetto in pelle nera su cui ero seduta.
-Guarda me, è me che devi guardare, ragazzina.- mi riprende tranquillo Wayne, dandomi un buffetto sul braccio per attirare la mia attenzione. Si è inginocchiato di fronte a me.
-Adesso, voglio che tu chiuda gli occhi, e che ti immagini nel posto che preferisci al mondo. Un luogo sicuro, che ti ispiri fiducia, calma e tranquillità. Oppure un luogo da sogno, nel quale ti piacerebbe andare. Riesci a visualizzarlo nella tua mente?- mi chiede il dottore, e io, ormai senza più aria nei polmoni, faccio quello che mi dice... mi sento morire dentro, ma non ho scelta, ubbidisco e chiudo gli occhi.
Immediatamente, immagino di trovarmi sul mio letto nella mia casa di Glasgow, dove ho vissuto fino al divorzio dei miei genitori.
-Dove ti trovi, ora? Qual'è, il tuo luogo sicuro? - sento chiedere dalla voce di Wayne, ma non oso aprire gli occhi.
-A... casa mia, la casa della mia infanzia, a Glasgow...nella mia vecchia camera...- rispondo, con voce tremante. Mi rendo conto di riuscire a respirare, anche se ho ancora il fiato corto.
-Bene, bene. Cosa vedi, intorno a te? - mi chiede ancora, mantenendo quel tono accomodante e tranquillo col quale mi ha guidata in questa sorta di meditazione.
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Confused Sexuality
RomanceSamantha Cooper ha 21 anni, è una bellissima ragazza e ha tutto ciò che sognava fin da bambina: un lavoro che le piace, un monolocale tutto suo nella ridente città di Orlando in Florida, una migliore amica che per lei sarebbe disposta perfino a sepp...
