Per un secondo lunghissimo, infinito, il mio sguardo cerca Jack.
Ma lui sembra talmente sconvolto, che continua a guardare prima me, poi Taylor, come se si aspettasse che gli dicessimo che si tratta di uno scherzo...
Ma non è uno scherzo, io sono veramente la ragazza di Taylor, e mi sento molto in colpa per non avergliene parlato prima.
-Scherzi, Taylor, vero? - chiede retorico, rivolto alla mia miglior... Insomma, alla mia ragazza.
Lei mantiene lo sguardo fisso su di lui, senza alcun timore, prendendomi per mano per avvalorare ciò che ha appena affermato con quel bacio pietoso.
Non capisco il senso dello scambio di sguardi che si stanno lanciando, così raccolgo il coraggio a due mani, ed inizio a parlare.
In fondo, sempre meglio che io mi metta a dire qualcosa, piuttosto di sopportare questo silenzio carico di tensione per un altro minuto.
-Si, beh... In realtà, non lo abbiamo ancora detto a nessuno, o quasi. Io e Taylor, ci siamo... Avvicinate, la settimana dopo che sono tornata a casa dall'ospedale... E anche se eravamo d'accordo di parlarne quando mi sarei sentita pronta... - mi interrompo, incenerendola con lo sguardo, -... A quanto pare lei ha pensato di aggiornarti. E in fondo, ha ragione, perché tu sei un mio buon amico, e mi dispiace molto, io avrei dovuto dirtelo prima. Perciò, ti chiedo scusa, Jack. D'ora in poi, non ti nasconderò mai più nulla di così importante, è una promessa.- concludo, guardandolo dispiaciuta, mentre lui mi osserva con molta attenzione.
-Sam, io... Credevo tu fossi etero- puntualizza Jack, confuso.
-Lo credevo anche io, ma a quanto pare... Non mi piacciono solo gli uomini, già... - spiego, non riuscendo più a sostenere il suo sguardo. Mi sento davvero, davvero in imbarazzo in questo momento...
Lui annuisce lentamente, poi si rivolge a Taylor.
-Taylor, posso parlarti un momento, in privato? - le chiede serio, e capisco che nessuno di noi uscirà indenne da questa serata.
Lei annuisce, per poi dirigersi a passo spedito verso l'uscita. Jack la segue a ruota, e insieme escono dal mio monolocale, lasciandomi qui da sola.
Jack
Seguo Taylor fuori da casa di Samantha, con un diavolo per capello. Ho fatto davvero di tutto per trattenermi davanti a Sam, ma ora non intendo contenere la mia reazione.
-Taylor, ma che... - inizio con enfasi, ma lei mi fa un cenno della mano.
-Non qui. Andiamo a parlare sul tetto. - mi ordina con tono dispotico, per poi camminare rapida verso l'ascensore. La seguo in silenzio, mentre dentro di me continuo ad imprecare. I miei pugni sono stretti a tal punto da farmi male, ma non me ne frega un cazzo.
L'ascensore sale, e mentre io la fisso rabbioso, lei mi ignora con fare altezzoso, quasi come se non fossi proprio qui di fronte a lei.
Quando le porte dell'ascensore si aprono, ci ritroviamo sul tetto del grattacielo. Muoviamo qualche passo, e poi senza preamboli, Taylor rompe il silenzio.
-Bene, siamo soli. Parla. - mi incita scocciata, mentre incrocia le braccia al petto con fare di sfida.
-Taylor, mi spieghi CHE CAZZO HAI NELLA TESTA?!- esplodo, fuori di me dalla rabbia.
-Prego?- chiede, fingendo di non capire cosa intendo.
Ma, cazzo, non può non arrivarci.
-Hai una vaga idea di tutto quello che ha appena passato Samantha?- le chiedo ovvio, accigliandomi.
-Certo, ne ho idea molto più di te, visto che a differenza tua, io sono sempre stata al suo fianco. Tu, invece, lo sai?- mi risponde piccata, con uno sguardo insolente su quel visino angelico.
STAI LEGGENDO
Confused Sexuality
RomanceSamantha Cooper ha 21 anni, è una bellissima ragazza e ha tutto ciò che sognava fin da bambina: un lavoro che le piace, un monolocale tutto suo nella ridente città di Orlando in Florida, una migliore amica che per lei sarebbe disposta perfino a sepp...
