14. Dolore e terrore

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Un dolore acuto alla testa mi assale, facendomi quasi perdere i sensi, mentre il maniaco preme forte il suo corpo contro il mio, e con esso la sua erezione.

Ho paura...

Non ho mai avuto tanta paura in vita mia.

Cerco di tirargli una ginocchiata sulle palle, ma i miei riflessi non sono abbastanza veloci per colpa della botta in testa che mi ha stordita.

-Tu adesso, puttanella, te ne stai qui bella ferma... Perché io e te ci divertiremo un sacco... - dice il maniaco, iniziando ad armeggiare con la cintura dei suoi jeans con una mano mentre con l'altro braccio mi tiene saldamente il collo chiacciato al muro, rendendomi difficile respirare.

Non mi rendo subito conto di quello che sta succedendo... Vedo ciò che mi sta accadendo come se non stesse accadendo a me, ma a qualcuno in un film in TV, per un attimo una calma quasi surreale regna del mio cervello...

Ma quando il malvivente inizia a tastare i miei pantaloncini con avidità per tentare di togliermeli, capisco che devo fare qualcosa.

Non posso permettere ad uno stronzo qualunque di farmi una cosa del genere...

Inizio ad urlare come una pazza, ma lui mi sbatte di nuovo la testa al muro, premendo forte sulla mia bocca la sua mano che puzza di sigarette e superalcolici.

E comunque la musica all'interno del locale è troppo alta, e mescolata alla voce dello speaker e ai boati del pubblico, non ho speranze che qualcuno mi abbia sentita.

-Credi che qualcuno possa sentirti? Ti sento solo io, e non ho intenzione di lasciarti andare...- sogghigna, l'aria da pazzo in viso.

Mi rendo conto di stare piangendo, calde lacrime mi rigano le guance mentre il bastardo riesce a tirare giù i miei pantaloncini facendoli cadere a terra, iniziando avidamente a toccare le mie parti intime.

Con tutta la forza che ho in corpo cerco di liberarmi dalla sua presa, ma lui mi tira un pugno in pieno viso colpendomi la guancia.

Il dolore è fortissimo, non assomiglia a nulla che io abbia già provato...

Cerco di tirargli una ginocchiata sulle parti intime ora nude, ma lo prendo di striscio, e in tutta risposta mi prende per i fianchi e mi butta per terra a pancia in giù, portandosi sopra di me con forza.

Avvicina il suo viso alla mia nuca mentre io continuo a dimenarmi come una forsennata, e mi sussurra all'orecchio:

-Senti un po', troietta... Se provi ancora a ribellarti, ti ammazzo di botte. Lasciami fare, e vedrai che alla fine vorrai il bis... - sussurra languidamente, facendomi venire i brididi in tutto il corpo.

Brividi di puro terrore...

Davanti a me vedo la cassa di Corona che avrei dovuto portare a Hank, e mentre il malvivente sposta i miei slip, afferro a fatica una bottiglia e la frantumo a terra in un gesto disperato proprio prima che lui possa violarmi.

Muovo la mano alla cieca dietro di me tentando di ferirlo con i vetri rotti della bottiglia, nella speranza di fargli abbastanza male da farlo spostare... Ma lui intercetta i miei movimenti e blocca il braccio in questione, appropriandosi della bottiglia rotta che lancia subito lontano dalla mia portata.

Mi preme ancora di più sul pavimento in cemento del retro del locale con il suo corpo massiccio, sento la cassa toracica compressa sotto al suo peso e fatico a respirare, sono totalmente immobilozzata.

Non riesco a smettere di piangere e mi ritrovo a pensare a tutte le persone che amo, e a quanto vorrei che fossero qui ora ad aiutarmi... Taylor... Mia mamma... Anche mio papà... Hank...

E mi preparo al peggio, perché non ho più forze per potermi opporre...

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