Non appena i miei colleghi escono dal mio monolocale, mi ritrovo a fissare la porta ormai chiusa, assorta nei miei pensieri.
-Sam... Smettila di sentirti in colpa! - mi rimprovera dolcemente Taylor, scuotendomi dalle mie preoccupazioni.
-Si, ma... Loro avrebbero bisogno di me, e io... -
-No, ora smettila. - mi interrompe, prendendo il mio viso tra le sue mani.
-Sei sempre stata una persona generosa, ti sei sempre sacrificata per tutti... E lo so, che ami il tuo lavoro. Ma in questo momento è giusto che tu stia tranquilla, qualche giorno di riposo ti farà bene, e quando te la sentirai, tornerai al lavoro. Più forte di prima. E io sarò al tuo fianco! - mi incoraggia Taylor, il suo sguardo nel mio.
Io sorrido.
-Come riesci a farmi sempre stare meglio? - chiedo retorica, abbracciandola.
La percezione dei nostri corpi uniti in questo abbraccio mi accende, di nuovo, e sebbene i vestiti ci impediscano di percepire quel contatto pelle a pelle che ormai mi ha creato dipendenza, mi stringo più forte a Taylor, e immediatamente lei fa lo stesso.
Torniamo a guardarci, per poi baciarci dolcemente. Il bacio prosegue fino al divano, dove la mia migliore amica mi adagia piano per poi porsi sopra di me.
Inizia a strusciare le sue parti intime sulle mie, sforbiciando piano, e con un movimento eloquente del bacino la invito ad aumentare la velocità.
E lei lo fa, muovendosi portentosa come un'amazzone sopra di me, mentre io insinuo le mani sotto alla sua canottiera afferrando il suo seno con foga.
Gemiamo fino al raggiungimento dell'orgasmo, per poi stringerci in un abbraccio, affannate.
Poi una vibrazione ci riporta alla realtà: è il mio telefono, che da questa mattina non avevo più neanche toccato.
Cavolo! È vero, non ho più controllato chi fosse stato a cercarmi.
Raggiungo il tavolo con un balzo, ma smette di vibrare.
Leggo sullo schermo, 2 chiamate perse da Jack...
Poverino, si starà preoccupando per il fatto che non gli ho risposto.
-Chi era? - mi chiede Taylor, che si trova ancora sul divano con aria estasiata.
-Era Jack, è meglio che io lo richiami subito... Non vorrei che si preoccupasse.- le rispondo, mentre faccio partire la chiamata.
Taylor mi fulmina con lo sguardo, ma mentre sto per chiederle cosa le sia preso così all'improvviso, Jack risponde subito, praticamente al primo squillo.
-Ehi, splendore. Come stai? - chiede, con una voce velata dalla preoccupazione.
-Ehi, biondino canadese! Io sto bene. Tu, invece? - gli chiedo di rimando, con voce allegra, lanciando uno sguardo interrogativo a Taylor, che ha appena alzato gli occhi al cielo, palesemente scocciata.
-Splendore... Io... Vorrei solo poterti stare vicino, essere lì ad Orlando... - confessa, con voce tormentata.
Io rimango senza parole per un paio di secondi, pensando a cosa potrei rispondergli.
-Ma no... Stai tranquillo. La tua vita è a Toronto, mi stai già aiutando come puoi e... Non sarebbe giusto tu lasciassi tutto per venire qui. Non ti pare?! - lo tranquillizzo, cercando di buttarla sul ridere. Ma lui rimane serio.
-in realtà non ti nascondo che stavo quasi pensando di venire a trovarti nel weekend, prendere un aereo, e volare lì da te... - insiste, e la sua dolcezza mi fa sorridere.
-Ascoltami, non devi preoccuparti. C'è Taylor qui con me, con lei sto bene, mi sta sempre vicina e... Nonostante la situazione, ti assicuro che in questo momento mi sento... Felice - lo rassicuro, sorridendo a Taylor, che mi sorride di rimando, arrossendo.
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Confused Sexuality
RomanceSamantha Cooper ha 21 anni, è una bellissima ragazza e ha tutto ciò che sognava fin da bambina: un lavoro che le piace, un monolocale tutto suo nella ridente città di Orlando in Florida, una migliore amica che per lei sarebbe disposta perfino a sepp...
