33. Attacchi di panico

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La notte è trascorsa tra crisi isteriche e attacchi di panico.

Forse non sono forte come pensavo.

Forse non sono ancora pronta per tornare alla mia vita di prima.

Forse non sarò mai pronta per tornare a vivere come vivevo prima.

Taylor è stata sveglia tutta la notte, vigile al mio fianco sul letto, sempre pronta ad abbracciarmi, a rassicurarmi, a dirmi che andrà tutto bene e che è normale che io sia scossa...

Ieri sera ha anche chiamato mia mamma, che ci ha portato della pizza da mangiare insieme, anche se nessuna di noi ha mangiato un granché.

Mia mamma era davvero furiosa... Cercava di controllarsi, ma la sua ira nei confronti di Doug era alle stelle.

Dopo cena mi sono messa sul divano, non avevo alcuna voglia di parlare, di conversare, volevo solo starmene lì, in silenzio.

Nel frattempo, Taylor e mia madre parlavano, di Doug, delle sue scappatelle, del suo modo di comportarsi da psicopatico, e di come proteggermi da lui. Erano entrambe molto nervose.

Anche se sono le donne che più amo al mondo, in quel momento avrei voluto non ci fosse nessuno nella stanza, con me.

Ah, già.
Ma quando rimango da sola vengo attanagliata da incubi terribili, attacchi di panico, e terrorizzata da cose che percepisco solo io...

Ho l'impressione di essere diventata pazza.

Vorrei solo un po' di normalità, spero vivamente che tutto questo sarà possibile...

Prima di andare via, mia madre ieri sera mi ha detto che avrebbe parlato con un suo amico, che a quanto pare è il capo di uno dei distretti di polizia di Orlando.

Mi ha detto che si tratta di un uomo fantastico, oltre che un ottimo poliziotto, e che si assicurerà che lui stesso si occupi di questa faccenda.

Mah, da come parlava di lui, ho il sospetto che ne sia innamorata.
Di certo glielo auguro, si meriterebbe di avere al suo fianco una brava persona, mia mamma è una donna favolosa, bellissima, simpatica, intelligente... A parer mio, è stata single fin troppo a lungo!

Comunque, la tranquillità non è di certo contemplata per me, al momento. Sono tutto, fuorché tranquilla.

Mi sto rigirando sul mio letto, angosciata.

Dei rumori provenienti dalla cucina mi mettono in allerta, con un balzo scendo dal letto, quasi uccidendomi, per poi rendermi conto che si tratta solo di Taylor, che sta preparando la colazione.

-Cacchio! Mi hai fatto venire un colpo! - esclamo, ancora col cuore in gola.

Lei mi guarda, comprensiva, per poi posare due piatti sul tavolo.

-Scusami Sam, non volevo spaventarti. Ho fatto io i pancakes, questa volta!- annuncia allegra, indicandoli. Sembrano appetitosi!

Mi si avvicina e mi prende per mano, accompagnandomi al tavolo.

Mi siedo, e anche se ho ancora lo stomaco chiuso, mi sforzo di mangiare... Taylor sembra entusiasta di come le sono venuti i pancakes. Non voglio deluderla.

Addento il primo morso, e... Mamma mia. Che bontà. Sono davvero deliziosi! Strabuzzo gli occhi, non sapevo fosse tanto brava a prepararli! Afferro lo sciroppo d'acero e ne verso una quantità industriale sopra i miei pancakes.

-Cavolo! Mettici un po' di pancakes, in quello sciroppo d'acero! - mi riprende, divertita, Taylor.
Mio malgrado, rido.

Riesce sempre a farmi ridere, alla fine. Sono così fortunata ad averla nella mia vita...

Durante la colazione, facciamo due chiacchiere, e la morsa che percepivo stretta intorno al mio cuore, un po' alla volta si allenta.

Mi dice di aver chiamato Poppy, questa notte quando mi sono appisolata, e di averle raccontato ciò che è successo ieri pomeriggio.

Poppy è una mia cara amica, oltre che una collega.

È rude, un vero maschiaccio, ma il suo trucco pesante e la sua aria da dura, nascondono una persona dall'animo nobile. È leale, fidata, e sono certa che per me si farebbe in quattro.

Sono felice che sia stata Taylor a chiamarla, io di sicuro non avevo alcuna voglia di raccontare le ultime vicende a qualcuno...

Mi dice che Poppy si è incazzata nera, e che alla fine le ha passato Hank.
Erano ancora insieme, stavano fumando una sigaretta fuori dal locale dopo la chiusura.

A quanto pare, Hank ha dato di matto, e vorrebbe uccidere Doug con le sue stesse mani...

Lui è il mio Mastro Lindo, il mio fidato protettore, lui è quanto di più vicino a un padre io possa avere qui ad Orlando.

Ha sofferto molto per quello che mi è successo recentemente, lo conosco bene e so che incolpa se stesso. Si maledice per aver mandato me a prendere quella stramaledetta cassa di birre... Ma io personalmente non gliene faccio una colpa. Non potrei mai.
Lui non poteva sapere quello che sarebbe successo. Nessuno, poteva saperlo.

Ma ormai è andata.

Comunque, ora che tutti i miei amici sono stati aggiornati, devo solo cercare di non farmi travolgere dalle emozioni di questo periodo, anche se non sarà facile. I miei amici, mia madre, Taylor... Sono tutti qui per me.

Beh, non proprio tutti...

Mi sussurra una vocina nel mio cervello, ricordandomi che in effetti, non tutti sono al corrente della cosa.

Jack non lo sa ancora. E sono certa che questa volta prenderà il primo volo, e verrà a spaccare la faccia a Doug...
E dovrà mettersi in fila, perché non è l'unico, penso, vagamente divertita.

Che dovrei fare? Dovrei chiamarlo?

Taylor è gelosa di lui, non le piace che mi stia intorno. Ormai l'ho capito.

Afferma che lui abbia una cotta per me...

Non saprei, di sicuro è molto simpatico. È un ragazzo dolce, premuroso, ha un animo buono e dei valori sani.

In effetti, devo ammettere che se in questo momento non mi fossi appena messa con la mia migliore amica, e se magari lo avessi conosciuto prima di tutto questo casino... Lui mi sarebbe potuto piacere. In quel modo.

Insomma, non è solo un figo da paura. Lui offrirebbe il pacchetto completo.

Tutto ciò che una ragazza potrebbe desiderare.

Ma è inutile che io mi fasci la testa per nulla... Lui vive a Toronto, la sua vita è lì e non sono convinta di piacergli come dice Taylor, mentre invece la mia vita è qui. E con Taylor sono felice.

Non avevo mai pensato che un giorno avrei avuto una relazione stabile con una donna, men che meno con Taylor.
Ma ormai ci sono dentro, e amo la sua compagnia, la sua presenza, che è sempre stata una costante negli ultimi anni, ma che si è un tantino "evoluta" nell'ultima settimana...

Ho deciso. Oggi chiamerò Jack per informarlo di ciò che mi è successo ieri, perché comunque si è reso disponibile come mio avvocato, e quindi ho il dovere di tenerlo aggiornato su quello che mi accade, specie se si tratta di qualcosa di così importante.

Taylor lo dovrà accettare, in fondo non faccio niente di male... Anzi, gliene parlo subito, così mi tolgo il pensiero.

Qualcuno però bussa alla porta.

Io e Taylor ci guardiamo con fare interrogativo.

-Chi sarà?- chiedo, quasi spaventata.

-Vado io. - dice Taylor, alzandosi subito. Ma mi alzo anche io... In fondo, questa è casa mia. Non posso essere terrorizzata ogni volta che qualcuno bussa alla mia porta... Potrebbe anche essere la signora Sanchez, la mia vicina, che mi chiede se ho dello zucchero...

Ci avviciniamo alla porta, e quando Taylor la apre rivelando la persona che ha appena bussato, rimango letteralmente a bocca aperta.

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