Cammino per la strada, tenendo lo sguardo basso.
Mi trascino svogliatamente verso casa mia, depressa.
Sia la mia migliore amica che mia madre pensano che Doug sia uno stronzo... Hanno una pessima considerazione di lui.
E anche Jack non sembrava pensarla poi tanto diversamente, questa mattina.
Vorrei tanto sapere cosa ha combinato Doug per farlo incazzare in quel modo.
Ma vorrei anche non saperlo, perché ho paura di quello che potrei scoprire...
Svolto l'angolo con una flemma da far invidia ad un bradipo, quando improvvisamente mi scontro con qualcosa di duro e mi sento cadere indietro.
Con mia grande sorpresa, vengo afferrata per il braccio da una grande mano che mi attira a sé per non farmi cadere all' indietro, e in un attimo mi ritrovo praticamente appiccicata al petto di...
-Jack?! - esclamo, sorpresa.
Lui sembra arrossire leggermente, quando si rende conto di essermi appena venuto addosso.
È davvero altissimo...
Stava praticamente correndo come un pazzo... Alto e possente com'è, potrebbe investire qualunque passante!
Rimango incantata dai suoi occhi azzurri nei miei, e dal leggero sorriso ebete dipinto sul suo volto, ma poi si ricompone subito.
-Sam! Scusami se ti sono venuto addosso... Non era mia intenzione. Ti sei fatta male? - mi chiede, tenendo ancora il mio braccio con la sua mano.
-OH... No, no, stai tranquillo. Va tutto bene. In realtà è colpa mia... Non guardavo dove mettevo i piedi. Che vuoi farci, sono un po' "indietro", oggi! - ridacchio nervosamente cercando di mostrarmi allegra, ma senza successo.
Infatti vedo il suo sguardo mutare, mi fissa con la bocca dischiusa come se volesse dirmi qualcosa, l'aria tormentata.
-Ci mancherebbe... Con la serata che hai avuto ieri... - azzarda lui, accarezzando forse involontariamente il mio braccio che tiene ancora stretto.
Mi giro verso quel punto, osservo la sua grande mano che mi tiene stretta quasi come se per lui fossi un tesoro prezioso, e mi chiedo il perché di tanta gentilezza.
Mi è sempre stato simpatico, ma in fondo io per lui non sono niente.
Sono solo la fidanzata del suo quasi ex migliore amico.
-Quanto resterai in città? Doug mi ha detto che saresti ripartito entro uno o due giorni al massimo... - chiedo, per smorzare l'imbarazzo che si sta creando.
-Ah, sarei dovuto partire oggi a dire il vero, ma mi è appena sorto un impegno imprevisto e... Così prenderò l'aereo domani pomeriggio. - racconta, con aria assente, lasciando il mio braccio per grattarsi la nuca in un gesto buffo, quasi tenero.
-OH, beh, allora se questa sera non sai cosa fare, potresti fare un salto al World of Beer! C'è la serata Marvel Avengers Trivia! Inizia alle 21, è piuttosto divertente. E dalle 23, musica dance. Ci sarà il pienone! E se passi a trovarmi, ti offro una birra. Quella che vuoi tu, ne abbiamo per tutti i gusti! - propongo allegramente al bellissimo ragazzo biondo che ho di fronte, parlando a raffica.
In effetti, Jack è figo almeno quanto lo è Thor, il Dio del tuono sul film degli Avengers, penso divertita.
Lo vedo esitare un attimo, ma alla fine risponde:
-Certo, cercherò di fare un salto. Ora devo scappare, scusami, ho un impegno davvero importante... - dice, posandomi una mano sulla spalla.
-OH... Certo, non ti trattengo, allora. A sta sera! - lo saluto con la mano, e un attimo dopo lo vedo sparire.
Chissà dov'era diretto, così di corsa.
Torno a casa pochi minuti più tardi, appendo la borsa all'appendiabiti sulla porta d'entrata e mi scaravento sul divano facendo sprofondare la faccia su uno dei cuscini.
E senza volerlo, colta da una stanchezza improvvisa, mi addormento profondamente.
Mi sveglio di soprassalto diverso tempo dopo, stralunata.
Per un attimo cerco di concentrarmi per ricordare che giorno sia oggi, se sia mattina o pomeriggio, e devo dire che mi capita difficilmente di svegliarmi così rincoglionita!
Mi tiro su, e controllo l'orologio sulla parete: sono le 16,30.
È tardissimo!!!
Devo iniziare a lavorare alle 17!
Ho dormito tutto il cazzo di pomeriggio, ora non mi resta altro che prepararmi il più velocemente possibile.
Mi avvio verso il mio armadio, sfilandomi in fretta la camicetta e la gonna, ed indosso velocemente la canotta nera con lo stemma dorato del locale.
Poi scelgo un paio di shorts di cotone color verde Tiffany, che danno un po' di colore al mio outfit.
Devo infighettarmi un po', il mio capo pretende che ci trucchiamo e atteggiamo in maniera sexy.
Attira clientela.
Non amo questo comportamento sessista da parte sua, ma amo il mio lavoro, e se per farlo devo truccarmi e magari mettermi un po' in mostra, in fondo non è poi tanto spiacevole...
Infilo velocemente un paio di sandali neri intrecciati, molto intriganti, con una leggera zeppa (perché sinceramente non ce la farei mai a stare in piedi per ore e ore indossando tacchi alti... Mi viene male solo al pensiero!).
Mi dirigo in bagno dove armeggiando con i miei amati trucchi, mi metto l'eyeliner waterproof e una buona dose di mascara.
Poi mi metto il mio rossetto preferito, rosso fragola, infilo un paio di orecchini a pendente dello stesso colore degli shorts e infine mi resta una sola cosa da fare: sciogliere le trecce che mi sono fatta prima di pranzo.
Le sciolgo con cautela, mostrando una chioma riccia molto morbida e curata. Sembro appena uscita dalla parrucchiera!
Soddisfatta, osservo il mio riflesso allo specchio. Mi sento uno schianto!
Mi spruzzo un po' di lacca sui capelli e mi dirigo in fretta fuori dal mio palazzo, e in un paio di minuti a piedi raggiungo il World of Beer, il pub in cui lavoro.
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Confused Sexuality
RomanceSamantha Cooper ha 21 anni, è una bellissima ragazza e ha tutto ciò che sognava fin da bambina: un lavoro che le piace, un monolocale tutto suo nella ridente città di Orlando in Florida, una migliore amica che per lei sarebbe disposta perfino a sepp...
