Samantha Cooper ha 21 anni, è una bellissima ragazza e ha tutto ciò che sognava fin da bambina: un lavoro che le piace, un monolocale tutto suo nella ridente città di Orlando in Florida, una migliore amica che per lei sarebbe disposta perfino a sepp...
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Mentre preparo la tavola, dopo aver messo su l'acqua per la pasta, non faccio altro che chiedermi per quale motivo Amanda stesse lanciando simili sguardi a Samantha.
Che la mia migliore amica le abbia raccontato quello che è successo tra di noi?
Il mio cuore batte forte, mentre una speranza che mai mi sarei sognata prima d'ora si fa largo in me...
Conosco Amanda, crede di saper celare bene i suoi pensieri, ma non è così... Dal suo viso traspare ogni cosa, per questo mi sento tanto felice...
All'improvviso, sento Samantha urlare dal bagno.
Un senso di angoscia mi assale, corro in bagno in un attimo e la ritrovo seduta sul box doccia, continua ad urlare e a piangere, sembra che faccia fatica a respirare...
La chiamo, ma non mi sente, continua ad urlare disperata: sta avendo un attacco di panico. Purtroppo ne so riconoscere uno, quando lo vedo, vista la mia esperienza personale...
Apro la porta scorrevole del box doccia, chiudo l'acqua che continuava incessante a scorrere lungo il suo corpo attraversato da spasmi violenti, e mi inginocchio di fronte a lei , prendendola piano per le spalle.
Non sembra vedermi, non sembra accorgersi della mia presenza, così prendo il suo viso tra le mani, e le parlo dolcemente, cercando di attirare la sua attenzione.
-Sam... Sono io, sono Taylor... Ti prego, ascoltami... - dico, addolorata nel vederla così.
Lei smette di urlare e mi guarda, ma il suo respiro è ancora affannoso.
-Vuoi che ti aiuti ad alzarti? - le chiedo in un sussurro.
-Io... Non respiro... - mi risponde, a fatica.
-Ma... Posso aiutarti ad alzarti? - le chiedo ancora, poiché il mio unico obiettivo ora è portarla via da questo fottuto bagno.
-S... Si...ok...- riesce a dire, si aggrappa alle mie spalle con tutte le sue forze e io la attiro a me per la vita.
La conduco fuori dal box doccia, prendo il suo accappatoio in microfibra e la aiuto ad infilarlo, mentre il suo respiro inizia a regolarizzarsi.
La trascino fuori dal bagno e la faccio accomodare sul divano, poco importa se il pavimento sia pieno di impronte bagnate, ora il mio unico desiderio è che Sam stia di nuovo bene...
Mi siedo accanto a lei, in allerta, ma lei sembra respirare normalmente, ora.
-Hai bisogno di qualcosa?- le chiedo, posando una mano sulla sua schiena.
Lei mi guarda con due occhioni da cucciolo indifeso, stravolta.
-Stammi vicino... - dice soltanto, facendomi sciogliere come ghiaccio al sole.
La avvolgo in un caldo abbraccio, accarezzando i suoi capelli bagnati mentre l'acqua scivola lungo il divano.
Si lascia abbracciare, abbandonando completamente il corpo contro il mio come se non avesse più forze, e come lei ha fatto ieri sera con me, ora sono io a cullarla tra le mie braccia...
-Taylor- dice a un certo punto.
-Ho fatto un casino... Aiutami ad asciugarmi, così pulisco il divano e... E anche il pavimento... - mi chiede, fissando il suo monolocale con disapprovazione.
-Ok, vado a prenderti un asciugamano asciutto!- le rispondo, per poi correre a prenderlo.
Quando torno, la trovo in piedi che fissa il pavimento.
-Va tutto bene? - le chiedo, apprensiva.
-Io... Ho avuto tanta paura, e non ce ne era motivo... Cosa mi sta succedendo? - dice, con lo sguardo perso nel vuoto.
-Tesoro mio, hai vissuto un'esperienza traumatica... È normale che possano succedere episodi simili. È per questo che sono qui... E rimarrò con te finché avrai bisogno della mia presenza, te lo prometto.- le dico, prendendo le sue mani tra le mie, accarezzandole piano.
Lei alza gli occhi su di me, fragile come non mai, poi il suo sguardo cade sulle mie labbra.
-Posso dirti una cosa assurda?- mi chiede, timidamente.
-Ma certo, tutto quello che vuoi. - acconsento, tamponando i suoi capelli con l'asciugamano con movimenti lenti e dolci.
-Tu mi piaci tanto... - confessa, con una dolcezza quasi disarmante.
-Anche tu mi piaci, tesoro, lo sai! Sei la mia migliore amica! - rispondo subito, celando l'agitazione che scombussola il mio stomaco.
Lei scuote la testa, fissandomi con ostinazione. Si libera dell'accappatoio, che lascia ricadere ai suoi piedi.
Deglutisco un groppo di saliva, sentendo la gola secca all'istante.
È qui, nuda, di fronte a me, e mio malgrado il mio sguardo corre lungo il suo corpo, mentre qualche gocciolina scivola furtiva sulle sue curve da sogno.
Torno a guardare i suoi bellissimi occhi azzurri, incerta: ma sta davvero succedendo quello che penso?
L'asciugamano col quale stavo asciugando i suoi capelli dorati mi cade di mano, facendo la fine dell'accappatoio.
Non so come comportarmi.
So solo che il modo in cui mi sta guardando ora, il modo in cui ci stiamo guardando, fa svolazzare stormi interi di farfalle nel mio stomaco ormai sotto sopra, mentre il mio basso ventre va a fuoco.
-Tu stai dicendo che io... Ti piaccio in quel modo...? - le chiedo, trattenendo il respiro.
In tutta risposta, Samantha si avvicina, mi allaccia le braccia al collo, e mi bacia.
E a questo punto, perdo completamente il lume della ragione...