• 62 - KIM

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Giorno Successivo

Sono soltanto le 9 del mattino e la nostra camera sembra già un campo di battaglia. Christin e Jodie ci hanno fatto compagnia per tutta la notte e parlando del più e del meno siamo finite alla conclusione che tutte abbiamo un debole per il Capitano Asher.

Ammetto che all'inizio ero un po' scettica e timorosa nel rispondere, alla fine però ho fatto un bel respiro e ho ammesso la mia debolezza per lui, avuta fin dagli inizi solo quando le cose stavano andando stranamente bene fra noi. Ho dovuto deviare molte delle domande che le ragazze mi hanno posto, perlopiù sulla mia salute e sul mio comportamento distaccato e il mio cattivo umore. Non sembravo in me, tutt'ora credo di avere un vuoto nel petto, ero una mina vagante che cercava di mettere in ordine i pensieri con la forza del tempo. Ma più lo perdevo e più mi rendevo conto che le cose si attorcigliavano e diventavano sempre più complicate da sistemare, da trovarci una soluzione.

Direi quasi di essere abituata a questi momenti, con mia madre era ogni giorno sempre più complicato e ingestibile da vivere, tanto che arrivai ad un punto di finirla anch'io. Mi si annodò lo stomaco per settimane, il cuore lo sentivo a stento battere e il respiro mi si faceva sempre più sottile. Non mangiavo da giorni, avevo questo disperato bisogno di pensare soltanto a mia madre e di mettere da parte i miei bisogni. Non lo feci per scelta, lo feci solo per amore, soltanto per lei. Aveva fatto tanto per me ed era ora che io le fossi riconoscente, sacrificai la mia vita per non perdere la sua, tutto perché le volessi un bene dell'anima. E tutt'ora gliene voglio. Come ho già detto sono abituata a questi vuoti, ai momenti di sonnolenza che avvengono troppo spesso nei momenti peggiori e agli sbalzi d'umore per via dei mille e balenanti pensieri. Sono cresciuta con la paura di avere tutto fuori posto e con la bravura di cavarmela con le mie folli idee, anche se la maggior parte delle volte bisogna improvvisare qualunque cosa affinché la situazione si assesti e si trovi un punto di ritrovo. Piuttosto me ne vanterei di quello che ormai sono riuscita a imparare da sola, era più una difficoltà sopravvivere in casa che quando uscivo di casa a fare commissioni. Sarei stata più felice se qualcuno mi avesse rapita e minacciata di uccidermi. Magari fosse successo davvero, a casa, come ho già detto, la situazione stava diventando ingestibile per me, e vivere era come un'opzione tra lo scegliere se soffrire ancora o restare a guardare come la mia vita cadesse in pezzi assieme a quella di mia madre. Che colpa ne ho mai avuto io?

<<Se il buongiorno si vede dal mattino allora dimmi che sei di buonumore>> mi incalza Sasha ridacchiando, al suo fianco Christin mezza dormiente che ci sbircia con un occhio aperto, sorride divertita.

<<Nulla di rianimante. Adesso ho solo bisogno di sgranchirmi le gambe>> annuncio alzandomi dal letto, gli scarponi sono vicino al comodino, li afferro e li indosso sotto la divisa già stirata e profumata che ho messo pochi istanti prima che suonasse la sveglia. Solo ora mi torna in mente che ha suonato più tardi del solito, tutto perché siamo state avvisate all'ultimo che avremo avuto visite da altre Caserme, perlopiù straniere, e di tutte le lingue che hanno scelto di accogliere ho avuto la fortuna di studiarle e conoscerle.

<<Non ti sembra troppo presto per uscire dalla camerata? Hanno detto di non muoverci da qui fin quando non avranno sistemato i nuovi arrivati>> mi ricorda puntigliosa Sallie, appoggiata sul bordo della finestra con solo l'intimo indosso e in bella vista.

<<Non sarà di certo una passeggiata a fermare quello che stanno facendo>> dico orgogliosa facendomi strada alla porta. E poi, chiunque incontrassi al di fuori di questa stanza, non mi farebbe di certo spavento. Ho le mie carte, le mie regole e il mio gioco. Che cos'ho così tanto da temere?

Una volta fuori mi chiudo alle spalle non solo la porta ma anche le chiacchiere delle ragazze che hanno ripreso a gareggiare fra loro su quale fosse più interessante e offensiva, tralasciando che a volte tra quei pettegoli esce anche qualcosa di tuo.

Amami Per Sempre Capitano || Vol.1Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora