ASHER
Tra la veglia e il sonno riesco ad ammirare la sua chioma bionda che scivola sul mio braccio mentre la sua testa riposa sul mio petto nudo. Accolgo il calore che emana il suo corpo, restatami accanto per tutta la notte dopo essercistuzzicati con qualche discorso piccante e sguardi maliziosi che sapevano di eccitazione,e tra un bacio e un sorriso che mi fa ancora squagliare, abbiamo fatto l'morecome due matti. Come facciamo sempre da quando ci siamo conosciuti.
Rivolgo losguardo al soffitto, immaginandomi come sarebbe bella vederla arrivare all'altare, per me, con un vestito bianco e puro come la sua anima, come dalla nascita, come quando l'ho conosciuta e ho rubato la sua innocenza.
La sua mano, piccola e candida, accarezzandomi un fianco mi solletica la pelle con le dita, giocando e stuzzicando i punti più sensibili
del mio corpo.
Deduco che abbia già aperto gli occhi.
<<Sei già sveglia?>> le chiedo intrecciando le sue dita con le mie. Sembra sistemarsi al mio fianco, alzando il capo e guardarmi con quella sua espressione angelica, e i suoi occhi, ancora socchiusi dal sonno riescono comunque a mostrare quel celeste lucente sotto un piccolo raggio di sole che penetra dalla finestra.
Sorride dolcemente e gli angoli della bocca sembrano arrossati per il freddo, e quando con una mano va a stropicciarsi gli occhi il suo braccio teso a mezz'aria mostra perfettamente il seno, rotondo e piccolo, perfetto per raccoglierlo tutto in una mano e definito come una coppa di champagne.
<<Ammiravo il paradiso>> questo suo tono sottile è musica per le mie orecchie, e il suo corpo svestito sembra scivolare di proposito sul mio sesso, quando il suo viso si avvicina al mio per baciarmi romanticamente.
<<Ti piace così tanto viverci in questo
paradiso?>> le sussurro sulle labbra; scuote il capo e raccoglie il mio viso nelle sue minuscole mani <<Non senza di te>> mormora, quando d'un tratto il suo viso sembra rabbuiarsi.
Cala il suo sguardo per osservare lo spazio che c'è tra i nostri corpi, cosi la raggiungo, accarezzandole i fianchi e arrivare alla sua schiena.
Le ciocche di capelli mi proibiscono di vedere il suo seno adesso, compreso il lenzuolo che copre gran parte delle sue lunghe gambe.
<<Perché sei triste?>> cerco di accarezzarle il viso ma è quasi impossibile farlo, una forza invisibile sembra avermi paralizzato.
Ellie inizia a piangere portando una mano sul ventre, quando d'un tratto anche la stanza sembra cambiare colore. Dal suo solito bianco le pareti sembrano annerirsi, come anche la luce del sole, che inizia a tramontare fino a quando l'oscurità non ci avvolge. Riesco ancora a vedere il suo viso, e questa volta le sue lacrime sembrano essersi colorate di rosso.
<<È tutta colpa tua>> mi grida lei coprendosi il viso <<E colpa tua se sono morta>> rimango a guardarla senza dire una parola; distrutta dal pianto sembra dissolversi dal nulla, lasciando nel buio solo le sue iridi celesti.~•~
Un tonfo assordante mi fa svegliare di soprassalto, e la prima cosa che faccio è toccarmi le labbra.
La sua bocca; riesco a sentire la morbidezza della sua bocca posata ancora sulla mia, difficilmerite da dimenticare, anche se il tempo si è portato con se tutte le belle cose.Guardo l'ora, e sono appena le 6 del mattino. Infatti il tonfo viene ripetuto nuovamente, percependo che non faceva parte del sogno. Bussano alla porta, e con la forza che mi ritrovo vado ad aprire. Sulla soglia c'è Tom, un semplice Maggiore di cui il compito è quello di dare informazioni ai soldati o portare pile di fogli da firmare al Generali e al resto del Superiori, proprio come adesso.
<<Buongiorno Signor Johnson, ho un documento importante da mostrarle, prima però metta una firma qui>> spiega lui velocemente indicandomi un punto sul foglio, tanto da non capire ugualmente niente, a malapena riesco a leggere cosa ci sia scritto, le parole sono ombrate e alcune lettere sembrano incomprensibile leggere.
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Amami Per Sempre Capitano || Vol.1
Romance•COMPLETA• /in continua revisione/ Atterrati dalla guerra, senza alcuna via di fuga. Lei porta grigiore nella vita degli uomini, di soldati che si inginocchiano innanzi alla morte, con le mani sul cuore. Vuol fuggire quell'uomo, che cerca disperato...