• 5 - KIM

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Dubito che qualcuno non mi abbia stregata, ma quelqualcuno è lui e la sua eleganza.
Ammirare il cambiamento del suo aspetto,
non più giovane come una volta,  mi fa stringe il cuore in una morsa, tanto dafarmi mancare il respiro.
E quei capelli grigi brizzolati hanno preso il posto di quel castano ramato tanto lucente,
e quegli occhi oceanici che tanto ammiravo sono rimasti gli stessi di un tempo, il suo blu intenso, che tanto desideravo avere che non ho avuto la fortuna di prendere.
Come mia madre, il suo celeste è tendente al verde, mentre i miei sono solo di un castagna più scuro, proprio come i miei nonni.

Mi accorgo che quello che sembra essere mio padre, termina il suo discorso e tutti i presenti nell'atrio si alzano, così mi alzo anch'io raggiungendo con lentezza il minuscolo palco;
le gambe però cominciano a tremarmi, sudo freddo ma è come se un'intera cascata mistia uscendo da ogni parte del corpo, le mani si muovono troppo velocemente e l'ansia comincia a impadronirsi di me.
Per un instante mi blocco, cercando di pensare a cosa potrei dirgli una volta arrivata lì.

E se poi non si ricordasse più di me?
Che cosa faccio dopo?
Gli dico la verità?
Lo farò sentire uno schifo per come si è comportato con me e la mamma?
Oppure gli dico che mi è mancato così tanto che aspettavo questo momento da moltissimo tempo?

Chiudo gli occhi prendendo una boccata d'aria.
Mi faccio coraggio e vado da lui sicura di me, sapendo che prima o poi dovremmo affrontare questa situazione, quindi meglio ora che mai.

È girato di spalle, che si dondola sui talloni con le mani infilate nelle tasche dei pantaloni stretti. Un'abitudine che non ha mai perso, tanto che miritrovo ad imitare i suoi stessi vizi.

<<Salve signor Thompson, potrei parlarle!?>> replico in un soffio quando la voce inizia a tremarmi, ma riesce comunque a sentirmi, di scatto si gira nella mia direzione e in quel momento realizzo che non abbia ancora capito chi sono.

<<Certamente, mi dica signorina>> replica con un sorriso, ma poco dopo sparisce.
Avrà capito chi sono?

Mi studia per bene e con fare interrogativo mi chiede <<Ci siamo già visti da qualche parte?>> la sua voce...ascolto il rumore del mio cuore che va infrantumi.

Non riesco a trattenere le lacrime ma questo non vuol dire che abbia perso la forza di parlare <<Come puoi scordarti della tua bambina?>>

Il suo viso sembra pietrificarsi,  e questa volta sono le sue mani a tremargli econ la bocca socchiusa ripete il mio nome come se fosse uno sforzo <<Kim?>> i suoi occhi si illuminano sotto la luce calda dei faretti, mettendo in risalto le sue iridi cristalline. Si copre la bocca e dopo lunghi secondi rimastoad osservarmi si asciuga gli occhi e continua a squadrarmi da capo a piedi come sefossi un angelo sceso in terra.

<<Sì...sono io papà>> il viso inizia a bruciarmi, senza accorgermi che ho pianto per tutta la durata del suo silenzio. Ma non si fa sfuggire un altro secondo che subitocorre ad abbracciarmi, stringendomi con tanta forza, quasi da farmi soffocare, ma non mi importa, questo abbraccio lo desideravo da anni, più di ogni altra cosa.

Mi lascia andare solo quando uno dei suoi colleghi lo richiama ma senza dargli retta, ormai la sua attenzione è solo su di me.
Prende le mie mani e mi posa un lungo bacio sulla fronte, come per sentire il mio calore, la mia presenza, il mio amore.

<<Il tempo ha fatto il suo percorso bambina mia, sei cresciuta tanto che sei diventata bella proprio come tua madre>> commenta con un sorriso sincero ma spento, abbasso il capo e pensandoci abbiamo trascorso davvero tanti anni lontano da lui.

<<Sono passati dodici anni, papà>> si rabbuia alla mia risposta ma per rallegrarmi mi fa una carezza sul viso, sorridendomi e facendomi segno col capo di seguirlo.

Amami Per Sempre Capitano || Vol.1Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora