Le quattro fasi.

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Ciò che è accaduto una notte fa in camera mia con Raul Acker e Markus Rojas ha fatto sì che io credessi nei fantasmi.

L'immaginazione è pericolosa, alle volte ti fa fare cose che prima non avresti mai potuto fare.

Prenderò e scoprirò.

Le fasi sono quattro e devono essere organizzate come sono state scritte da Galileo Galilei e ci vuole del tempo, ma lo si fa. Io e Raul abbiamo provato a formulare alcune idee, ma sembrano tutte fallaci.

Le suore del podio controllano solamente un paio di volte ma poi salgono in camerata per pregare e noi ci nasconderemo nella stanza della suora che ormai è andata via, quindi appunto è una stanza vuota.

Abbiamo cercato di spiegare alle suore che si tratta di una ricerca scientifica e loro ci hanno dato il permesso. Abbiamo portato una lavagna a pennarelli, sei banchi e una cattedra più grande con dei libri sugli esperimenti e siamo pronti. Siamo quattro di noi e si sono aggiunte altre due persone: Amelina Firth e Daisy Price.

Mi sembra di non capire tutto questo... queste due ragazze e anche Markus Rojas prima già facevano parte del collegio, proprio come me, ma non sono mai riuscito a legare o ad avvicinarmi. Nessuno riusciva a trovare un significato per stare con me.

Credo di fare parte di questo gruppo soltanto perché conosco più di tutti questo collegio, dal momento che ognuno di noi vuole trarne qualcosa da qui, ma i miei pensieri sono spesso negativi e so per certo che è solamente un'immaginazione.

La stanza ha le pareti bianche e quando varco la soglia della porta, i cinque scienziati sono già lì, muti, che aspettano solo me.

«Bene cosa ne pensate di tutto ciò?» Chiedo mentre mi tocco il ciuffo.

«Penso che dobbiamo metterci al lavoro e finire questo tipo di missione entro un mese, non può continuare a lungo stiamo pur sempre in un collegio e non si può mentire.» Spiega Daisy Price decisa.

Brava.

Daisy è di pelle chiara, ha i capelli neri e gli occhi chiari. È molto grassa ma talmente dolce che potresti mangiarla, è quella amata dalle suore ed è questo che serve in questo momento, non dico che lei sia di sfruttamento o anzi diciamoci la verità: qui tutti siamo usa e getta, quindi come dico da tempo è tutto a convenienza nostra.

Faccio tutto questo perché diciamo che questa scoperta un po' mi ha incuriosito, ma sopratutto per loro, perché sono loro che vogliono scoprire, io non mi sono mai avventurato in questo tipo di cose.

A quest'ora, ero sicuramente appoggiato sul davanzale della finestra con un libro nuovo tra le mani e una matita per sottolineare le cose che mi aiutavano a vivere meglio.

Amo le rane, sono un amante delle rane, conosco tutto di loro: riesco perfino a scoprire di che sesso sono solo guardando la pelle ruvida. Io sono esattamente come le rane con la pelle ruvida, sono di un solo colore, sono magro ma anche forte e proprio per questo riesco a sollevare un peso di tanti kg, infatti spesso mi capita di aiutare le suore a portare i sacchi di pane e pasta che sono pesantissimi.

Sono forte anche emotivamente, se una persona mi giudica dicendomi delle cose io la guardo negli occhi e non rispondo.

Riesco a ricordare anche tutte le parole di una canzone e anche la melodia del modo in cui deve essere cantata, ho tante canzoni preferite tra cui Attenti al lupo di Lucio Dalla.

Io sono il contrario di Daisy, ma ci sono giorni che vorrei sprofondare, ho un mondo mio ed è speciale. È un mondo composto da rane, pesci, libri e ora questa missione mi scoccia persino nelle vene dei piedi. 

A me non interessa il parere degli altri e non mi interessa neanche sapere come stanno, come si sentano o ciò che hanno fatto nella giornata.

Ancora non ho conosciuto nessuno tra questi ragazzi e non posso raccontare le loro emozioni e la loro storia, ma presto lo farò, almeno così vorrei.

Sì, raccontare le loro storie. All'età di tredici anni ho cominciato a scrivere tutto quello che mi capitava di pensare su un quaderno, tutte le caratteristiche delle persone che incontravo e tutto quello che mi succedeva.

È un'abitudine che purtroppo non ho più perso. Ed è un peccato perché i quaderni finiscono e mi tocca nasconderli nell'armadio, perché se qualcuno dovesse trovarne soltanto uno potrebbe essere la mia fine.

«Fernando, cosa hai organizzato?» Chiede Adelaide.

«In realtà, io organizzo soltanto quando sono con voi ma non da solo, perché quando sono solo ho altro da fare»

«Ah okay, ma almeno iniziamo...»

«Sì bene, allora ognuno di voi stanotte avrà un lavoro: Raul ed io andremo giù, Markus Rojas e Adelaide Lancaster resteranno in camera nostra aspettando le 02:00,  Amelina Firth e Daisy Price avranno un cellulare dove dovranno controllare ciò che succede al consultorio e scriverlo su un quadernino. Okay?» Finisco di spiegare.

«Come faremo ad avere un cellulare?» Chiede Adelaide.

Bella domanda.

«Sveglia, questo è il vostro lavoro pensavi fosse già tutto qui?» Rispondo battendo le mani e loro annuiscono, così ci dividiamo.

Ho tutto sotto controllo, riesco a sapere tutto ciò che dicono e fanno grazie ad una mini macchina che trovai in un parco quando avevo solo sei anni, basta solamente mettere la scala e il numero di quello che vuoi spiare ed è fatto, sono l'organizzatore e devo sapere tutto.

Quindi accendo la mia mini macchina e che il viaggio abbia inizio.

Prendo esempio da te.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora