Amelina.
«Amelina io devo dirtelo...»
«Che devi dirmi?»
«Tu mi rendi una persona diversa. La sera che Raul ci ha interrotto, stavo per dirti che quella sera stavo molto bene con te.»
«Scherzi?»
«No sono serio.»
«Mi dispiace per averti trattato male un paio di volte.» Aggiunge lasciandomi un bacio sulla fronte.
«Sei mia Amy. Soltanto mia.»
«Oggi ho litigato con mia madre...» Gli spiego sfogandomi.
«Perché?»
«La mia famiglia è una di quelle famiglie particolari, mia sorella è anoressica, io ero cieca e i miei genitori sono divorziati. Noi siamo il loro sfogo, non fisico però.»
«In che senso il loro sfogo?» Chiede.
«Nel senso che stanno sempre a lavoro. Sono troppo autoritari, sopratutto nei miei confronti»
«Certo che stanno rovinati eh.» Risponde facendo spallucce.
«Alcune volte sì..»
«Sto parlando tanto, lo sai?» Aggiunge d'un tratto guardandomi.
«Io sono contenta di questo...»
«Non va bene Amy. Non va bene per te!» Finge di sorridere mentre si porta le mani al viso.
«Voglio raccontarti una cosa...» Aggiungo e lui annuisce.
«Dimmi, sono tutt'orecchie!» Risponde e comincia a ridere.
Sta sorridendo o per meglio dire sta ridendo. Sono riuscita a farlo ridere. Cosa succede?
«Da piccola preferivo non avere la vista. Mi chiudevo in camera mentre i miei genitori urlavano, sentivo rumori di piatti e posate volare. Rumori contrastanti. Mi tappavo le orecchie e immaginavo tutto, per filo e per segno ciò che stava accadendo. Poi mio padre finiva con mia madre e cominciava con me.»
«Lo racconti senza piangere Amy?» Resta pallido.
«Sì, io non riesco ad esprimere del tutto le mie emozioni.» Rispondo.
«Con me provaci.»
«Ferd...» Lo chiamo per attirare la sua attenzione.
«Sì?»
«Noi siamo diversi dagli altri.»
«Hai ragione.» Conclude. Lo abbraccio con tutta la sincerità che potessi mai desiderare, ricevere e donare.
Per la prima volta sento le sue mani appoggiarsi dietro la mia schiena. Per la prima volta mi tocca in modo profondo, sembra che si assicuri che io sia vera e non soltanto immaginazione. Si stacca dal mio corpo e mi lascia un bacio in fronte.
Un vero bacio, un bacio profondo e non sadico, violento, meschino ed egoista. Un bacio che desideravo da tempo.
«Tu invece cosa mi racconti di te?» Chiedo.
«Io non ho voglia di raccontare nulla e per di più mi sto cominciando ad annoiare.»
«Ma come?»
«Si Amelina, puoi per qualche giorno smettere di chiedere del mio passato? Se vuoi parlare e restare con me, fallo sei libera! Ma smettila, smettila di chiedermi cose che non ti racconterò.» Comincia ad urlare allontanandosi.
«Scusami, vado via.»
«Ho detto qualcosa di sbagliato?»
«No tranquillo.» Concludo e lo lascio lì, da solo.
«Amy aspetta.» Urla ma non lo ascolto.
«Amy ti prego.»
Come diavolo si permette di poter parlare in quel
modo?
Rovina sempre tutto, in un modo o nell'altro.
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Prendo esempio da te.
Avventura(COMPLETATO- IN REVISIONE) In un posto molto ma molto lontano da qualunque paese, si trova un collegio. Un collegio vero e proprio, con delle suore e delle punizioni severe. Un collegio dove sei ragazzi si incontrano senza averlo previsto e nella l...
