Sono tremendamente triste per la scomparsa di Carlos Ruiz Zafón, autore di uno dei miei libri preferiti. Vi consiglio, se mi permettete, di leggere qualsiasi libro scritto da lui... vi assicuro che vi innamorerete profondamente. Detto ciò, vi auguro una buona lettura!
Ci hanno chiesto di sistemare i magazzini annessi alle sale e ci hanno anche armati di detersivi per pulire. Allora inizio, scatola dopo scatola a rimuovere la polvere e a sistemarle come si deve:<<Ma a che servirà una Nintendo Wii in una scuola di danza?>> domando ad alta voce:<<Sarà di qualche vecchio studente che l'ha dimenticata>> mi risponde Meghan che è nello stesso magazzino:<<Probabile>> termino in modo secco il discorso.
<<Voglio essere sincera con te>> mi dice Meghan attirando la mia attenzione:<<Sono la figlia del decano, qui dentro ci sono cresciuta come fosse casa mia>> conclude guardandomi, forse aspettandosi una reazione forte:<<Avevo capito qualcosa. È per questo che ci hai aiutati il primo giorno ed è per questo che hai molta influenza su Victoria>> dico come una vera investigatrice. Lei annuisce e dice:<<Con mio padre molte cose sono cambiate>> continua, sistemando un'altra scatola:<<Prima c'era addirittura il divieto di avere relazioni tra i partecipanti delle Teen>> mi informa:<<Avranno avuto le loro ragioni, alla fine la vita così come l'amore è imprevedibile. Prima la danza>> dico conquistando definitivamente il suo sguardo:<<Non è nemmeno giusto ostacolare l'amore>> recupera un elastico e inizia a legarsi i capelli:<<Come hai detto... è imprevedibile, no?>> termina sorridendo e annuisco, tornando al mio lavoro.
~○~
Io e Adam abbiamo scelto "Formidable" per la nostra coreografia e devo dire che ne sono molto soddisfatta. Certo all'inizio l'idea di lavorare con lui mi indastidiva più del dovuto, ma adesso sono felice di aver avuto un partner degno di nota.
<<Alza il culo Anderson, la coreografia non si balla da sola>> mi punzecchia, appoggiando la borsa sul parquet appena lucidato:<<Se mi lasciassi almeno entrare>> rispondo ricambiando il tono:<<Nemmeno le punte si indossano da sole>> termino, con un sorriso molto tirato per evidenziare la mia irritazione.
Terminata l'ennesima e ultimissima prova, Adam decide che per oggi è abbastanza. <<Vedi di essere altrettanto brava anche lunedì>> mi avvisa puntandomi il dito contro:<<Quel dito vedi di metterlo da un'altra parte>> dico provocandolo:<<Hai qualche idea?>> mi dice avvicinandosi a me: <<Pervertito>> asserisco ed inizio a sfilare le punte.
<<Hai idea di quel che si vincerà dopo la sfida?>> chiedo, sviando totalmente l'argomento di prima:<<Non saprei, forse qualche specie di trofeo inutile che metteremo sullo scaffale a prendere polvere>> dice, sedendosi di fianco a me:<<Inutile?>> chiedo molto curiosa. Perchè dovrebbe essere inutile un trofeo che non fa altro che migliorare la tua figura nell'accademia? <<Inutile perchè tanto vanno avanti chi ha referenze o chi è figlio di queste>> afferma, alludendo forse a Meghan.
Mi alzo e inizio a sistemare le mie cose e sicura dico:<<Beh, allora inizia a liberare spazio per quel trofeo>> dico, girandomi a guardarlo:<<Già fatto, Anderson>> mi sorride e mi soffermo a pensare a quanto Adam sia davvero un bel ragazzo.
~○~
<<Papà? Meredith? Rob? Sono a casa>> urlo, salendo per le scale ma mi blocco a metà tragitto:<<C'è Ryan di sopra, Jenny>> dice mio padre e rassegnata mi avvio verso la mia camera.
<<Ciao fiorellino>> mi dice appena entro e come se non fosse successo nulla, si avvicina per baciarmi:<<Non ci provare Ryan>> lo blocco all'istante e nel frattempo, decido di recuperare tutte le cose che mi serviranno per la doccia:<<Sei seria? Sei ancora arrabbiata?>> mi chiede in tono sarcastico:<<Sì che lo sono Ryan. Ora se non ti dispiace, avrei bisogno di un doccia>> dico, cercando di svignarmela in bagno:<<Mi dispiace eccome! Non fai altro che fuggire ogni volta che sono qui o che stiamo insieme>> osserva, in cerca di spiegazioni. Sospiro e mi preparo a controllare i nervi:<<Anche un cieco vedrebbe che le cose vanno male da troppo tempo, Ryan. Mi sento in gabbia, non mi dai gli spazi di cui ho bisogno>> continuo, respirando profondamente:<<Non penso sia normale che mi dia fastidio anche solo vedere un tuo messaggio>> chiedo, aspettando che mi risolva tutti i dubbi che ho in testa:<<È normale, invece. Ti ho fatta arrabbiare e mi scuso, davvero, mi dispiace>> afferma, avvicinandosi a me:<<Ho bisogno di pensarci>> affermo, afferrando il balsamo dall'armadio:<<Mi vuoi lasciare?>> mi chiede e tutto ciò che vorrei urlargli è un sì potente, mettendo così a tacere ogni mia perplessità.
Per poterlo fare, c'è bisogno di coraggio che io non ho ancora del tutto:<<Devo pensarci e fino ad allora devi darmi i miei fottuti spazi. Non chiedo altro>> termino, avviandomi verso la porta:<<Vaffanculo tu e i tuoi spazi, sapevo sarebbe successo. Conosci il mio numero>> dice, mi supera e poco dopo sento il rumore della porta d'ingresso che si chiude. Mi avvio, quindi, in bagno.
Non voglio fargli male, non è questa la mia intenzione. Ho pensato di potercela fare, di riuscire ad innamorarmi di lui così tanto da desiderarlo ad ogni ora del giorno. Non è così. All'inizio credevo di essere riuscita ad archiviare la mia terribile relazione con l'amore, ma solo ora mi rendo conto che non è possibile. Devo restare da sola per stare bene, non c'è altra scelta.
Esco dalla doccia e inizio a districarmi i capelli, sono molto secchi ultimamente. Sarà lo stress degli ultimi giorni. Li asciugo e li lego in una grande treccia che appoggio sulla spalla sinistra, infine indosso un top e dei leggins neri che sono ormai la mia tenuta casalinga.
Torno in camera e prima di lanciarmi sul letto, prendo un libro a caso ed inizio a leggere. È buffo, la ragazza protagonista non sa chi scegliere tra i due ragazzi di cui è innamorata. Vorrei poter entrare nel libro e fermarla, l'amore è soprattutto sofferenza e nessuno merita di stare male per esso.
<<Hai parlato con Ryan?>> mi domanda Robin, che è appena entrato in camera:<<Ci siamo presi una pausa, voglio essere prima sicura e poi lo lascerò nel caso>> lo informo e lui annuisce:<<Non aspettare troppo>> mi consiglia e viene a sedersi accanto a me:<<Rob, sai, un uccellino oggi mi ha detto una cosa>> dico come fossi una bambina e lui mi guarda visibilmente confuso:<<Mi ha detto che ci stai provando con una ragazza e che tu, da cattivo bimbo, non hai detto nulla alla carissima Jennifer>> concludo, cercando di estorcergli qualche informazione:<<Strano, non sapevo che gli uccellini parlassero!>> esclama divertito e allora inizio a dargli molti pizzicotti sul braccio:<<D'accordo, d'accordo! Parlo>> annuncia rassegnato:<<Mi piace troppo Meghan>> sospira e noto il suo sguardo... i suoi occhi sono sognanti:<<È bellissima, Jen>> dice, come se non fosse evidente:<<Lo sappiamo bene>> dico con fare ironico:<<No, no... io parlo del fatto che la sua anima è bellissima. È buona, sincera, altruista...>> veniamo interrotti dal campanello, ma non prestiamo molta attenzione in quanto mio padre è di sotto e aprirà lui. <<Dicevi?>> lo esorto a parlare, ma questa volta sentiamo un vaso rompersi e la preoccupazione che qualcosa stia succedendo, si fa spazio dentro di me.
Balziamo entrambi dal letto e iniziamo a scendere le scale con molta cautela, fino a scorgere il volto di mio padre: è una belva.
Ma cosa sta succedendo? Mi domando e cerco di dominare il panico che sta avendo la meglio su di me:<<Stammi dietro Jen>> dice Rob e io eseguo il suo ordine.
<<Tornatene da dove cazzo sei venuto e non bussare ma più alla nostra porta!>> urla mio padre quasi inferocito. Arriviamo in salotto e scorgiamo finalmente anche l'altra figura... non so chi diavolo sia, ma Robin sembra conoscerlo.
<<Thomas che cazzo ci fa questo qui?>> domanda nervoso Rob a mio padre, che come risposta riceve un'alzata di spalle. Mi intrometto per capirci di più:<<Chi è quest'uomo?>> domando e lo stesso sconosciuto risponde:<<Sono Cillian. Cillian Roberts, il padre di Robin>> e non appena le parole escono dalla sua bocca, Robin si avventa su di lui e inizia a picchiarlo con tutta la rabbia che ha in sè.
Non so come, ma i miei occhi si appannano e mi sento di mancare, mi sembra di rivivere la stessa scena di quattro anni fa e la rivedo, tutta quanta, davanti ai miei occhi. Indietreggio fino ad arrivare al muro e allora mi ci appoggio, scendo lentamente con la schiena, e mi siedo a terra. Con la testa tra le mani, cerco di placare il dolore che sta salendo ma non riesco a controllarlo:<<Basta!>> urlo ma nessuno mi ascolta:<<Basta! Vi prego basta!!>> urlo di nuovo e innumerevoli lacrime iniziano a solcare il mio viso:<<A-A-And->> il suono esce a tratti dalla mia bocca, ma la scena davanti a me fa rimergere ricordi che conservo sotterrati da troppo tempo:<<Andrew...>> dico in un sospiro e questa volta tutti sembrano aver sentito:<<Cosa? Hai detto...>> dice mio padre, accasciandosi vicino a me.
Alzo gli occhi al cielo, li stringo facendo cadere tutte le lacrime in eccesso.
Ho detto il suo nome.
STAI LEGGENDO
Until your last breath.
ChickLitJen, ironia fatta persona, all'apparenza forte ma fragile a causa di una perdita che ha drasticamente cambiato la sua vita. Adam, inguaribile romantico e ragazzo di principi, diffidente nei confronti delle persone e del mondo. La vita è quella cosa...
