Scusate il ritardo :)
Sono passati esattamente venti giorni da quando quella lettera è arrivata. Venti giorni di progressi, curiosità, novità e impegno. In accademia le cose vanno più che bene, mi sto abituando all'ambiente per quanto mi risulti complicato. Questo perchè continuo ad essere convinta del fatto che non me lo merito profondamente, che al mio posto dovrebbe esserci un'altra persona. Non riesco a dire il suo nome. Non più.
Nel mio stomaco si crea un tornado di dolore che mi opprime e mi fa male ogni volta che provo a pensare al passato, ogni volta che penso a mia madre, ogni volta che penso a quella notte, ogni volta che penso a quanto ingenua sia stata. Non posso farci molto, mi hanno detto in passato.
Mio padre ha cercato di aiutarmi a superarlo, invano: nemmeno lui ci è riuscito, lo capisco dal fatto che ogni notte prende i nostri album e li sfoglia, lasciando cadere qualche lacrima. La realtà è che non puoi davvero guarire da traumi come il nostro, impari solo ad abituarti agli effetti collaterali di esso come la nostalgia.
La lettera è stata come un fiume in piena per tutti noi. Non credevamo che il passato sarebbe tornato, in nessuna maniera! Anche perchè avevamo chiuso ogni ponte possibile. Invece, questa, è la dimostrazione che non c'è mai una fine al peggio e che ancora una volta, bisogna aspettarsi di tutto. Non importa quanto credi che la tua vita sia monotona, non lo sarà mai per troppo perchè qualcosa ti sconvolgerà sempre, che sia positivamente o meno.
Non ho mai ringraziato mio padre per non aver aperto la lettera, non ho il coraggio di dirgli che in realtà non potrei sopportarlo. Quella sera, a tavola, dissi che era per il mio bene, per guarire. Non mentivo, non del tutto. Dentro di me, sapevo che se avessi avuto notizie da mia madre, sarei esplosa. Non parlo di lacrime, di urla o di ricordi. Parlo del fatto che fisicamente non l'avrei retto, non l'avrei sopportato. Chissà, forse un giorno metterò insieme il coraggio che serve per aprirla. Quel che so, è che oggi non è quel giorno, così come non lo sono stati gli ultimi venti.
Tornando all'accademia, ci hanno affidati ad un nuovo prof, Romero, sembra molto in gamba ed esperto. Ho il sospetto che parteggi per Victoria...perchè? Cerca di inserirla in qualsiasi coreografia facciamo o anche pensiamo. "No, Victoria dovrebbe stare al centro", "Spostati! Mi copri Victoria", "Fuori ti dico, Victoria al posto tuo", per fare qualche esempio. È talentuosa, ma noi siamo tutti qui per lo stesso motivo! Oscurare un allievo per risaltarne un altro, non è esattamente lo spirito dell'accademia. Lo facessero con me, non avrei problemi ad oppormi ed è questa la differenza tra me e lei.
Mi sporgo in avanti appoggiando i gomiti sulle ginocchia, respirando a fondo. Sono 10 minuti che sono seduta su questa panchina sul retro dell'accademia. Quasi nessuno viene qui e questo posto mi aiuta a dare sfogo a tutti i miei pensieri. La vista è mozzafiato, ma il silenzio viene interrotto dalla suoneria del mio cellulare.
Messaggio da Ryan:
"Cosa sta facendo il mio fiorellino?"
Sorrido. Dopo quella chiacchierata in camera le cose sono cambiate. Non so nemmeno io come, ma da un giorno all'altro siamo diventati più affiatati che mai. Giustifico il nostro rapporto alla mia famiglia dicendo che siamo molto amici, ma non è così. Gli amici non si baciano, tantomeno vanno a letto insieme. È successo una volta, motivo per il quale lui mi accusava di averlo usato. Ci ho riflettuto molto, non ero in me quella notte. Ma voglio provarci, sembra funzionare. Gli scrivo che sono a lezione e che l'avrei richiamato appena possibile, decidendo quindi di rientrare.
~○~
<<Nuovo lavoro per voi ragazzi!>> esclama Romero, attirando la nostra attenzione:<<In coppia, dovrete creare una coreografia da presentarci. La migliore avrà una possibilità che vi sveleremo in seguito>> ci avvisa:<<Al muro troverete le coppie composte, anche se non ne sono propriamente convinto... peccato che non possa decidere da solo>> conclude, lasciando l'aula.
<<Sembra che faremo coppia, Anderson>> mi rivolge la parola Adam con un sorrisetto furbo:<<Che gioia sentirlo>> dico ironica inclinando il capo:<<Ho un nome, comunque>> termino sorridendo. Lui replica il mio gesto, e risponde:<<Non mi interessa il tuo nome>> sorridendo a sua volta.
Alzo gli occhi al cielo e comicio a preparare la borsa per tornare a casa, quando due forti braccia mi abbracciano da dietro:<<Ciao fiorellino>> mi sussurra all'orecchio e capisco il proprietario della voce:<<Ryan! Che fai qui? Robin potrebbe vederci>> dico, guardandomi intorno. <<Ti preoccupa lui o chi potrebbe vederci qui?>> asserisce con un tono quasi arrabbiato:<<Calmati, voglio che lui lo sappia da me>> dico, cercando di placare il suo stato d'animo. Adam decide di interromperci:<<Anderson, scusa se disturbo>> dice, guardando Ryan dalla testa ai piedi:<<Mi dai il tuo numero?>> mi chiede, innervosendo parecchio il ragazzo al mio fianco che non ci pensa due volte e interviene:<<Amico, che brutto modo e che brutta situazione per provarci>> dice, sfidandolo:<<Non è una cosa che ti riguarda, amico>> continua Adam, provocando Ryan:<<Qui ti sbagli>> sentenzia il biondo, avanzando verso di lui. Mi metto nel mezzo e decido di intevenire:<<Non ci sta provando, Ryan>> preciso, guardandolo negli occhi:<<Gli serve perchè dobbiamo metterci in contatto per la nuova coreografia>> dico, prendendo una penna e un fogliettino per scrivere il numero. Lo consegno ad Adam che finisce il discorso:<<L'intelligente della coppia è lei, palesemente>> dice, salutando con un cenno di mano e uscendo dall'aula.
~○~
Siamo in macchina da qualche minuto e la tensione si può tagliare con un grissino:<<Ryan mi spieghi perchè sei venuto in accademia?>> chiede Robin, cercando di capirci qualcosa. Io e Ryan rispondiamo contemporaneamente, in modo diverso:<<Io e Jen stiamo insieme>> dice lui mentre io:<<È venuto a trovarti>>.
Mi giro, uccidendolo con gli occhi, sentendo gli occhi di Robin che mi fulminano. Ferma la macchina di colpo e ci osserva:<<State insieme ed io non lo sapevo?>> chiede quasi deluso, ma improvvisamente si riprende e con un grande sorriso ci dice:<<Vi ho visti più di una volta mentre vi baciavate, diciamo che "discrezione" non è il vostro secondo nome>> conclude con un tono ironico.
Riprende a guidare indisturbato, ne approfitto per analizzare cosa è appena successo.
Sento un peso sullo stomaco, gigantesco. Lo collegavo al fatto che Robin non sapesse nulla di me e Ryan. Ma ora che sa tutto... perchè mi sento peggio?
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Until your last breath.
Chick-LitJen, ironia fatta persona, all'apparenza forte ma fragile a causa di una perdita che ha drasticamente cambiato la sua vita. Adam, inguaribile romantico e ragazzo di principi, diffidente nei confronti delle persone e del mondo. La vita è quella cosa...
