<<Non così Anderson!>> urla Adam mentre eseguo per l'ennesima volta un passo che lui reputa sbagliato. Sono qui da due ore e non fa altro che urlarmi nelle orecchie. <<Adam hai rotto le palle>> dico, afferrando un asciugamano iniziando a tamponare il sudore. <<Se non sei capace non è colpa mia>> mi provoca il ragazzo di fronte a me:<<Non capisco perchè tu abbia preso il comando>> ricambio con la stessa moneta, mossa che probabilmente si aspettava:<<Sono nella Teen One da più tempo>> dice pavoneggiandosi:<<Questo non ti fa migliore di me>> dico, ridendo in modo ironico:<<Scendi dal piedistallo oppure la caduta sarà più dolorosa di quel che credi>> termino, sfidandolo.
Con un salto felino, mi prende per il polso, mi gira il braccio dietro la schiena e mi appoggia al muro. Fa aderire i nostri corpi, i nostri visi sono talmente vicini che percepisco il suo respiro, ma non mi lascio intimorire:<<Non sai un cazzo di me, Anderson>> dice con aria beffarda:<<Guardati allo specchio prima di parlare>> mi consiglia in tono sarcastico. <<Quello che non sa un cazzo sei tu>> rispondo seriamente:<<Che problemi hai con me? Spiegami! Non faccio altro che eseguire ciò che tu e solo tu hai deciso e non ti va bene>> dico arrabbiata, credo che questa volta Adam abbia capito data la sua espressione. Lascia improvvisamente la presa:<<Cominciamo di nuovo>> mi esorta ed io senza fiatare annuisco.
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Giro la chiave nella serratura ed entro in casa, sicura che adesso potrò rilassarmi un po'. Salgo in camera a recuperare la biancheria per la doccia, ma appena entro mi spavento vista la presenza di Ryan sul mio letto.
<<Ciao fiorellino>> mi saluta, alzandosi e lasciandomi un bacio sulle labbra. Faccio un sorriso e lo rendo meno forzato possibile:<<Ciao>> gli dico, non che non volessi la sua compagnia, volevo solo stare un po' da sola e da quando stiamo insieme non succede praticamente mai. <<Vado a lavarmi, tu aspettami qui. Ritorno prima che posso>> lo avviso dei miei piani e osservo nascere sul suo volto un sorriso malizioso:<<Oppure potremmo farla insieme>> mi suggerisce, stuzzicandomi. Peccato che quest'idea è così pessima che lo stesso aggettivo non renderebbe l'idea. Voglio i miei spazi, che sia in una doccia, in una camera o in accademia!
<<No, non è il caso adesso>> gli rispondo, recuperando la tuta:<<Sono stremata e l'unica cosa che voglio fare è dormire>> termino, spegnendo in men che non si dica quel sorrisetto che era nato sul suo volto. <<Ti aspetto qui, allora>> dice, sistemandosi sul letto, posso quindi cantare finalmente vittoria.
Sotto al getto dell'acqua lascio andare la mente ai pensieri, non faccio altro che pensare a ciò che è successo con Adam:<<Perchè fa così?>> domando a me stessa. In quattro anni non mi è mai importato di ciò che gli altri facessero, di ciò che facesse mia madre o di ciò che facessi io. Vivevo perchè dovevo. In un mese è cambiato tutto quanto. Il senso di colpa, i rimorsi e il passato sono sempre lì ma adesso è la prima volta che do importanza a qualcosa che non sia me stessa. Do importanza a mio padre, a Meredith, a Robin, a Ryan e perfino ad Adam. Credo che anche lui abbia un carattere di cui non va fiero, così si spiegherebbe la sua impertinenza. Quando ci siamo conosciuti era quasi simpatico, in venti giorni è cambiato tutto! Non so cosa gli sia successo, so solo che mi piacerebbe saperlo. Voglio conoscere di più e la cosa più strana è che non so perchè.
Esco dalla doccia e inizio ad asciugarmi, infilandomi biancheria e tuta. Pettino i capelli e li asciugo uniformemente, lasciandoli sciolti per questa volta.
Esco dal bagno e torno in camera notando che Ryan, nel frattempo, si è addormentato. Forse sbaglio a pensare di volere più spazio, forse è così che ci si comporta ma la realtà è che non ne ho idea. Non ho una relazione da tempo, l'ultima che ho avuto mi ha quasi distrutta ed è per questo che non permetto a nessuno - nemmeno a Ryan - di possedere il mio cuore. Stiamo insieme, agli occhi suoi e a quelli degli altri ma per me non è così. Non riesco a capacitarmi dell'idea che Ryan sia il mio ragazzo. Anche solo pensarlo è difficile per me. Provo qualcosa per lui, sono certa di questo... ma non sono certa si tratti di amore.
Mi avvicino a lui e sussurro:<<Ryan? Svegliati sono qui>> lo dondolo dolcemente per svegliarlo, riuscendoci. <<Amore ci hai messo troppo>> mi dice e mi congelo all'istante. Mi ha chiamata amore? La mia espressione diventa troppo seria per non essere evidente:<<Cosa è successo amore?>> mi chiede preoccupato, lo ripete e per me la situazione peggiora. Decido di fingere:<<Oddio scusami>> dico, sedendomi sul letto, con le mani tra i capelli:<<Ho dimenticato di inviare alcune email ai prof dell'accademia, saranno su tutte le furie... accidenti!>> dico improvvisandomi attrice per qualche momento. La soddisfazione arriva nel momento in cui il biondo ci crede:<<Stai tranquilla, inviale adesso e vedrai che non ci saranno problemi>> annuisco e prendo il cellulare, fingendo di inviare qualche email mentre in realtà elimino qualche applicazione non utilizzata. <<Fatto, non sai che ansia mi è salita>> continuo, posando il cellulare sulla scrivania.
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<<Mamma dove diavolo hai preso queste mele? Sono buonissime!>> dice Robin mentre siamo riuniti per mangiare la colazione. <<Sai esistono negozi o magazzini come vuoi chiamarli, dove vendono frutta>> dice in modo sarcastico:<<Non ci crederai, le ho trovate proprio lì>> conclude e tutti ridiamo di Robin e della sua domanda scontata.
<<Non è divertente>> risponde offeso il moro, continuando a mangiare la mela che ha tanto osannato.
Terminata la colazione, ci siamo messi in viaggio verso l'accademia che dista, in macchina, una decina di minuti dal nostro quartiere. Arriviamo in classe qualche minuto prima dell'arrivo di Romero che non perde tempo a ricordarci del compito assegnato pochi giorni fa, con scadenza lunedì. Guardo Adam istintivamente e scopro che mi stava già guardando, gli faccio un sorriso - che ricambia - e torno ad ascoltare le noiose parole del professore.
Oggi è stato il turno dell'equilibrio, argomento fondamentale e serio per un ballerino. Quanto deve essere brutto ballare e non saper controllare il proprio corpo? Oltre che brutto sarebbe inutile!
Mi accingo a posare i cubi utilizzati durante la lezione, cosa che non importa a nessun altro se non ad Adam.
<<Anche servizievole?>> mi domanda ironico e sorrido:<<Posso sorprendere>> rispondo, attendendo una sua risposta. Ciò che sentono le mie orecchie va oltre l'immaginabile:<<Scusami per ieri, non so che mi è preso. Ero arrabbiato per conto mio e me la sono presa con te. Ti ho fatta male? Dimmi. Ti ho fatto male?>> ripete più di una volta e questa cosa mi scalda il cuore. È evidente il suo pentimento e non posso fare altro che rassicurarlo:<<L'avevo capito, sto bene davvero>> dico, avanzando verso un blocco. Nel mentre inciampo sul mio stesso laccio e perdo l'equilibrio del mio corpo, mi preparo quindi ad una caduta con i fiocchi.
Mi ritrovo qualche nanosecondo dopo nelle sue braccia, salva da un possibile infortunio. I nostri visi sono ad un palmo di distanza e il suo respiro si infrange sul mio. Una scarica di brividi mi tormenta la schiena appena Adam sussurra:<<Noto che non hai afferrato per niente le nozioni del professore>> ed immediatamente i due angoli della mia bocca si alzano in un sorriso.
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Until your last breath.
ChickLitJen, ironia fatta persona, all'apparenza forte ma fragile a causa di una perdita che ha drasticamente cambiato la sua vita. Adam, inguaribile romantico e ragazzo di principi, diffidente nei confronti delle persone e del mondo. La vita è quella cosa...
