CAPITOLO 13

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Dopo una ventina di minuti di auto in assoluto silenzio, intravedo un locale che ha una coda lunghissima. È lì che siamo dirette? La curiosità cresce e inizio a tamburellare le dita sulla borsa che ho portato con me.
Meghan sembra leggere il mio nervosismo:<<Sì, è lì che siamo diretti>> dice, sorridendo. Annuisco e inizio a guardarmi attorno. La sua è una macchina rossa piccola ma adatta ad una ventenne.
Ci sono diversi ciondoli appesi, qualche fotografie sparse, numerosi CD che presumo siano dei suoi cantanti preferiti. Meghan è molto ordinata e non so perchè, ma non l'avrei mai detto.
<<Scendi, siamo arrivate>> mi ordina, una volta parcheggiato. Annuisco ancora e appena scesa mi sistemo la gonna lungo le gambe. Meghan mi fa strada verso la folla, da lontano riesco a vedere il piccolo gruppetto della Teen che ci sta aspettando:<<Ma come fa Robin ad essere qui? Pensavo non sarebbe venuto>> chiedo molto confusa. La rossa sorride:<<Conosceva già il posto>> dice, schiarendomi le idee.
Fantastico! Abitiamo sotto lo stesso tetto e non sapevo nemmeno che sarebbe venuto. Deve darmi molte spiegazioni...
<<Lumache>> afferma Victoria appena giungiamo al loro capezzale:<<Venite con me>> termina, facendo segno di seguirla.
<<Non dovremmo rispettare la fila?>> domando molto confusa:<<Il locale è uno dei tanti del padre di Victoria. Ci farai l'abitudine>> mi risponde Meghan e la ringrazio mentalmente. Mi sento così inadeguata tra di loro! Conosco a malapena i loro nomi e adesso ci sto uscendo insieme...

Esattamente 2 minuti dopo, accediamo ad un enorme sala popolata da troppe persone, composta da una pista da ballo, tavolini con divanetti e un banco con tre barman.
<<Divertitevi>> dice Victoria rivolgendosi a me, Meghan, Robin e altri due ragazzi che riconosco solo perchè li ho visti a lezione... forse i loro nomi sono Jake e Ben? Non ne ho idea e con tutta franchezza non mi interessa.

Meghan mi trascina afferrandomi per il polso verso il banco dei barman.
<<Cosa prendi?>> mi chiede con gli occhi che brillano:<<Una birra andrà bene>>.
Meghan mi rivolge uno sguardo omicida, come se le parole che ho appena pronunciato fossero dei dardi avvelenati.
<<Fammi capire... sei in uno dei locali più trend della città, con la possibilità di bere senza rompicoglioni che ti ricordano che non puoi farlo perchè non hai ancora compiuto 21 anni e tu che fai? Prendi una birra?>> mi chiede con un tono sarcastico ed io non posso fare altro che scoppiare a ridere:<<Scusami ma l'alcool non fa per me>> le rispondo, cercando di trovare comprensione dall'altro lato:<<Bene, seconda cosa su cui cambierai idea>> sentenzia. <<Quale sarebbe la prima?>> chiedo, mi sarò persa qualche passaggio?
<<Cambierai idea su di me e sul fatto che credi ancora che io sia un'arrogante spocchiosa>> mi dice, sorseggiando il cocktail che ha ordinato...l'ha chiamato Moscow Mule. Non serve mentire, ha ragione. Lo credo ancora. <<Non è per cattiveria, ma sono solo molto testarda>> le rispondo abbozzando un mezzo sorriso che spero basti a sistemare questa situazione.<<Non pensarci troppo, te l'ho detto. Cambierai idea>> dice convinta delle sue parole e un po' mi lascio trasportare da questo pensiero.

~○~

Abbiamo raggiunto i ragazzi ai divanetti e preso posto. Jake, Ben e Victoria sono in giro per la pista mentre io, Rob e Meghan siamo qui fermi a girarci i pollici.
Decido di rompere il silenzio:<<Rob come sei venuto?>> chiedo al moro, volgendo lo sguardo verso di lui.
<<In macchina. Come altrimenti?>> mi risponde con tono ironico:<<Devi essere il divertente della famiglia>> si intromette Meghan, punzecchiandolo così bene che meglio non avrei potuto. <<Lo sono, ti sorprende?>> gli domanda, pronto a fare colpo come solo un ragazzaccio sa fare. <<Non è l'unica cosa che mi sorprende>> risponde la ragazza, dandogli un evidente filo da torcere. <<E quali sarebbero le altre cose?>> chiede curioso e capisco definitivamente di essere la candela di turno. <<Io vado a fare... a bere... a... io vado, continuate pure>> annuncio alzandomi, recuperando la birra precedentemente ordinata e avviandomi verso il bancone.

<<Datemi del cibo, qualsiasi cosa>> chiedo al barman dagli occhi azzurri che però mi evita completamente. <<Hai sentito? Dalle qualcosa>> sento una voce fin troppo familiare che proviene dalle mie spalle:<<Certo signor Morris>> risponde il barman, che mi serve delle patatine e delle noccioline. Niente male.
<<Non pensavo saresti venuto>> chiedo ad Adam che nel frattempo ha preso posto vicino a me:<<Non pensavi nemmeno che avremmo fatto un figurone oggi e invece...>> mi risponde evitando la mia frase. Annuisco e inizio a mangiare ciò che mi hanno "gentilmente" servito.
<<Signor Morris eh?>> chiedo, incuriosita da ciò che è appena successo. <<Io e Victoria siamo stati insieme per un anno e spesso venivamo qui. Mi conoscono così perchè era Victoria a volerlo>> mi spiega ed io curiosa inizio a fare domande delle
quali sento il bisogno di sapere la risposta:<<Perchè vi siete lasciati?>> mi osserva:<<Mi tradiva. Lo ha fatto più volte>> risponde con molta tranquillità.
<<Scusa, non volevo sembrare...>> mi ferma e mi dice:<<Non chiedere scusa per qualcosa di cui non hai nessuna colpa>>.

Adam's Pov

*2 ORE PRIMA*

<<Allora lo farai?>> chiedo impaziente aspettandomi una risposta positiva - che ottengo - <<A dopo allora>>

So che sto sbagliando, so che me ne pentirò ma non posso farne a meno.
Volevo starle lontano per l'orribile passato che mi fa tornare in mente ma sento di doverla aiutare. È palese il fatto che si trova in una situazione dalla quale non sa come uscirne e non la biasimo. Io la aiuterò, costi quel che costi.

~○~

<<Arriverà a momenti, devi attirarlo nel magazzino dietro al bar, è lì che vi troverà. Ti è tutto chiaro?>> domando ancora una volta:<<Sì, per la ventesima volta. Mi dirai mai perchè?>> mi chiede e sorrido:<<Fai la tua parte, il motivo non deve interessarti>> termino.
Mi avvio verso l'edificio più affollato del solito, pronto ad attuare il piano che spero funzioni come stabilito.

<<Hai sentito? Dalle qualcosa>> urlo, affinchè quel cazzone di Lukas accolga l'ordine di Jennifer. Mi infastidisce che tipi come lui non diano attenzione alle donne. Perchè? A volte mi sembra di tornare al medioevo.<<Non pensavo saresti venuto>> mi fa notare, non appena prendo posto accanto a lei:<<Non pensavi nemmeno che avremmo fatto un figurone oggi e invece...>> le rispondo, estasiato all'idea della magnifica esibizione che abbiamo fatto.
<<Signor Morris eh?>> domanda e la mente torna indietro nel tempo a quando per me era abitudine venire qui:<<Io e Victoria siamo stati insieme per un anno e spesso venivamo qui. Mi conoscono così perchè era Victoria a volerlo>> spiego, come se dovessi dare conto a lei di ogni mio gesto:<<Perchè vi siete lasciati?>> chiede. Questa è bella. Non credevo me l'avrebbe mai chiesto, ma decido di accogliere la sua domanda:<<Mi tradiva. Lo ha fatto più volte>> rispondo con quanta più serenità possibile. La realtà è che è stato uno dei periodi più difficili della mia vita. <<Scusa, non volevo sembrare...>> la fermo:<<Non chiedere scusa per qualcosa di cui non hai nessuna colpa>>. Non è dipeso da lei. Perchè colpevolizzarsi?

Subito dopo mi arriva un messaggio, segnale che il piano sta funzionando e che presto terminerà.
<<Non ti va di ballare?>> chiedo, per ingannare un po' il tempo:<<Ho già ballato abbastanza oggi, no?>> sorride e prima di poter replicare, il suo cellulare inizia a squillare. Un po' titubante risponde e sgrana improvvisamente gli occhi:<<Ryan? Ma dove cazzo sei?>> domanda:<<Ma quella è Victoria>> sentenzia ed io mi affretto a chiederle cosa non va. Lei stacca la chiamata:<<So che potrà sembrarti strano ma... c'è un luogo dove le coppie possono appartarsi? Sai per...>> chiede e afferro il concetto:<<Non chiedere come lo so, ma sì sul magazzino qui dietro>> dico. Jennifer come un fulmine si dirige verso il luogo che ho appena indicato.
<<Li senti anche tu?>> mi domanda appena la raggiungo e tutto ciò che posso offrirle è un'espressione confusa. <<Sono dei lamenti?>> chiedo e lei sorride:<<Di piacere>>.
Apre la porta con delicatezza e insieme assistiamo ad una scena abbastanza oscena.
Ryan e Victoria avvinghiati che sono troppo impegnati a divorarsi e a possedersi per prestarci attenzione.
<<Ryan>> dice la ragazza al mio fianco, attirando l'attenzione del biondo:<<Non è come sembra>> risponde. <<Cosa dovrebbe essere altrimenti?>> dice con un sorriso amaro, allontanandosi dal luogo del "delitto".
Ryan si riveste ed esce dal magazzino alla ricerca di Jennifer mentre Victoria, una volta essersi sistemata si avvicina a me e sussurra:<<Non so perchè tu me l'abbia fatto fare. I patti sono patti>> mi dice.
<<Domani avrai i tuoi soldi>> la rassicuro:<<Io avrò i tuoi soldi e tu il suo odio, prima o poi>> termina, lasciandomi solo nel magazzino.
L'ho fatto per lei.

Until your last breath.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora