Alzo lo sguardo e osservo il gigantesco edificio che è una delle tante sedi dell'azienda di famiglia. Mio nonno diede il via a questa attività, fu da sempre molto portato per le materie scientifiche e fu in grado di coniugare la sua bravura con i numeri alla passione di aiutare le persone. Come lui, anche mio padre e i suoi fratelli sono diventati commercialisti e da ormai quasi cinquant'anni che il buon nome di quest'azienda si protrae nel tempo. Ci sono numerosi sedi, ognuna affidata ad un Anderson diverso o ad una persona di fiducia e competente. Non vedo i miei zii da fin troppo tempo, ricordo però perfettamente il dolce sorriso di mia zia Loris o le battute molto squallide di mio zio Diego. Purtroppo ciò che ricordo meglio è come hanno deciso di dimenticare mio padre e me da quattro anni, è una vergogna troppo grande per la famiglia dicevano. Mio nonno fu il primo a capire come mi sarei sentita se tutti mi avessero abbandonata. Fino al giorno della sua morte, mi è sempre stato accanto, mi ha sempre supportata e fatta sfogare, parlare, aprire. Lui più di tutti sapeva che ero convinta di meritare tutto il male che ho subito, sapeva che avrei voluto stare ancora più male, era consapevole che se da un giorno all'altro fossi morta non sarebbe stato un problema per nessuno se non per lui e per mio padre.
Una malattia del cazzo l'ha ucciso. Solo quello avrebbe potuto fermarlo. Era una forza della natura, aveva sempre una parola di bene e di riconoscenza per tutti. Era umile, persone che oggi fatichi a trovare e lui ne era completamente a conoscenza. La cosa che mi fa stare male è che lui non mi abbia visto splendere come mi ha sempre detto di fare. Non riuscivo più ad essere come sono sempre stata. Non ero più la stessa perchè la me del passato è stata uccisa da Simon. Una sola persona che è riuscita a prendere il mio mondo, a metterselo nel palmo della mano e a stringerlo così forte da sbriciolarlo fino alla quasi completa distruzione.
Mi avvicino all'entrata e mi avvio verso la reception. Chiedo di mio padre e mi indicano la strada da seguire. Molto strano ma vero, non ci sono mai quasi venuta qui. È un nuovo mondo, non ho mai pensato di poter avere un futuro con i numeri anche io. Troppo strano e troppo inadatto per una ribelle come me. Mi domando spesso se Andrew fosse portato questa vita. Sorrido al pensiero, certo che lo sarebbe stato. È tutto così ingiusto. Era troppo presto per te Andy. Troppo.
Arrivo davanti alla porta con sopra inciso il nome di mio padre, allora mi faccio forza e busso. Sento un "Entra" e varco quindi l'ingresso. Pareti vetrate e il colore bianco predominano la scena, per non dimenticare l'immensa scrivania, regina della stanza. Un ragazzo è seduto davanti a mio padre che, nel frattempo, si è riempito il bicchiere di un liquido bronzastro... probabilmente whisky. Questa cosa mi stranisce perchè mio padre non ama gli alcolici, proprio per niente.
<<Mi spieghi che succede?>> domando in modo aspro. Mi ha fatto letteralmente materializzare qui e per cosa? Vederlo bere? <<Siediti, non sarà facile. Non lo è nemmeno per me, ma è giusto che tu sappia>> mi comunica. Accetto la proposta e prendo posto vicino a quel ragazzo che mi osserva da quando sono entrata. Appena mi siedo, mio padre inizia la sua confessione. <<È da un po' di tempo che questo ragazzo, Luis, mi aiuta. Lavora per me affinchè scopra informazioni su qualsiasi cosa mi insospettisca. Anche se non l'abbiamo fatto trapelare, Meredith ed io siamo in crisi. Lei è strana, non vuole più dormire nella stessa stanza in cui ci sono io da qualche tempo. Mi aspettavo chiedesse il divorzio, lo preferivo nonostante la delusione che mi avrebbe portato. Preferisco una presa di posizione rispetto all'essere trattato come un emarginato dalla società senza nemmeno sapere il perchè. Mi sono messo in contatto con Luis...>> si interrompe per bere un sorso dal bicchiere precedentemente riempito e questa pausa mi consente di prendere fiato. Crisi? Strana? Meredith? Come è possibile che non me ne sia resa conto?
<<Ecco, lui è un investigatore e grazie alle sue ricerche ho scoperto il motivo di molte cose. Il motivo del perchè Meredith spariva sia la mattina presto che la sera, il motivo del perchè mi allontana, il motivo del perchè si è improvvisamente presentato Cillian Roberts a casa nostra>> appena sento quel nome, rabbrividisco. Il padre di Robin, ex marito di Meredith. Non è possibile! Lui la maltrattava e abusava di lei. Come può tornare da un mostro del genere?
Mio padre pesca dal suo cassetto un mazzetto di fotografie che mi porge. Tutte quante li ritraggono insieme e spesso in atteggiamenti intimi. Una lacrima riga la mia faccia. <<Non posso crederci>> dico ed è davvero l'unica cosa che penso. La donna che si è proposta di aiutarmi a superare i miei traumi, colei che ha rimpiazzato mia madre. Non è meglio di lei, è molto peggio. Ci ha traditi.
<<So che è difficile, molto difficile da processare e da assimilare. Non volevo mentirti ulteriormente ma mi capisci vero? Ho dovuto farlo. Io non volevo che l'unica donna che avrebbe potuto riempire l'immenso vuoto che ha lasciato tua madre risultasse molto peggio di lei. Non volevo che crollasse un'altra certezza. Non volevo che tu tornassi ad essere vulnerabile>> mi confida. È come se si fosse creata una bolla all'interno della quale ci siamo solo io e mio padre. Siamo empatici, uniti dallo stesso motivo e collegati per tutta la vita. <<Non potrei incolparti o prendermela con te per avermi nascosto un qualcosa del quale non eri sicuro. Lo apprezzo papà. Ne usciremo insieme>> dico, abbracciandolo forte come facevamo un tempo.
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Luis ha lasciato l'ufficio già da un po', lasciando me e mio padre da soli.
<<Dobbiamo fingere per un po'. Robin è completamente estraneo a questa situazione, non voglio turbarlo>> calcola mentre decide le mosse da fare. <<Robin non lo merita, non pensa nemmeno che la madre sia stata capace di rivedere quel verme. Faremo tutto con calma>> comunico e sorrido per confortare mio padre. Ha sofferto molto. Lo si nota dalle rughe della sua pelle o dal suo sorriso molto malinconico. Ha dovuto sopportare la morte di sua madre, di suo figlio, di suo padre, la fine di un matrimonio, la mia depressione e adesso ancora una volta l'imminente fine di un ciclo di vita che sono sicura sia stato uno dei migliori della sua vita. Motivo per il quale sarà ancora più dolorosa la caduta. Ma mio padre è forte. È il mio supereroe.
~○~
<<Hey Adam>> dico, appena il moro risponde. <<Volevo solo dirti che va tutto bene, mio padre sta bene. È un problema un po' grande ma riusciremo a risolverlo. Sono a casa e ti ho chiamato come promesso. Contento?>> domando con quell'ironia immancabile. <<Certo che sono contento. Sono sempre contento di ascoltarti. Andrà tutto bene. Poi hai il mio supporto quindi>> mi risponde e sorrido appena termina. Che effetto mi fa questo ragazzo? È incredibile. <<Spocchioso>> gli dico. <<Oggettivo>> controbbatte quasi immediatamente. <<Ho in mente una cosa. Domani abbiamo lezione di pomeriggio, la mattina sei impegnata con me. Chiaro?>> sentenzia come fosse un obbligo. <<Ah sì? E se non lo volessi?>> chiedo. <<Non ti crederei. Lo vuoi eccome>> aggiunge, sicuro del potere che ha su di me. E io glielo lascio fare. Non posso dargli torto. Che senso avrebbe negare qualcosa che sta ormai divampando dentro?
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Until your last breath.
ChickLitJen, ironia fatta persona, all'apparenza forte ma fragile a causa di una perdita che ha drasticamente cambiato la sua vita. Adam, inguaribile romantico e ragazzo di principi, diffidente nei confronti delle persone e del mondo. La vita è quella cosa...
