CAPITOLO 30

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Oggi il tempo è fantastico e la cosa positiva è che ho finito la fisioterapia.
Lunedì inizierò finalmente ad imparare le coreografie e mi impegnerò affinchè riesca ad essere presente allo show di maggio.
Indosso un jeans strappato sulle ginocchia e un crop top bianco, infine ai piedi le air force.
Meghan ha deciso di fare una passeggiata e di farmi uscire dalla prigione in cui sono stata per più di due settimane.
Recupero la borsa, le chiavi della macchina e scendo in cortile.
Ripenso al discorso che ho fatto a mio padre e rabbrividisco. All'inizio volevo cambiare casa, non riuscivo ad uscire né ad affacciarmi per via dei ricordi. Andrew è morto proprio qui.
Però con il tempo ho capito che restare, per quanto doloroso, è l'unico modo che posseggo per sentirlo più vicino a me.

Salgo in macchina e guido fino ad arrivare all'indirizzo che mi ha fornito Meghan. Esco e trovo un bar ispirato agli anni cinquanta, con tanto di banco in metallo e sedute rosse. Ora esigo un milkshake. Vedo Meghan dalla vetrina e con non molto piacere noto che non è da sola. Decido di raggiungerla.

<<Pomeriggio tra amiche che non si vedono da giorni, mh?>> domando, prendendo posto sul divanetto opposto a quello occupato da Meghan e Robin.
Il ragazzo stringe i denti e mi guarda con aria supplicante e a me scappa un sorriso.
<<Siete perdonati solo se mi offrite una merenda degna di nota>> aggiungo e loro accettano.
Robin si alza e va ad assecondare i miei bisogni mentre Meghan mi guarda con degli occhi luccicanti.
Improvvisamente mi afferra le mani.
<<Sono così felice di vederti>> sussurra e sorride e riesco a percepire nella sua voce e nel suo sguardo la verità delle sue parole.
Annuisco e ricambio la stretta alle mani.
<<Anche io, molto>>
Abbasso lo sguardo.
Mi sento a disagio se penso a quanto stronza sono stata con lei.
<<Meghan mi dispiace. Mi dispiace per essermi comportata da stronza in passato. Grazie di essermi amica, ti voglio bene>> ammetto con un po' di difficoltà. Non sempre mi ricredo sulle persone ma era giusto andasse così.
La ragazza apre la bocca, stupita.
<<Oh ma non dire così! Te l'avevo detto che avresti cambiato idea ma dichiarare tregua così apertamente... mi sorprendi>> ironizza e scoppio a ridere.
<<Sì, anche io sono sorpresa di me stessa>> la assecondo e passiamo i prossimi cinque minuti a scambiarci apprezzamenti finchè Robin ritorna con un vassoio pieno zeppo di leccornie pronte a finire nel mio stomaco affamato.

<<Sapete, se avessi saputo che avrei fatto la candela mi sarei vestita a tema>> dico, addentando un cupcake al cioccolato bianco.
<<Non sei la candela>> risponde Meghan, indicando qualcuno dietro di me.
Confusa mi giro e vedo entrare Adam dalla porta.
<<Che ci fa lui qui?>> chiedo più o meno aggressiva. Sono arrabbiata con Adam, da quel giorno in clinica è sparito ancora. Non so chi siamo se siamo ancora qualcosa.
Sbuffo e poso il cupcake sul tavolo.
E se non provasse lo stesso?
<<Ciao ragazzi>> dice, prendendo posto accanto a me. Si avvicina.
<<Fammelo un sorriso>> sussurra, mi giro e forzatamente alzo gli angoli della mia bocca. Mi giro e poso la testa sulla mia mano che nel frattempo è appoggiata alla vetrata. In seguito poso il mio sguardo sul dolce di fronte a me.
<<Se il tuo sguardo fosse di fuoco, quel cupcake sarebbe incenerito da qualche minuto ormai>> commenta Adam e nervosa mi giro. Tocca a lui adesso ad essere fulminato.
<<Mi spieghi cosa vuoi?>>
<<Voglio parlare>> risponde ovvio, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Rido.
<<Ora vuoi parlare>> gli faccio notare, incrociando le braccia sotto al seno.
Alza le spalle.
<<Non mi va sempre>> risponde ovvio ancora una volta. Di ovvio e scontato adesso sono i miei nervi.
<<Capisco>> rispondo secca, rivolgendo lo sguardo altrove.
Adam mi prende il braccio e inizia ad accarezzarlo io però lo ritraggo subito.
Mi alzo in fretta e prendo la borsa.
<<Ragazzi mi ha fatto piacere, ora devo davvero andare>> annuncio e scappo via prima che possa sentire le loro risposte.

<<Jennifer!>> esclama Adam che mi corre dietro. No, non riesco a non insultarlo. Devo prima calmarmi.
Lui è più veloce e mi afferra per il polso, obbligando a girarmi.
<<Mi dispiace, sono un coglione, non volevo. Scusami ti prego>>
Istintivamente, un sorriso nasce sul mio viso.
<<Ah, è stato facile>> festeggia vittorioso.
Scuoto la testa.
<<Ho ricordato la prima volta in cui ci siamo  parlati davvero. Mi hai fermata nello stesso modo. Ricordi?>> domando, guardandolo negli occhi. Lui annuisce e sorride a sua volta. Mi accarezza le braccia.
<<Jen, credimi. Non riesco a fare altro che pensare a quanto sono stato uno stronzo>> continua deciso.
<<Non pretendo niente da te, Adam. Non pretendo che tu stia con me , non pretendo che tu ti apra con me, non pretendo tu prova lo stesso. In te ho visto, per la prima volta dopo anni, una persona di cui fidarmi esterna alla mia famiglia. Tu non sai niente di me ma questo non ti ha fermato dallo starmi vicino. Io non posso pretendere niente>> confesso e svuoto la mia mente da ogni pensiero.
Adam sussulta.
<<Se sapessi tutto di me, mi odieresti. Mi allonteneresti e se ne avessi la possibilità mi uccideresti con le tue stesse mani. Io voglio proteggerti dal mio passato anche se so che non durerà per molto. Ricordati queste parole quando sarà troppo tardi per dirtele:
io sono innamorato di te Jennifer e tu mi perdonerai. Non posso senza di te. Ci ho provato. Cosa credevi avessi fatto in questa settimana? Non riesco a starti lontano. Mi sei entrata nel cuore e non ho nessuna voglia di fartene andare>> termina e di slancio lo abbraccio.
Cos'avrà fatto di terribile? Io non posso pensare di odiarlo. Non ci riuscirei!
<<Noi non siamo il nostro passato. Siamo state persone di cui non andiamo fieri ma Adam, io sono innamorata di te e di quel che sei ora non di quel che eri. Non potrei odiarti>> sussurro.
Congiunge le nostre fronti e unisce le nostre labbra in un bacio voluto, desiderato e sofferto.
<<Non cambiare idea Jen>>
Scuoto la testa.

~°~

<<No! Ancora un giro Anderson!>> esclama Deena mentre eseguo una delle tante coreografie. Sto affogando nel mio sudore.
È passata un'altra settimana e siamo agli inizi di maggio. Il tempo scorre veloce e ho poche possibilità di stargli al passo.
Tutti credono in me. Adam mi aiuta. Robin mi aiuta. Meghan mi aiuta. Deena un po' meno. Ha trovato una sostituta da un mese, non è un problema se non riesco ad essere impeccabile entro due settimane.
<<Victoria ferma la musica>> ordina alla bionda che subito la accontenta.
<<Sei stata brava per quello che hai subito  ma attenzione Anderson. Uno sbaglio. Uno solo e sei fuori. Non posso permettere che la mia carriera si macchi per via di un capriccio>> comunica autoritaria.
<<Non stiamo parlando di un capriccio. Quindi si sta parlando della mia vita e del mio futuro. Può scommetterci anche l'ultimo centesimo del suo stipendio. Io sarò su quel palco>> scandisco con fermezza e in cambio ottengo un sorriso soddisfatto.
Deena sa provocarmi, sa farmi reagire e ottiene sempre le risposte che si aspetta.
Non siamo poi così diverse.
Io ce la farò e non mi importa il prezzo da pagare.
Ballerò insieme alla Joffrey Ballet School.

Until your last breath.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora