CAPITOLO 2

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La stanchezza è una cosa orribile.
Puoi avere tutta la volontà esistente al mondo ma se sei stanco è impossibile fare qualcosa. Vi siete mai sentiti svuotati di tutta l'energia e forza che possedete? Ecco, è come mi sento io adesso mentre cerco di stare al passo di Robin che, disperatamente, entra ed esce da ogni aula sperando di trovare quella della selezione.

<<Ti dico che abbiamo sbagliato di nuovo!>> afferma esasperato mio fratello. Si ferma e cerca di usare il suo senso di orientamento mentre io mi piego su me stessa appoggiando le mani sulle ginocchia, cercando di recuperare un po' di fiato. <<È evidente che abbiamo sbagliato di nuovo>> rispondo attirando la sua attenzione:<< Ed è alquanto inutile utilizzare la tua esperienza da scout perchè, cazzo, non siamo sulle montagne ma in un fottuto labirinto>> termino sospirando. Robin non ci sta e replica appena esalo l'ultima parola:<<Io almeno sto cercando di fare qualcosa, tu?>> dice assottigliando gli occhi, sfidandomi.
Mi conosce e sa che nessuno può sfidarmi. Sono il Barney donna per eccellenza e anche stavolta non mi tiro indietro e accetto la competizione.

Sono passati esattamente 10 minuti dall'inizio della selezione, non sappiamo nemmeno se ci faranno entrare e come per magia, la mia testolina inizia a ragionare. Chi potrebbe aiutarci? Domando a me stessa ed ecco che mi viene un lampo di genio:<<La rossa!>> esclamo contenta. Robin mi osserva confuso, cercando di capire e sembra non arrivarci:<<Rob, l'antipatica, spocchiosa ragazza rossa...com'è che si chiamava?>> chiedo convinta che saprà rispondermi. Quella ragazza ha avuto una bella impressione su di lui, ed è effettivamente non avevo dubbi data la sua disarmante bellezza. Robin mi riporta alla realtà:<<Meghan! Certo... la chiamo subito>> dice, cercando il cellulare nelle tasche della tuta grigia che ha indossato oggi. 

<<Ciao! Sono Robin, il ragazzo..>> si interrompe, cerco di capirci qualcosa inutilmente:<<Sì esatto, non vorrei disturbarti ma abbiamo bisogno di aiuto. Siamo persi in giro per l'accademia e stiamo mancando la selezione... potresti darci una mano?>> chiede impietosito, facendo il labbruccio nonostante Meghan non possa guardarlo. A questa visione scoppio a ridere attirando la sua attenzione, evidentemente non si è nemmeno reso conto di ciò che ha appena fatto. Rob termina la sua conversazione e con un sorriso mi comunica l'esito positivo della chiamata.

~○~

<<Ragazzi dovete CORRERE!>> urla Meghan, la quale ci ha precedentemente avvisato del fatto che sarà complicato se non impossibile farci entrare, e inoltre con quasi 20 minuti di ritardo.
Arriviamo davanti a questa immensa porta di colore blu, Meghan la apre e chiede di far uscire una certa Victoria.
Robin mi richiama toccandomi il braccio e l'unica risposta che gli riservo è un'alzata di spalle: so meno di lui.
La porta blu si apre, appare una figura alta e snella, dotata di una chioma di colore biondo che alla nostra vista ci osserva disgustata.

<<Cosa vuoi Meg? Non vedi che ho da fare?>> risponde stizzita alla rossa che si sta visibilmente innervosendo:<<Victoria, loro sono Robin e Jennifer e sono iscritti alla selezione. Per colpa mia hanno ritardato, non è giusto che perdano questa opportunità. Mi sentirei uno schifo>> conclude convincente. Non credo alle mie orecchie... l'antipatica sta mentendo per noi a questa ragazza, quasi cambio idea su di lei.<<Sì, certo. Così faccio entrare chiunque arrivi in ritardo? La prima regola qui è la disciplina>> afferma osservandoci in malo modo, si gira e fa per rientrare ma Meghan la afferra per il polso:<<Non vorrei ricordarti perchè sei qui e per chi lavori... lo trovo ripetitivo, tu no?>> dice la rossa convinta delle sue parole. <<Non utilizzare il tuo potere contro di me, il decano sarà furioso>> afferma un po' impaurita Victoria:<<Al decano ci penso io, tu falli entrare>> sorride vittoriosa Meghan. Victoria ci libera la strada e così entriamo nell'immensa sala gremita di ragazzi che sono qui per il nostro stesso motivo.

20 minuti dopo fa la sua entrata un ragazzo vestito in una maniera che mi fa capire essere un ballerino professionista di hip hop.
<<Silenzio ragazzi! Silenzio! Perfetto iniziamo subito!>> richiama la nostra attenzione, sbattendo le mani:<<Primo step: chiamerò due di voi alla volta che dovranno ballare insieme a me>> un sospiro generale si alza e il ragazzo sconosciuto cerca di tranquillizzarci:<<Non è come credete! Inizierò io, terminerò con un passo che dovrà essere il vostro primo e così via finchè terminerà la canzone>>.
Mi piace, è una bella sfida e intrigante e come al solito, inizio a vagare nei miei pensieri fino a quando vengo portata alla realtà dall'indice del ballerino che mi chiama alla sfida. Robin si offre volontario e viene accettato, siamo quindi noi due e questo ragazzo che, sulle note di "Sugar" inizia a ballare, terminando con un passo che riprende Robin e poi a mia volta con l'ultimo di mio fratello.

Andiamo avanti e mi rendo conto che la canzone sta volgendo al termine e che nessuno sta superando l'altro. Rifletto sul prossimo passo da fare che il ballerino professionista dovrà replicare e decido quindi di essere furba, preparandomi ad un arabesque.

Eseguito il mio passo alla perfezione, tutti mi guardano sorpresi, non si aspettavano decidessi di utilizzare la carta della danza classica. Robin mi guarda e divertito sorride e mima con le labbra un "Brava". La canzone così termina e il ballerino si rivolge a noi:<< Voi due avete della fottuta stoffa da vendere! Specialmente tu, non me l'aspettavo>> dice guardandomi.
Gli sorrido e ci invitano ad uscire fuori in quanto la nostra prova è ormai finita.

<<Cazzo Jen, sei un fottuto genio!>> esclama Robin:<<Quello lì sarà anche professionista, ma non avrebbe mai previsto una tale mossa!>> sorrido divertita alla sua reazione:<<Andiamo a prendere qualcosa? Ho una fame...>>mi chiede e annuisco energicamente, sapendo che in questo modo ripagherò i suoi sforzi.

~○~

Osservo Robin mentre mangia affamato l'insalata che ha comprato al bar dell'accademia, mentre io mi accontento della barretta energetica che avevo portato con me. <<Non ti capisco, come fai a non avere fame?>> chiede curioso il moro:<<Non c'è niente da capire>>rispondo con un sorriso beffardo:<<Le mie esigenze sono diverse dalle tue, così come i tuoi bisogni fisiologici>> concludo soddisfatta.
<<Jennifer chiamali come vuoi, ma tu non sei normale>> conclude pulendosi le labbra. Prima che possa replicare, notiamo Victoria entrare nel bar, si avvicina a noi. <<Vi ho cercato ovunque! Cosa non avete capito della frase: "restate qui fuori"?> domanda aspettandosi una risposta che non tarda ad arrivare:<<Se sei qui per farci la paternale, evita>> dico sorridendo.
<<Mi mandano per dirvi che vi hanno osservati>>si ferma come se stesse riflettendo sulle parole che sta per dire:<<Potete andare, domani sosterrete  l'esame per accedere in prima classe. Confidano in voi due.>> si gira e lascia il bar, lasciando me e Robin senza parole.

~○~

Esco dalla macchina, pimpante come non mai, recupero la borsa e mi incammino con Rob al mio fianco per tornare a casa.
<<Ci stai se facciamo un piccolo scherzo?>> mi domanda Robin sperando in una mia risposta affermativa. <<Rob, non devi nemmeno chiedere. Sono dei tuoi a prescindere>>

Giro la serratura del portone di casa, accedendo nel salone dove siedono mio padre e Meredith che stanno guardano un film.
Notano la nostra presenza e subito si girano a guardarci, cercando di carpire informazioni dai nostri volti, invano.
<<Quindi?>> ci esorta mio padre:<<Niente papà, era come avevamo previsto>> dico con aria triste, abbandonandomi alla poltrona alla loro sinistra, poco dopo Robin mi raggiunge.
<<Ma non me lo spiego! Com'è possibile? Siete i migliori ballerini che io abbia mai visto!>> esclama Meredith, la quale viene subito replicata da Robin:<<Forse gli unici>> dice sconsolato:<<Non sono stupidi o incompetenti, mamma. Sono professionisti e se non ci hanno presi è perchè non siamo abbastanza>> conclude da perfetto attore. <<Mi rifiuto di ascoltare queste parole da voi due!>> dice arrabbiato mio padre:<<Non è andata? Poco importa! Dovete riprovarci, vedrete che andrà bene la prossima volta>> dice speranzoso Thomas Anderson. <<Non ci sarà una prossima volta>> dico alzando gli occhi ai suoi:<<O meglio, ci sarà l'ultimo provino per la prima classe>> dico sorridendo. Mio padre, che capisce al volo, mi prende di peso e mi abbraccia sussurrando al mio orecchio:<<Lo sapevo. Sono fiero di te e lo sarebbero anche loro>>. Senza nemmeno accorgermene, inizio a piangere. <<Hey, hey non piangere!>> mi sussurra mio padre, con un tono flebile. Quindi lo rassicuro dicendogli che è un pianto di gioia, ma so benissimo che, in realtà, non è così.

Until your last breath.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora