CAPITOLO 21

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Adam si allontana definitivamente da me lasciandomi confusa, frastornata e soddisfatta da quello che è appena successo. Non faccio altro che sentire la presenza delle sue labbra sulle mie che si univano in sintonia assoluta. Mi giro e noto Luis scrutarmi come solo un investigatore potrebbe.

<<Scusaci tu Luis, arriviamo subito>> dico, infine, sistemando i capelli dietro le orecchie.

<<Non dovete scusarvi, siamo tutti e tre giovani, vi capisco quando la passione scatta e non si può fare a meno>> sentenzia, bevendosi il teatrino iscenato da me e da Adam.

<<È che non baciavo la mia ragazza da troppo>> aggiunge Adam, affiancandomi, appoggiando poi un braccio sulla mia spalla. Mi sorride e mi perdo nei suoi profondi occhi verdi, ricambio il sorriso e lui mi bacia la fronte.
C'è del vero in tutto questo, riesco a sentirlo crescere dentro di me.
<<Da quanto state insieme?>> chiede Luis, mentre ci incamminiamo verso la macchina. <<Da poco>> rispondo, restando più vaga possibile. Saprà certamente della mia ultima relazione e vuole trarci in inganno.

Arrivati alla macchina, Adam si ostina a pagare il conto quindi ci sediamo e mi accingo a rimettere in moto lasciandoci alle spalle quella stazione di servizio. Un silenzio imbarazzante e innaturale riempie l'abitacolo, seguito poi da numerose occhiate che io e "il mio ragazzo" ci scambiamo. Noto una sorta di bar e decido di fermarmi, ignorando ancora una volta il volere di Adam. Parcheggio dove possibile.

<<Dobbiamo parlare, desteremo meno sospetti circondati da altre persone>> dico, ricevendo in cambio solo lui che annuisce con convinzione.
Prendiamo posto in un tavolino e nell'attesa che arrivano a chiederci le nostre ordinazioni, Adam rompe il silenzio.

<<Non era la mattinata che avevo in mente ma è stata altrettanto impegnativa>> dice, seguito da uno sbuffo misto a un sorriso. <<Scusami, non avrei mai dovuto trascinarti in questo. Hai dovuto mentire a quel ragazzo e facendo ciò sei esposto ad un plausibile pericolo anche tu. Mi dispiace, non sai quanto>> confesso, buttando fuori quasi tutto quello che penso. Di certo non posso dirgli che adoro il fatto che le sue labbra siano molto morbide, no? Troppo, decisamente troppo.

Adam mi afferra la mano che era sul tavolo e la stringe. <<Non devi scusarti. Ti sei fidata di me e lo apprezzo. Ti aiuterò costi quel che costi>> sussurra e un sorriso nasce spontaneo sul mio volto. Non penso abbiano mai fatto una cosa simile per me prima d'oggi.

~○~

Mentre sorseggio la bevanda precedentemente ordinata, cerco di collegare i tasselli e di ricordare quanti più particolari. <<A cosa pensi?>> mi domanda il moro, mentre gioca con uno dei suoi ciuffetti fuori posto.

<<Per te sarà solo una coincidenza ma ascolta questa teoria. Luis ha parlato ad una certa Signora Hudson, quello è il cognome di mia madre da nubile. La sua famiglia ha da sempre gestito stazioni di servizio come  quelle e le ho sempre evitate per paura appartenessero a lei, decidevo di fare rifornimento in centri commerciali, sicura di stare lontana da lei. Oggi è stata un'emergenza e ho deciso di accantonare questa mia abitudine. Succo della questione, Luis lavora per mia madre. Il che spiegherebbe perchè lavora in una stazione di servizio quando mio padre lo paga profumatamente e perchè stava comunicando della nostra visita a questa signora misteriosa. Sapeva il mio nome come se mi conoscesse! Non so se ho ragione ma sta diventando molto macabra questa situazione>> termino e sospiro, bevendo un altro sorso.

<<Ha tutto senso se non... che interesse avrebbe tua madre nel farti spiare, seguire e rovinare la famiglia?>> domanda grattandosi la nuca. Sospiro ancora una volta realizzando di essere costretta a parlargli del mio passato tormentato. Punto i miei occhi nei suoi. So di potermi fidare.
<<Tempo fa la mia famiglia ha dovuto affrontare un periodo molto difficile.. talmente tanto che nessuno l'ha ancora superato...>> improvvisamente noto Adam freddarsi per poi bloccarmi, afferrando ancora una volta la mia mano. <<Non devi parlarne se ti fa male>> dice poi spiazzandomi. Annuisco.

<<Durante questi anni, i miei genitori hanno divorziato e per la gioia di mia madre, mio padre ha ottenuto la mia custodia. Pensa, una madre che rinnega il frutto di sè stessa. Non abbiamo mai avuto un bel rapporto, ho da sempre dubitato del suo cosiddetto amore nei miei confronti, è stata più legata a mio fratello. Oserei dire che ne era pazzamente innamorata. Li ho invidiati per molto e non solo. Non ho mai saputo cosa significasse avere complicità con la propria madre fino a quando mio padre sposò Meredith. Lei mi ha fatto da mamma praticamente da subito, per questo mi sembra così surreale>> confesso, lasciando la mano di Adam per via dell'imbarazzo che si sta creando. D'altro canto il moro mi guarda intensamente.

<<Mi dispiace. Risolveremo tutto, te lo prometto>> mi sorride e prima che io possa rispondere, arriva ad entrambi un messaggio dall'accademia.

RIUNIONE URGENTE NELL'AUDITORIUM, dice il messaggio. Strano.

<<Vado a pagare e ci avviamo>> mi fa sapere Adam ma lo blocco per il braccio con una velocità tale che lo stesso ragazzo si sorprende. <<Siediti immediatamente. Tocca a me pagare adesso>> annuncio e scappo prima che possa replicare.

~○~

Varchiamo insieme l'ingresso e moltissimi studenti occupano ancora i corridoi, sintomo del fatto che con ogni probabilità l'auditorium non è pronto ancora. Noto una chioma rossa girare tra i gruppetti di ballerini e mi avvio verso di lei. <<Hey Meghan>> dico, richiamando la sua attenzione. La ragazza si gira e mi dona un sorriso stupendo, poi si avvicina e mi abbraccia velocemente.

<<Come stai? Non volevo disturbarti, pensavo volessi stare da sola. Sappi che quella Deena non ne capisce assolutamente nulla. Fai il culo a tutti i selezionati, lo sai vero?>> chiede con molta premura e le sorrido.
<<Ho detto lo stesso anche io>> si intromette Adam, avanzando verso la rossa. Le cinge le spalle e le stampa un bacio sulla testa. <<Mi sei mancata Meg>> sussurra ma abbastanza da permettermi di sentire tutto. Una sensazione di fastidio mi assale lo stomaco. Perchè la sta abbracciando? Ma su Jennifer, chi sei tu per decidere chi deve  abbracciare e chi no?
<<Ne hai fatta una delle tue se mi dai così tante attenzioni>> scruta la ragazza, girandosi verso di lui.
<<Puoi non farmi conteggiare l'ultima assenza? Ti supplico!>> chiede, implorando la ragazza che sbuffa e annuisce.

<<Tra 10 minuti venite in auditorium. Mio padre deve fare un annuncio anche se non ho idea di cosa abbia in mente>> termina, aggiustandomi un ciuffetto ribelle e lanciandomi un bacio volante. Adam invece lo ignora completamente e un po' ne sono felice.

<<Ciao ragazzi>> mi volto appena sento la voce di Robin. Vederlo dopo tutte le cose che gli tengo nascosto è una coltellata allo stomaco del tutto letale. Arriva, saluta Adam con una stretta di mano e mi abbraccia, diversamente dal moro. <<Dove sei stata? Mamma mi ha detto che avete pseudo litigato>> mi domanda.
<<Ma no, ero in giro con Adam>> dico secca per chiudere il discorso il prima possibile. Alla mia risposta Robin alza le sopracciglia e assume un'espressione di piacere. Se solo sapesse che ci siamo baciati morirebbe all'istante.

~○~

Prendo posto accanto ad Adam e a mio fratello e appena sentiamo parlare dal palchetto alziamo tutti lo sguardo.
<<Buongiorno a tutti ragazzi, non credo ci siate tutti ma credo ci sia almeno una rappresentanza di ogni classe. Molto bene. Sapete che non è mia abitudine fare presentazioni di questo calibro quando assumo qualcuno ma oggi è un giorno particolare. È una persona particolare. Mia moglie entra a far parte della nostra prestigiosa accademia come consulente scolastico. Prego tesoro, vieni pure>> dice il decano, rivolgendo il suo sguardo verso sinistra accogliendo di conseguenza la nuova arrivata.
<<Rob ma solo a me sembra strano? Perchè così tante feste?>> domando, osservando il mio fratellastro. Lui mi sorride e scuote la testa. <<Manie di protagonismo forse? Non so dirti>> mi risponde e soffoco una risata per evitare che ci sentano.
<<Salve ragazzi, sono Elizabeth Hudson Wallace. È un piacere lavorare con voi e per voi>> mi gelo all'istante appena sento quella voce. La osservo. Ha mantenuto il suo splendore e il suo trucco impeccabile.
<<Che cazzo ci fa tua madre lì?>> domanda Robin a bassa voce ma non riesco a parlargli perchè sono paralizzata. Non riesco a battere ciglio. Il sangue mi scorre nelle vene, riesco a sentirlo. Ogni goccia mi disturba. La gola si sta seccando e sto iniziando a tremare. La mia testa si è fatta improvvisamente leggera. Il mio passato è davanti a me ed io non posso crederci.

Until your last breath.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora