Oggi sono particolarmente attiva e con la voglia di spaccare il mondo, il che è molto raro quindi non so se preoccuparmi. Osservo l'orario e noto con piacere che sono in tempo per fare una colazione decente. Mi vesto in fretta, preparo la borsa per l'accademia e la porto con me al piano di sotto.
Dopo un'attenta ricerca su google, scelgo di fare i pancake e quindi con estrema cautela mescolo tutti gli ingredienti con le giuste dosi. Pronto l'impasto, passo alla parte che reputo più difficile: la cottura. Ho sempre avuto numerosi problemi nel cuocere le cose, iniziando dai dolci finendo con delle semplici uova. Principalmente ho il timore di bruciare ciò che sto cucinando e in un secondo momento, bruciando tutto, ho paura di vanificare gli sforzi per la preparazione dell'impasto e sprecare di conseguenza gli ingredienti usati. Sarò strana ma purtroppo questa è la triste storia della mia vita o almeno una parte.
Spengo il fornello e ripongo il decimo pancake cotto sulla pila che ho composto volta per volta. <<Che odorino>> dico a me stessa, soddisfatta del risultato. Comincio ad apparecchiare con ciò che piace di solito a tutti i componenti della famiglia. Al centro sistemo i pancake che ovviamente diventano protagonisti della super colazione di stamattina. Recupero il cellulare e mi accorgo della presenza di vari messaggi provenienti da un gruppo appena creato. "SHOW MAGGIO 2019/20" leggo e un groppo sale in gola risultato dell'improvvisa pressione che sento incombere su di me. Sposto una sedia e mi siedo, iniziando a leggere tutti i messaggi della chat. La maggior parte sono messaggi che ricordano i vari appuntamenti, l'unico che attira la mia attenzione è quello dei tutor assegnati ai vari gruppi. Il nostro o meglio la nostra tutor porta il nome di Deena Lopez, sospiro e chiudo il cellulare alla vista di mio fratello e mio padre.
<<Buongiorno a te Jenny!>> esclama mio padre con aria felice per la buona azione da me svolta. <<A voi, Meredith?>> domando un po' stranita dalla sua assenza. Meredith è una delle persone più belle che io conosca, è stata la madre che non ho avuto per quasi 5 anni e solo Dio sa quanto avrei voluto lo fosse stata dall'inizio. <<Aveva un appuntamento con l'avvocato stamattina presto, non ci sarà>> mi comunica mio padre e un po' sconsolata accetto questa notizia. <<Questo ben di Dio non si mangia da solo giusto?>> interviene Robin e pronti iniziamo a mangiare la colazione. Per un momento mi distraggo al pensiero della sua presenza. Andy, ti sarebbe piaciuto Robin penso e sorrido all'idea di una loro amicizia. Ogni minuto che passa il vuoto che mi ha lasciato la sua morte lievita in una maniera incontrollabile. Spesso mi sono chiesta se fossero i sensi di colpa o la nostalgia di lui. Ad oggi posso dire che sono entrambi. Non sentirei la sua mancanza se non fosse stata colpa mia.
<<Ci sei?>> mi domanda Rob e torno alla realtà. <<Dobbiamo andare, muoviti. Deena ci aspetta>> termina e sbuffa, forse nervoso per ciò che ci attende all'accademia.
Lascio un bacio a mio padre che ricambia donandomi un sorriso magnifico, recupero la borsa e insieme al moro, usciamo dalla porta.
~○~
Varchiamo l'ingresso dell'aula e alcuni occhi cadono su di noi e il perchè non saprei spiegarmelo. Adam è seduto su una panca ed è visibilmente nervoso, il mio istinto mi dice di andargli a parlare, di risolvere e di chiedergli scusa per la scenata infantile che ieri gli ho riservato ma mi freno e decido di tenere per me tutti questi pensieri che seppur giusti mi metterebbero in ridicolo. Chiedere scusa e perchè? Siamo amici, va bene litigare qualche volta! Sospiro e sistemo la mia borsa, qualche minuto dopo vengo letteralmente colpita dall'uragano Meghan. <<Tu devi dirmi qualcosa>> le dico, deducendolo dalla sua espressione e dalla sua iperattività. <<Tu non sbagli>> mi dice, prendendomi per mano e trascinandomi alla panca opposta a quella occupata da Adam. Ci osserviamo per qualche nanosecondo ma rivolgo subito la mia intenzione alla rossa che sprizza gioia da tutti i pori. <<Ieri ci siamo baciati>> comunica a bassa voce come se fosse un fatto proibito. Alzo le sopracciglia e spalanco la bocca non per la notizia ma per il fatto che Robin non me l'abbia detto. Decido di mettere da parte la mia disapprovazione:<<Sapevo che prima o poi sarebbe successo... ne sono felice!>> esclamo, abbracciandola. Mi sorprende il fatto che mi sia venuto spontaneo gettarmi tra le sue braccia ma credo che alla fine non avere il controllo emotivo su tutte le cose e situazioni sia positivo.
<<I ragazzi dello show devono andare in aula tre, vi aspetta la tutor. In fretta!>> comunica la signora Donovan, altra professoressa della nostra Teen un po' troppo severa per i miei gusti. Mi alzo e recupero la borsa, avviandomi insieme agli altri nella sala indicata.
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Until your last breath.
Chick-LitJen, ironia fatta persona, all'apparenza forte ma fragile a causa di una perdita che ha drasticamente cambiato la sua vita. Adam, inguaribile romantico e ragazzo di principi, diffidente nei confronti delle persone e del mondo. La vita è quella cosa...
