5 cosa dovrei dirti?

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in copertina Sirius Black

-Dai cornutone fermati un attimo e calmati, è solo la Evans- disse Sirius correndo dietro James arrabbiato

Quest'ultimo si girò furioso stringendo i pugni

-No Sir non è solo la Evans è una questione personale, io ci provo ad essere una persona buona, veramente, ma lei mi fa perdere le staffe- disse serio al migliore amico, ma dato che non ci vedeva iniziò a parlare con una colonna

Sirius iniziò a ridere e lo girò verso di lui

-Ramoso ascoltami sei la persona migliore che conosca, non hai nessun bisogno di dimostrarlo, lo sanno tutti- gli disse poggiandogli le mani sulle sue spalle

-Si ma lei non la pensa come tutti voi...-iniziò il corvino

-Ehi Bambi, cosa te ne fai del giudizio di una ragazzina rossa, arrogante, fastidiosa, antipatica e so tutto io? Non sa neanche della tua storia-chiese ancora cercando di convincerlo

-Ma lei...-cercò di continuare l'amico

-Lei ha mai convinto i suoi migliori amici ad intraprendere un percorso pericoloso di trasfigurazione umana per rendere meno orribili le notti ad un suo migliore amico?
Si è mai avventurata nel salvataggio del ragazzo che odia con tutta se stessa sotto forma umana contro un lupo mannaro?
Ha mai preso in casa sua un amico scappato di casa e reso parte della sua famiglia salvandolo?
No James.
Lei non credo l'abbia mai fatto. E non sa quanta bontà c'è sotto quegli occhiali da mosca e quel cespuglio informe- disse Sirius con una serietà che di solito non usciva con il suo migliore amico.

James alle parole del ragazzo sentì un brivido di calore scorrere per tutto il corpo fino ad arrivare a gli occhi che iniziarono a diventare lucidi. Come per istinto lo abbracciò forte, come se fosse l'ultima ancora di salvezza.

Sirius vedendo la reazione dell'amico lo strinse ancora di più.
Quegli abbracci caldi e accoglienti che sanno proprio di famiglia.
Perché James e i Malandrini erano la sua vera famiglia. Pria di conoscere loro, per lui la famiglia erano botte, violenza, punizioni, torture. Perché? Perché non condivideva le loro idee della purezza del sangue. Quando conobbe quei tre ragazzini non avrebbe mai immaginato di aver trovato quel posto dove rifugiarsi quando tutto andava male; dove poter confrontare le proprie idee pacificamente e dove un abbraccio contava più di mille parole:
non avrebbe mai immaginato di aver trovato una famiglia.

-Siamo sentimentali- rise James staccandosi dall'abbraccio

-Dai Jamie, lascia stare la Evans e andiamo un po' sul campo, così ti liberi un po'- suggerì Sirius sistemandosi la camicia

-Ottima idea, però c'è un problema, senza occhiali non ci vedo niente- disse il corvino indicando i suoi occhi

-Vero, come si fa, vado a prenderli io?- si propose il Black

-No Sir vado io- affermò il ragazzo avviandosi verso la biblioteca

-Va bene Jam, ti aspetto nello spogliatoio- disse Sirius avviandosi verso l'uscita

James si incamminò riprendendo i suoi passi, cercando di non inciampare o cadere su qualcuno durante il percorso. Era tutto sfocato e confuso e il mal di testa stava prendendo il sopravvento.

"Maledetta Evans" pensò tra se e se guardando l'entrata della biblioteca. James Potter odiava quel posto: lo trovava un estremo insieme di inutili accumuli di carta e inchiostro. Per non parlare del silenzio che si creava e che doveva essere mantenuto assolutamente. Non era un ragazzo che riusciva a stare in silenzio, in effetti l'odiava e cercava ogni modo per romperlo: per questo motivo era stato cacciato molteplici volte dalla bibliotecaria.

mischief managed|| JilyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora