La festa organizzata dai Malandrini, come previsto da Mary e Lily, era stata qualcosa di magnifico: tutti ballavano al ritmo dei Queen e Beatles che pur essendo musica babbana, Remus era riuscito a portare in quella sala grazie ad un vecchio giradischi che lui e Sirius avevano trovato nella Stanza delle Necessità al quarto anno e avevano messo in sesto. I dischi dei suoi album preferiti erano stati un regalo di Remus, mentre Peter gli regalò un paio di stivali neri di pelle, le ragazze dei bracciali e Lily azzardò un po' forse, ma gli regalò una matita per occhi che però apprezzò. James s'era presentato senza un regalo, cosa che disturbò profondamente Sirius che si calmò solo quando gli disse che il regalo era a casa Potter.
Fu davvero una bella festa, si rideva, si scherzava, molta gente aveva fatto i complimenti ai Malandrini per la festa e quando arrivò il vero momento della torta iniziarono anche i discorsi.
James salì sul tavolo ed iniziò a parlare:
-Buonasera di nuovo, allora visto che aspetto questo momento da circa sette anni, ora mi ascolterete. Oggi questo cane bagnato fa diciassette anni, il mio fratellino, sembrava ieri quando mi sei inciampato addosso sul treno quel primo settembre del 1971, quel giorno conobbi Sirius Black, ma non avrei mai immaginato di dover condividere il mio letto con te, o la mia casa, o i miei genitori, non avrei mai immaginato che quel ragazzino che m'era appena inciampato addosso sarebbe diventato parte essenziale della mia vita, un piedistallo della mia umile esistenza, mio fratello.-
Sirius lo osservava con gli occhi lucidi, i capelli ancora pieni di torta ed una mano sul viso per nascondere i suoi sentimenti.
-Certo, anche lui ha dei difetti, cioè, molti, certe volte mi viene voglia di lanciargli un porlok in testa, come quella volta che hai usato la mia amata scopa per spazzare per terra, o quando mi hai nascosto gli occhiali nel sottoscala per farmi capire come si sentisse una talpa ogni giorno. Ma non fa niente perché bisogna accettare problemi come i tuoi. Ora hai 17 anni ed hai davanti tutta la vita, quindi vivitela fino all'ultimo secondo. E possibilmente con me al tuo fianco - finì con gli occhi lucidi.
Sirius cercava di trattenere le lacrime che scendevano dai profondi occhi grigi pieni di sentimenti vaganti.
James scese dal tavolo e lo strinse in un profondo abbraccio accompagnato dagli applausi di tutti gli altri. Lily guardò quel momento, lo scrutò e capì dentro di lei che nessun legame forse avrebbe mai superato il loro.
Era una cosa così bella che si mise a piangere, forse anche perché sentiva quel legame come qualcosa di familiare, quel legame che si ha tra fratelli e sorelle, qualcosa che lei e Petunia non avrebbero mai recuperato. Non ci pensava spesso, ma l'alcol la rendeva più emotiva e non poteva farci molto. Non pianse rumorosamente, le lacrime semplicemente le scivolavano dagli occhi smeraldini mentre sorrideva ed applaudiva. Nessuno avrebbe mai notato la sua stranezza tranne Remus che era corso al suo fianco e le aveva stretto la mano.
Quando verso 00:30 la gente tornò in dormitorio, la stanza divenne più calma, non c'era molto baccano oltre ai chiacchierii dei ragazzi sui divanetti rossi e " Doing all right " che risuonava dal giradischi. Erano rimaste sulle poltroncine i Malandrini, Frank, Emmeline, Lily, Marlene ed Alice, Mary se n'era andata poco prima accompagnata da Reginald poiché molto stanca. Remus e Lily erano sulla stessa poltrona rossa, infatti c'entravano a stento, Marlene, Alice e Peter avevano occupato un divanetto, Emmeline e Frank due sedie e James e Sirius un intero divano. C'era silenzio prima che Emmeline iniziasse a parlare con poca sobrietà.
-Ragazzi! - li richiamò.
Tutti portarono a lei l'attenzione .
-Giochiamo a quel gioco che ci hanno spiegato Mary e Lily al quarto anno? - propose
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mischief managed|| Jily
FanfictionUna versione della nascita dell'amore che diede la vita al bambino che è sopravvissuto, un amore che diede la vita per il mondo, un amore che ha impiegato più tempo a nascere che a finire. Un amore così potente da uccidere Lord Voldemort. tratto da...
