34 Emmeline's secret

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Aprì gli occhi blu stanchi, era tutto molto buio, probabilmente era mattina presto, molto presto anche se nel dormitorio Serpeverde capire se fosse mattina o sera era alquanto difficile. Spostò un po' il capo: era ancora al suo fianco, ancora addormentato con i ricci neri sul volto e sul cuscino, il viso rilassato ed il respiro calmo. Sentì le sue braccia ancora strette alla sua vita dolcemente. Quando dormiva era l'essere più meraviglioso dell'intero astro. Peccato che appena aprisse gli occhi diventasse il suo contrario. Perciò per precauzione se ne sarebbe andata prima che si fosse potuto svegliare. Si tolse il piumone da dosso con grande dispiacere e si sedette poggiando i piedi per terra cosa che le provocò la pelle d'oca dato che il pavimento era più che gelato. Prese un sospiro: perché si ritrovava sempre in queste situazioni? Lei non avrebbe mai voluto continuare quella storia, ma era più legata a Regulus Black di quanto ne desse a vedere. Così la sera prima, dopo la cena in Sala Grande, mentre stava per prendere le scale per la sua sala comune, quando aveva notato il più piccolo dei Black in preda ad un attacco di panico che respirava troppo velocemente con gli occhi spalancati dietro una colonna, Emmeline non aveva potuto fare a meno di andargli vicino e tranquillizzarlo. Lei era l'unica persona al mondo che conoscesse i suoi sentimenti, che sapesse ascoltarlo, che sapesse capirlo anche senza parlare. Regulus si chiedeva sempre come potesse essere possibile una cosa del genere, in fondo appartenevano a due realtà completamente diverse, ognuno il suo. Forse proprio perché lei non c'era dentro in prima persona poteva aiutarlo, ma questa cosa comunque non convinceva il Black che non riusciva a darsi spiegazioni. Quindi quella sera, dopo che la ragazza l'aveva calmato, le aveva spiegato la motivazione del suo attacco di panico. Spiegò che stare a casa da quando Sirius era scappato, era diventato più che straziante. Era stato il primo natale che passava senza Sirius a casa e per i genitori sembrava non fare una piega, come se non fosse mai esistito, cosa che turbava tanto il piccolo Black che sentiva l'assenza del fratello maggiore più di ogni altra cosa. Gli avevano ripetuto per un'intera settimana di quanto fossero fieri di lui più di qualunque altra cosa e che avrebbero raggiunto il massimo dell'orgoglio quando tra due anni, dopo aver finito la scuola si sarebbe unito ai mangiamorte. Erano inquietanti. La cosa peggiore fu sicuramente entrare per caso nella stanza dell'albero genealogico dei Black e scoprire che dove prima c'era il disegno del viso di suo fratello maggiore, ora c'era un buco nel muro ricoperto di bruciatura di cui unico resto intatto era il "Sir" del suo nome. In quel momento si ricordò della stessa scena, solo otto anni prima in cui lui e suo fratello guardavano il buco nel muro altrettanto bruciacchiato dove prima c'era raffigurato il volto di loro cugina Andromeda Black. avevano sentito la discussione dei loro genitori con gli zii che raccontavano della vergogna provata quando la loro figlia scappò con un nato babbano di nome Ted Tonks che le avevano severamente vietato di frequentare. Per questo l'avevano cacciata dalla famiglia e diseredata. Lui e suo fratello avevano preso malissimo quella notizia: Andy era l'unica che in famiglia riusciva a farli divertire, ad uscire fuori dai duri schemi dei Black. Ma aveva scelto la felicità, la libertà, lasciandosi tutto alle spalle e ne valeva la pena. Solo che Regulus non riuscì mai a dimenticare l'espressione vuota sulla faccia di Narcissa, la sorella minore di Andromeda, alla prima cena dove la sorella mancava, era rimasta sola. A differenza della cugina però lui non odiava suo fratello per aver scelto la felicità, anzi, sperava solo che adesso fosse veramente felice con James Potter. L'unica cosa per cu lo condannava era d'averlo abbandonato, averlo lasciato solo senza nessuno con cui parlare, senza nessuno che lo proteggesse dai mostri sotto al letto o da quelli del piano di sotto, semplicemente solo.

Emmeline lo aveva ascoltato e l'aveva calmato, abbracciato e compreso. Si erano baciati un paio di volte prima di addormentarsi nel letto di Regulus. La loro relazione era diventata qualcosa di molto complicato: non stavano insieme, si erano lasciati così tante volte che ormai non valeva neanche più la pena stare insieme, tanto nessuno l'aveva mai saputo, non sarebbe cambiato molto.Erano innamorati l'uno dell'altra? No, esser innamorati significava non poter vivere senza l'altro, cosa che non faceva proprio a caso loro. Si piacevano? Esteticamente si, eccome, ma i caratteri ed i ragionamenti erano così diversi ed opposti da portarli ad odiarsi. Probabilmente ciò che li legava era l'aver bisogno di qualcuno che cercasse di capirli e di stare al proprio fianco anche con le proprie diversità, a Regulus serviva qualcuno che gli stesse affianco e ad Emmeline serviva qualcuno che ascoltasse le sue filosofie e vedesse il mondo come lo vedeva lei. Semplicemente avevano un legame inspiegabile ma più che forte. Questo forte legame l'aveva portata a fare sette piani di scale alle cinque e mezza di mattina per raggiungere il dormitorio di Grifondoro prima che il castello prendesse vita per non prestare sospetti.

mischief managed|| JilyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora