-A dopo- quelle parole che pronunciò avevano un sapore diverso, era aspro e l'aveva pervaso tanto da provocargli nausea allo stomaco.
Eppure il pudding lo prendeva sempre, non era possibile che fosse quello. Remus iniziò a respirare lentamente, sarebbe passato in fretta. Poi Sirius gli prese la mano nel buio e tutto sembrò sparire per un secondo. In quel momento c'era solo lui, un pezzo fondamentale del suo passato immerso nel suo quotidiano. Era pieno inverno e la sua mano riscaldava più di mille giubbotti. La piazza non era pienissima, la gente di solito a quell'ora era nei locali. Per di più c'erano vecchietti che guardavano la cattedrale. Anche a Remus piaceva guardarla: era imponente e la notte s'illuminava di mille luci, soprattutto a natale. Gli piaceva anche guardare guardare il cielo ma che senso aveva guardare le stelle quando la più splendente gli teneva la mano? (letteralmente).
-Allora Moony, un po' di tempo per noi, raccontami, come stai?- chiese Sirius
-Beh, come sto, sto sempre allo stesso modo, mi pesa il mondo e tutti i casini in cui siamo. Mi chiedo sempre perché sia toccato a noi-
-Il destino ci odia darlin, ma dobbiamo affrontarlo come abbiamo sempre fatto, per sopravvivere-
-Sarà, ma perché proprio noi non lo capirò mai. Tu come stai?-
-Io sto incassando un colpo dopo l'altro. Non basta tutto ciò, la lontananza da te etc.... Ho scoperto una cosa su Regulus, Oh, quello stupido troll- iniziò
-Cosa ha combinato adesso?-
-Ho saputo che lo sta facendo Remus, l'hanno convinto quei bastardi- continuò con rabbia
-Non dirmi che l'hanno abbindolato così tanto..... Povero Regulus, non capisce- cercò di intervenire
-Non parlare di lui come se fosse un bambino innocente Remus, sa benissimo cosa sta facendo-
-Ma è troppo.....- iniziò ma venne interrotto da Sirius sbraitante
-NON DIRLO! Noi alla sua età abbiamo deciso di mettere a rischio la nostra dannata vita per proteggere la società dal tipo di persona che lui ha scelto di essere. L'ho protetto per anni, gli ho raccontato di come fosse la realtà fuori casa e ora mi ripaga così. Tutte le cicatrici che ho per averlo protetto. E' stato come parlare con i muri. Inutile e stupido ragazzino-
Sirius aveva una nodo alla gola per il nervoso e gli occhi rossi che trattenevano le lacrime di rancore. Ma Remus sapeva che sotto ci fosse altro, quel problema che aveva di darsi la colpa per le cose che riguardavano Regulus. Glielo leggeva negli occhi.
-Non è colpa tua, te ne sei andato perché dovevi salvarti- azzardò
-Ma non ho salvato lui- sussurrò guardando altrove
-Lui é abbastanza grande, l'hai detto tu, hai fatto i possibile, stava a lui decidere-
-Non doveva finire così la serata- cercò di cambiare discorso
-Forse a James sarà andata meglio-
-Speriamo-
Remus si voltò di scatto. Si guardò intorno ma non riuscì a a vedere niente. Avevano camminato così tanto che erano finiti in un vicoletto medioevale con tante stradine annesse. C'era un lampione che non illuminava più di tanto.
-Che hai Remus? Stai così da un po'- domandò Sirius preoccupato
-Sono qui- sussurrò Remus
Sirius lo guardò bene: era preoccupato fino al midollo ed i suoi occhi verdi s'erano ingranditi. Questo significava solo una cosa: senso da lupo.
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mischief managed|| Jily
FanfictionUna versione della nascita dell'amore che diede la vita al bambino che è sopravvissuto, un amore che diede la vita per il mondo, un amore che ha impiegato più tempo a nascere che a finire. Un amore così potente da uccidere Lord Voldemort. tratto da...
