17 complex loves

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in copertina Emmeline Vance

Erano passati giorni dall'ultima volta che le strade dei Malandrini e della Caposcuola si erano incrociate, neanche alla ronda poiché Lily si diede per malata. Tra i quattro ragazzi non era cambiato tanto, semplicemente per il fatto che Remus non aveva dato peso a ciò che aveva detto Sirius, quel giorno gli era sembrata uno dei loro soliti litigi che non si era neanche degnato d'ascoltare. Però tra gli altri tre c'era ancora della tensione che si poteva sentire nell'aria, come se il segreto fosse potuto uscire da un momento all'altro ma non avevano tempo per pensare dato che tutti sembravano occupati a fare altro.

L'unico ad accorgersi di quella strana tensione era il loro compagno di stanza Frank Longbottom che assumeva sempre il ruolo di spettatore. Aveva sempre assistito al ritorno dei ragazzi dal loro "Posto Privato" ed ogni volta erano stanchi ma felici, ma quella sera, in quei giorni lo erano di meno. Mentre Remus era dalla "Mamma malata" (scusa che usava per nascondere il suo PPP) aveva sentito bisbigliare  qualcosa come "Quella maledetta Evans", "Sirius calmati è solo un graffio", "Com'è stato salvare la tua amatissima donzella ficcanaso?"

Aveva presupposto perciò che c'entrasse in qualche modo Lily Evans, una migliore amica di Alice Prewett. Forse lei avrebbe potuto avere informazioni in più sull'argomento. Sapeva dove trovarla, credeva di conoscerla abbastanza per sapere che il venerdì alle quindici e un quarto si trovava giù al Lago Nero con Emmeline Vance, così vi si diresse. Arrivò sulle sponde del grande lago e cercò con lo sguardo la ragazza tra i molti studenti che s'erano andati a godere le ultime belle giornate prima dell'arrivo dell'inverno. La cercò per circa due minuti prima di riconoscere i meravigliosi capelli biondi che riflettevano la luce del sole, raccolti in una coda stretta da un elastico rosso-oro; era come previsto seduta sul prato a parlare con l'amica, sembrava felice e spensierata come la prima che la vide al primo anno, quando era una piccola bimba dalle lunghe trecce bionde e grandi occhi verde prato.

Le raggiunse camminando velocemente tra le decine di studenti, cercando di non schiacciarli, si riprese e la richiamò:

-Alice, ciao-

La ragazza alzò lo sguardo verde prato verso di lui che quasi non riuscì a distinguerli dalla distesa d'erba sotto di lei.

Le sue guance assunsero un colorito roseo quando si accorse della  sua presenza. Si alzò velocemente sistemandosi la gonna della divisa grigia per poi girarsi verso di lui con aria imbarazzata.

-Caio Frank, no, Frankio, oh respira. Ciao Frank- disse impappinandosi con voce imbarazzata e le orecchie che ogni secondo prendevano fuoco

Emmeline, ancora seduta per terra iniziò a ridere come se non ci fosse un domani rischiando anche di soffocarsi con il pezzo di cornetto alla crema che stava mangiando prima del suo arrivo.

-Alice tutto bene?- le chiese preoccupato per la sua reazione

-Oh si, si dimmi- rispose riprendendo il controllo di se

-Volevo parlarti un attimo- le disse indicando con gli occhi un luogo più appartato lontano da gli altri

-Si, si certo andiamo- rispose lanciando uno sguardo in cerca d'approvazione da parte di Emmeline che annuì.

I due si avviarono verso l'angolo dove iniziarono a guardarsi timidamente.

-Cosa dovevi dirmi?-

-Si, ehm volevo chiederti se sapessi se ultimamente Lily avesse avuto qualche discuta particolare con qualcuno, tipo i Malandrini o James?- domandò misterioso fissando attentamente i suoi occhi in cerca di una risposta.

le speranze di Alice di esser finalmente riuscita a fare colpo sul ragazzo a cui andava dietro da tre anni, si infransero ancora capendo che lui non provava alcun interesse per lei. Insieme alle speranze cadde anche il suo sorriso dapprima stampato sul suo volto che si tramutò in una in una semplice espressione neutra.

mischief managed|| JilyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora