-Ci dispiace tantissimo Signorina Evans. Vostro padre ci ha informati che il funerale si terrà domani mattina nella sua città. Mettiamo a disposizione i nostri camini per farla tornare a casa. Si prenda tutto il tempo che le serve..-
Le parole della McGranitt erano solo lo sfondo di tutto quello che stava elaborando il cervello di Lily. Probabilmente non riusciva a metabolizzare o forse non voleva. Non era possibile vero? Sua madre non poteva essere.. No vero? Era a casa a sistemare i suoi amati libri nella biblioteca, canticchiando le sue amate canzoni di Elvis che suonavano ad alto volume dalla sua enorme radio nera con quell'antenna in cui le s'incastravano sempre i lunghi vestiti di seta blu. Non era vero quel che stava dicendo la McGranitt, giusto? Ma se non era vero perché i suoi occhi si stavano riempiendo di lacrime? E perché i respiri erano diventati così pesanti? Perché al posto del cuore sentiva un vuoto? Perché il mondo stava girando così velocemente? E perché il pavimento era così vicino al suo viso?
La realtà s'era offuscata tutt'uno ed improvvisamente tutto diventò nero. Dopo poco in lontananza vide delle figure sfocate così iniziò a camminare verso di loro. Più si avvicinava più la scena le sembrava familiare. C'era questa donna dai capelli biondi legati in uno chignon e gli occhi verdi smeraldini che rincorreva due bimbe che si aggiravano verso il massimo di sei anni che correvano per un prato vasto terminante con un grande albero con le radici sporgenti. A pensarci bene non sembravano avere la stessa età, quella più grande aveva un collo lungo e due trecce bionde che le scendevano sul vestitino rosa sporco di terra. La più piccola era più avanti e rideva mostrando i pochi denti da latte che le erano rimasti. Aveva una lunga treccia di capelli rossi e sul piccolo orecchio aveva poggiata una margherita. Gli occhi smeraldini s'intonavano al vestitino di seta e splendevano di felicità. Le ci volle poco a capire che era una scena che aveva già vissuto. Quello era il prato del parchetto di Spinners's End, a Cokeworth, quartiere dove Lily abitava. Era impossibile non riconoscere quel grande albero alla fine del parco, ci aveva passato l'infanzia con Piton. Quelle erano sicuramente lei e Petunia ed ovviamente la donna era sua madre. Non ricordava di aver vissuto quel momento, probabilmente era stato spostato nell'inconscio. Ma sembrava così felice e spensierata. Cercò di avvicinarsi alle tre perché non capiva cosa stesse effettivamente succedendo. Avanzò camminando sul prato a passo veloce. Arrivò vicino alla madre, il suo viso era più giovane, più felice. Però quando incontrò lo sguardo della figlia diciassettenne sbiancò ed invecchiò di colpo. Cadde per terra in ginocchio, tremando e prendendo la mano della figlia dicendo "Ora devo andare, mamma ti ama, prenditi cura di loro". Lily iniziò ad entrare in panico, le tornò in mente tutto, non poteva lasciarla andare: strinse ancora di più la sua mano, non voleva lasciarla andare, ma era diventata fredda, gelida più del marmo. La mano sembrava essenza come se appartenesse ad un fantasma. Fu in quel momento che Lily si rese conto che la madre aveva la stessa essenza di un ricordo. Cercava imperterrita di afferrarle ancora la mano ma era come cercare di afferrare il vuoto. La madre si allontanò voltandole le spalle, tutto si oscurò di nuovo e diventò tutto grigio e la prima risate delle bambine diventarono grida e pianti alla ricerca della mamma.
Mamma
Mamma torna
Mamma dove sei?
La mente di Lily era di nuovo offuscata ed in sottofondo le grida delle bambine erano così pesanti che si sentì il dovere di chiamarla anche lei.
-Mamma! Mamma! Torna! Mamma!- urlò singhiozzando
Spalancò gli occhi e stavolta si trovò in un posto che riconobbe come "concreto": era nel lettino dell'infermeria di Hogwarts, era molto sudata e aveva il petto pesante. Non era sola, qualcuno l'aveva stretta: James era seduto sulla sedia di fianco al suo lettino con ancora in dosso la divisa di quidditch, i capelli arruffati e gli occhi stanchi sotto le lenti. Probabilmente era appena tornato dall'allenamento ed era corso da lei.
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mischief managed|| Jily
FanfictionUna versione della nascita dell'amore che diede la vita al bambino che è sopravvissuto, un amore che diede la vita per il mondo, un amore che ha impiegato più tempo a nascere che a finire. Un amore così potente da uccidere Lord Voldemort. tratto da...
