Capitolo 5
EDITH
"E tu, sei pronta?"
No che non lo ero!
Osservai il giovane spogliarellista spaventata a morte. A differenza degli sguardi invidiosi e lussuriosi, io non provavo nulla di simile. Ne sentivo addosso tutto il peso, come se avessero voluto perforarmi la carne.
La parte peggiore? Cominciavo a non sentirmi bene...
Il mio povero cuore triplicò i battiti, al punto tale che a malapena riuscivo a respirare, e la sua presenza scenica non faceva altro che peggiorare la mia condizione.
Lo sconosciuto dalla bellezza mediterranea mi offrì la mancina, aiutandomi a scambiarci di ruolo. Lui seduto e io in piedi, dando così le spalle alla folla infoiata.
Non si poteva fare a cambio con qualcun'altra?!
Quando le nostre mani si toccarono fu come un'esplosione di energia avvenuta sulle punte delle dita.
Dovette avvertirla anche lui perché ci ritirammo all'unisono e in maniera repentina.
Che scossa!
Sempre più intimorita e insicura della situazione creatasi, adocchiai da sopra la spalla il tavolo delle mie amiche. Volevo delle conferme e magari, un possibile appiglio per salvarmi da tutto quell'imbarazzo.
Non accadde, ovviamente.
Serafina mi incoraggiava con gesta plateali, orgogliosa di me, incitandomi con applausi e fischi di apprezzamento. Micol al contrario non sembrava molto contenta. Solo Noemi si limitava a salutarmi, soffiandosi il naso con un nuovo e innumerevole fazzoletto pulito.
Deglutii a disagio, assistendo agli altri spogliarellisti seminudi imitare il loro collega a ruota, prendendo posto su altre quattro sedie allineate fra loro.
«Bene, adesso incaricheremo le nostre gentili poliziotte ad ammanettarci. I polsi saranno rivolti dietro lo schienale, in modo tale da renderci impossibile di potervi fermare. Dovranno armarsi di panna! Sapete tutti cosa significa, vero?», proclamò un uomo biondo, dalla bellezza nordica.
Sgranai gli occhi e impallidii. Io no. Cosa significava?!
Era un uomo impotente, più anziano degli altri, possente e maturo. Recitava con finto entusiasmo, meccanico nei gesti quanto nella performance, ma questo non mutò il significato delle sue parole. Tre donne erano gettate su di lui, a struscire i loro corpi seminudi sui muscoli scoperti e in bella vista.
Distolsi lo sguardo, ritrovando quello del giovane spogliarellista ad attendermi, e imbarazzandomi ancora di più.
Era bello, decisamente troppo per non infliggere un duro colpo all'autostima femminile. Gli occhi affilati, dalla fisionomia sudamericana, erano cesellati in un volto dalla mascella squadrata e definita. Accentuati dalle sopracciglia delineate e la carnagione color caffellatte. Inutile mentire, il cappuccio bianco celava un volto davvero avvenente. E che dire del fisico, era scolpito nelle carni marmoree. Avrebbe potuto fare invidia a Plutone nel Ratto di Proserpina, un'opera d'arte degna del Bernini.
Il fatto che fossi molto timida non includeva l'indifferenza al suo fascino.
Chissà quanto allenamento e spirito di sacrificio aveva impiegato per ottenere risultati tanto stupefacenti...
«Ed è qui che entra in scena questo caloroso pubblico», riprese uno di loro, vagliando l'attenzione di tutti i presenti. Aveva l'aspetto quasi infantile e l'atteggiamento esuberante di quando sperimentavi qualcosa di nuovo per la prima volta.
I fischi e le strilla impazzite, aumentarono alla seconda pausa del ragazzo biondo - o così l'avevo nominato nella mia testa - creandomi un senso di vergogna. Tutta quella gioia non la condividevo affatto, anzi. Attendere sul palco, ed essere al centro dell'interesse di tutti loro, era diventato uno dei miei incubi peggiori, ma questo non fu abbastanza.
«Dovrete urlare la zona da guarnire per ognuno di noi mentre le nostre poliziotte dovranno leccarla via una volta farcita» concluse, gelandomi il sangue nelle vene.
OH NO.
La gente urlava entusiasta, buttando le braccia al cielo e creando una ola metacronale di corpi ammassati. Tutte eccetto me, che stavo andando nel panico.
Notai terrorizzata i contenitori spray a pochi metri di distanza. Metri che comunque parvero chilometri.
Le secondine si fiondarono sugli altri spogliarellisti, pronte a legarli e farcirli a piacimento del pubblico.
Io rimasi impietrita, ottenebrata e iper stimolata dal caos esterno. Pregavo mentalmente che fosse soltanto un brutto sogno e che presto, mi sarei svegliata al sicuro nel mio letto, alle prese con la mia solita, monotona e confortante routine.
*Angolino dell'Autrice*
E finalmente abbiamo il quadro generale di ciò che pensa Edith. Io la odio, ve lo dico apertamente. Se fossi stata al suo posto, Col c**** che mi sarei bloccata ahahahah... Ah... No, dimenticavo che sono fidanzata... EMMA RIPRENDI IL CONTROLLO!
Voi che avreste fatto al posto di Edith? E soprattutto, cosa vi aspettate nel prossimo capitolo? X)
Vi ricordo che la mia pagina Instagram è: autricenotturna ❤️
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Stripper Love | Parte 1
Romantizm• 𝑺𝒉𝒆 𝑭𝒆𝒍𝒍𝒔 𝑭𝒊𝒓𝒔𝒕 𝒃𝒖𝒕 𝑯𝒆 𝑭𝒆𝒍𝒍 𝑯𝒂𝒓𝒅𝒆𝒓. • 𝑷𝒐𝒍𝒚𝒂𝒎𝒐𝒓𝒚 𝒗𝒔 𝑴𝒐𝒏𝒐𝒈𝒂𝒎𝒚. • 𝑳𝑮𝑩𝑻𝑸𝑰𝑨+. • 𝑺𝒑𝒊𝒄𝒚. • 𝑨𝒏𝒈𝒔𝒕. Parte 1. "«Perché io e te siamo così?!» «Perché non riusciamo ad essere nient'altro che ques...
