Capitolo 48

3.2K 165 42
                                        

EDITH

L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui, scrisse William Shakespeare

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui, scrisse William Shakespeare. Aveva ragione. C'era davvero qualcosa di surreale e oscuro a Wellcum. Circondata da creature notturne, fra le braccia di una di esse, attendevamo l'ordine della Regina Rossa. Il Diavolo in persona, colei che manovrava fili invisibili. Fili invisibili appartenenti a lui, la marionetta principesca. Le parvenze di Dante, erano quelle di un Principe tenebroso, faccia nascosta della luna, mosso da desideri terreni e da lei. Eppure, mi stringeva a sé, nel vano tentativo di nascondermi da Cara Joels, mentre ella avanzava verso di noi, con passo pigro e molleggiante, entusiasta nel dare inizio ai giochi.

Un marasma di emozioni contrastanti dominavano il mio sguardo. Proiettata fra passato e presente, stupita e scioccata dalla piega inaspettata che aveva preso la mia vita, ripensai alla nostra conversazione troncata a metà. Cosa voleva dire: “Con te c'è di più, ma non voglio farmi incastrare?!”.

Incastrare in cosa?! Di più di cosa?! Cosa?!

Perché Dante era tanto complicato e diffidente?! Ed io cos'avevo che non andava?!

Cancellai le lacrime col dorso della mano destra, impallidendo per la nuova svolta. Dovevo calmarmi e ragionare sugli indizi colti, scorgere le risposte attraverso i dettagli e trarre le conclusioni, compiendo la mia scelta. “«Mentre ti prepari pensa a questo. Sarà divertente osservare come in verità ti mostrerai bugiarda quanto tutte le altre persone che ti hanno preceduta.»” ricordai in un momento di lucidità temporanea e tirando su col naso. E ad un tratto tutto mi divenne più chiaro: come un puzzle incompleto, ma di cui hai tutti i pezzi.

Lui è solo.

L'avvenente spogliarellista non era libero. Era solo. Non creava legami duraturi perché in realtà temeva d'essere abbandonato, non limitato. Teneva tutti a debita distanza perché in questo modo non si concedeva l'opportunità di affezionarsi.

Eccetto me.

Forse, in un certo senso, lui mi aveva già scelta prima ancora che lo pregassi di farlo. Non dovremmo obbligare nessuno a decidere noi. Quando si ama, bisognerebbe farlo senza aspettarsi nulla in cambio, altrimenti ciò sarebbe chiamato: un accordo fra parti. Ed io avevo ancora molta strada da percorrere su quel sentiero impervio...

Alzai lo sguardo sul suo viso nonostante fosse molto più alto di me,  provando a leggervi delle certezze e compiere i miei primi veri passi sul suddetto percorso, mentre egli studiava la situazione della nostra interlocutrice, impegnata su altre sponde e con altri individui. «Dante...» richiamai il suo interesse. Tornò a guardarmi, sondando le profondità delle mie iridi blu, attendendo che parlassi. «Per me sei sempre stato di più. Più di una semplice conoscenza, un bel ragazzo, un avvenente spogliarellista ed escort esperto. Spesso, fra me e me, ti ho paragonato al sole e infine, alla luna, ma adesso... Adesso credo che tu sia entrambi. C'è un universo sconfinato di anfratti dentro di te, ed io non ho alcuna paura di esplorarli.» sussurrai piano, in modo tale che quella segreta confessione fosse solo sua: «So bene che questo, non sarebbe il momento adatto, e che per te, queste sono soltanto belle parole, di nessun significato, ma non mi importa, farò il possibile per dimostrartele; a partire da stasera stessa, qui ed ora.». Avvinghiati l'uno all'altro, tutto attorno a noi divenne sfumoso, dissolvendo i contorni dell'Inferno. Come Virgilio, accompagnavo il mio Dante.

«Non farlo. Non sai i rischi che corri...» mormorò di rimando, rabbuiato dalla mia dichiarazione.

«Hai ragione, non li conosco, ma te l'ho già spiegato una volta. Non ho paura di soffrire, se sarà per te. Prima o poi si prova dolore per qualcuno e sono contenta che quel qualcuno sia tu.» confermai, decisa. Non avevano valore il malore al petto e i pianti a dirotto se eravamo ancora insieme. Nulla contava di più di quei nostri momenti.

«Anche allora non conoscevi ciò di cui parlavi.» disse infine, con tono basso e baritonale. Strinse più forte i miei fianchi, aggrappandosi; sembrava voler trattenermi, come se potessi correre via da un momento all'altro.

Le lacrime tornarono a scorrermi lungo le guance, perché i sentimenti che provavo per lui, erano troppo forti da contenere: «Eppure siamo ancora qui. Tu, che tenti di proteggermi dai dardi che mi scagli, ed io che sanguino...» mugugnai.

Anche i suoi bulbi oculari si inumidirono: «Non voglio innamorarmi di te, Edith... Tu non puoi... non puoi incastrarmi in questo rapporto.».

Gli sorrisi, provando a smettere di piangere: «Qualcuno mi ha detto che non si decide l'amore. Adesso, l'ingenuo sei tu.».

«Quel qualcuno è un imbecille e non ti merita...» enunciò, curvandosi su di me e celando il volto nell'incavo del mio collo. Percepii il fiato caldo sulle clavicole scoperte, facendomi rabbrividire di nuove sensazioni, ma furono attimi paradisiaci, rubati ad una notte infernale.

«Piccioncini, finitela di confabulare e avviatevi al centro della sala. Io sto aspettando.» ci ammonì Cara Joels, mentre la droga assunta dagli altri, faceva il suo effetto.

» ci ammonì Cara Joels, mentre la droga assunta dagli altri, faceva il suo effetto

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.


*Angolino dell'Autrice*

Raga, scusate il capitolo corto, ma dal prossimo ritornano le zozzerie e questo piccolo pezzo di cuore doveva essere caricato da solo.

- 5

Stripper Love | Parte 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora