☾ The second shot.

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canzone per il capitolo
DIECIMILAVOCI, Rkomi featuring ARIETE

L'arma più pericolosa che sia stata inventata è l'uomo.
(Guido Ceronetti)

***

"Mani in alto e giù le pistole!" Una pattuglia di agenti entra nel locale, e dio solo sa quanto ho ringraziato in quel momento. Avevamo preso tempo, e ci eravamo riusciti. Melissa e Kody si voltano, il loro viso è mezzo coperto, la loro identità per ora è al sicuro, diciamo...
Si lanciano uno sguardo di intesa, intenti al decidere sul da farsi. Il mirino della pistola di Melissa non era più ben puntato, data la distrazione. La scena si fece quindi movimentata, volevano scappare e glielo si leggeva negli occhi.
"Abbiamo detto di gettare quelle pistole! Altrimenti saremo costretti ad aprire il fuoco."
Immobili esattamente come lo eravamo tutti, ho previsto quello che poteva succederci, ovvero Melissa e Kody che sparano due colpi prima di darsela a gambe. Mi ricordai di una manovra imparata mente guardavo mio fratello fare judo, e onestamente non mi sarei mai immaginata che mi sarebbe venuta in aiuto (beh in realtà non credevo nemmeno che mi sarebbe mai servita), proprio in un momento del genere, di totale panico. "Bisogna colpire l'interno del ginocchio" ricordo le parole dell'insegnate che disse a mio fratello, "il muscolo popliteo, in questo modo le gambe cederanno" e cadendo ci sarebbe stata la possibilità anche se minima per Finn di schivare il proiettile e salvarsi la vita. Il cervello lavora anche in stato di ansia? Incredibile.

Ecco allora che prendo coraggio e cerco con il braccio rimasto libero di colpire quel muscolo a Finn e, siccome inaspettato, cede nello stesso momento in cui Melissa spara. Da quel momento il panico.
La pistola di Kody ha la sicura, spara senza risultato. Inizia un'apertura del fuoco da parte della polizia mentre Melissa cerca di finire il suo lavoro cercando di coprire se stessa e Kody mentre se la danno a gambe.
"Stai giù!" Urlo a Finn prima di abbassarmi e sentire altri rumori assordanti di spari. Chiudo gli occhi, non ce la faccio. Possono anche non attraversare la pelle ma li senti esattamente come se lo avessero fatto, è surreale.
Sdraiata con la testa di lato, i rumori di spari sembrano di essersi acquietati, anche se non il caos in corso. Apro gli occhi e scorgo Finn per terra, si scosta e trema.
Kody e Melissa credo stiano fuggendo tramite l'uscita di emergenza, una parte della pattuglia li sta seguendo. Un dolore quasi impercettibile ma forte, divampa dal mio braccio, che solo ora noto. Una lesione, non molto grave. Vorrei toccarmi la ferita ma sto ancora premendo sull'emorragia di Ayla.
Do un occhio al locale. Le urla della gente ancora dentro, riparata dovunque fosse buono per rimanere accovacciati. Una volta aver assodato dagli agenti che la via di ingresso fosse libera e priva di complicazioni, iniziano a far evacuare gli ospiti dall'uscita principale. Mi tiro su a sedere, guardando Ayla. Mi viene quasi da piangere. Un agente  si avvicina a me. Con dei bendaggi e strofinacci puliti. Si accorge subito di Ayla tamponando la ferita come io stavo facendo poco prima. Si avvicina a lei in modo tale da poterne sentire i battiti e il respiro.
"Grazie al cielo, povera ragazza" rammenta il poliziotto.
"Può ancora farcela?" Chiedo io.
"Sì. Abbiamo chiamato i soccorsi. Grazie per aver premuto sulla ferita fino ad ora, con tutto il rischio di uscirne ferita tu stessa...Non tutti l'avrebbero fatto, ti fa onore"
Noto un dettaglio della sua divisa. "Erik Bergeron". Profondamente scossa da quelle parole dico semplicemente "Grazie, Erik. Per fortuna che siete arrivati"

Una mano mi sfiora delicatamente il braccio.
Mi volto, e onestamente non credevo che lo avrei rivisto, lui. Con i suoi capelli neri e ricci. "Sei ferita" accenna lui, guardando il braccio.
Come se non lo avessi nemmeno sentito, lo abbraccio, forte, quasi che gli bloccavo il respiro. Le lacrime si congiungono ad un pianto strozzato. "Come" -provo a parlare- "Come abbiamo fatto?"
"Non lo so" Probabilmente è la risposta che avrei dato io, se me lo avesse chiesto lui. Le lacrime mi rigano il viso, e non riesco a fare nient'altro se non rimanere lì. Eravamo salvi, e stentavamo a crederci.
Un altro agente richiama la nostra attenzione chiedendoci di uscire il più in fretta possibile dal locale. Annuiamo senza aggiungere altro.

𝘐 𝘢𝘤𝘤𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘭𝘺 𝘮𝘦𝘵 𝘺𝘰𝘶 ☾𝘍𝘪𝘯𝘯 𝘞𝘰𝘭𝘧𝘩𝘢𝘳𝘥 ☽Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora