Eseguii una composizione che non avevo mai visto né sentito.
Gli spartiti erano lì, inermi, come se mi richiamassero e pregassero affinché io dessi loro un'occhiata. La ballata era malinconica e a tratti rasentava la frustrazione: cosa aveva spinto il compositore a buttare giù tutto quel dolore?
''Il mio brano si addice al tuo stile di esecuzione'' disse quella voce, dopo che ebbi finito di suonare l'ultima nota, che aleggiava ancora nell'aria. Si annunciò così Chan, mentre se ne stava fermo in mezzo alla porta semiaperta. Dopo lo sbigottimento iniziale, mi schiarii la gola. ''Sono tuoi questi spartiti?'' e al suo annuire, dovetti stringere forte i denti. Mi sembrava di aver violato l'anima di qualcuno, o peggio, di esserci venuta in contatto. ''Non avrei dovuto, scusa-''
''in realtà speravo che tu li trovassi'' ribattè, entrando finalmente nella stanza, senza tenermi sulle spine col fiato sospeso. Non ebbi il coraggio di alzarmi dallo sgabello per scappare via. Ormai ero entrata attraverso una porta che, una volta chiusa, non si sarebbe mai più riaperta dietro di me.
''la tua ballata..'' mormorai ''era straziante, cosa è successo?'' vero, nessuno mi dava il diritto di chiederlo, o di farmi una passeggiata tra i suoi pensieri, ma la domanda era venuta fuori così spontaneamente che credetti non si sarebbe arrabbiato. D'altronde aveva lasciato gli spartiti proprio affinché li trovassi io. ''L'ho composta dopo la morte di mio padre. Avevo sedici anni e la musica era il mio pane quotidiano.. mi aiutò a superare il dolore della perdita.''
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RED [bang chan]
FanfictionHazel si ritrova bloccata, ben presto, tra due delle cose più importanti della sua vita: Chan, e la musica. Ogni scelta compiuta l'ha portata ad amare entrambi incondizionatamente, impossibilitata quindi dall'abbandonare anche solo ipoteticamente un...
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