zulema's pov.
L'indomani mattina arrivai a lavoro distrutta, tanto di malumore.
Saray mi raggiunse appoggiandosi nello stipite della porta e sospirai, infilandomi il camice come al solito.
"Ciao." la salutai serrando la mascella ma la gitana alzò gli occhi al cielo.
"Ho visto la biondina prima, aveva le lacrime agli occhi talmente era triste." disse chiudendo la porta per non farci sentire e mi toccai il viso nervosamente.
Mi sedetti nella poltrona e accesi il mio Macbook controllando i vari interventi.
"Quindi?" dissi facendo finta di niente ma sapevo benissimo che la causa ero io, non so con quale forza di autocontrollo mi sono bloccata ieri.
Stavo per farla terribilmente mia.
"Che cazzo hai fatto, Zulema?" disse Saray sedendosi nella sedia davanti alla mia scrivania e sospirai pesantemente.
"Stavo per scoparmela ieri, sul divano di casa sua ma mi sono bloccata." dissi mordendomi il labbro e il suo corpo era perfetto sotto ogni aspetto.
Al solo pensiero della sua espressione in viso eccitata mi mandava fuori di testa.
Ma lei era una mia specializzanda e ho smesso di portarmele a letto da un po'.
"Sei impazzita? Sei la solita, Zule." mi sgridò la mia migliore amica e inarcai un sopracciglio confusa, tanto seria.
"Che? Mi sono bloccata." dissi con un tono di voce pacato e serrai la mascella, terribilmente autoritaria.
Guardai la lista dei miei pazienti e alcuni dovevano essere dimessi in questi giorni, fare il capo mi piaceva tanto e la sala operatoria era il mio campo di battaglia.
"Lei ti vuole, veramente tanto. Sai che quando ti ha baciata per la prima volta è venuta da me? Era talmente in lacrime che non riusciva a parlare." mi confessò sottovoce e rimasi composta senza muovere un muscolo.
"Non mi interessa nulla, lo sai benissimo che le relazioni non fanno per me e una bionda del cazzo non deve scombussolarmi tutto quanto." dissi digitando i nomi di vari farmaci in modo tale che le infermiere non sbagliassero nella somministrazione ai pazienti.
"Zule, sai cosa? Fanculo a questi schemi del cazzo che hai, ti ha sciolto un minimo la biondina e ti odi. Sì, sono sicura che la vuoi anche tu ma se devi illuderla evita, è troppo sveglia e non se lo merita." disse Saray guardandomi dritta negli occhi e serrai la mascella sospirando appena.
Aveva ragione purtroppo ma il fatto era che non sapevo spiegarlo nemmeno io come diavolo mi faceva sentire.
Era una cosa indefinita per il momento.
"La voglio nel mio letto, una botta e via come tante altre così si toglie il dubbio e mi lascia perdere." dissi facendo spallucce e la mia migliore amica scosse la testa sentendo la mia affermazione.
Ma tanto era abituata al mio menefreghismo, letteralmente.
"Giuro che se non ti considerassi come una sorella, un bel pugno in faccia non ti mancherebbe di certo." disse alzandosi e sorrisi, ero grata ad averla nella mia vita e con lei potevo abbassare ogni tipo di maschera.
"Dov'è ora?" dissi riferendomi palesemente a Macarena e Saray sospirò, guardandomi supplicante.
"Prima era con Amelia, ora penso che stia studiando dato che il pronto soccorso è tranquillo." mi spiegò seria e mi alzai di scatto, non le diedi neanche il tempo di fermarmi che stavo già percorrendo il corridoio rigida.
Alcuni specializzandi mi videro e abbassarono la testa terrorizzati, sorrisi divertita e se c'era una cosa che mi aveva colpito della biondina era il fatto che mi sapesse tenere testa.
Non mi era mai capitato.
Mi fermai davanti al laboratorio di anatomia e vidi proprio lei ripetere ad alta voce una parte del sistema nervoso.
Guardava un punto davanti a sé e gesticolava mordendosi poi il labbro non appena sbagliava.
Quel labbro volevo morderglielo io.
Forte.
Magari mentre mi supplicava sotto di me, stremata per come la stavo facendo mia.
E al solo pensiero che ieri stava per capitare davvero, il mio cervello andava in tilt.
Odiavo sentirmi così.
Misi la testa di lato osservandola e decisi di entrare, con il mio solito passo sicuro che terrorizzava mezzo mondo.
Il controllo faceva parte di me, sempre.
"Buongiorno." ammiccai guardandola e sussultò appena nel vedermi, sicuramente stava pensando a ciò che era successo ieri a casa sua.
"Salve." sussurrò con una vocina esile e presi posto al suo fianco, ovviamente avevo chiuso la porta perché volevo tanta privacy qui dentro.
Alzai di poco la testa e feci una smorfia notando che stava studiando il programma di Amelia in tutto il suo splendore.
Macarena aveva lo sguardo fisso sul libro e i suoi capelli erano raccolti in uno chignon disordinato che la rendevano ancora più bella, più donna.
Alcune ciocche erano fuori e distrattamente ne misi una dietro al suo orecchio, cogliendola di sorpresa.
Che cazzo stavo facendo?
"Come sta?" disse imbarazzata e le sue guance erano rosse appena, il modo in cui la intimorivo era sublime.
Chissà come sarebbe stata a letto.
"Sto bene, tu?" dissi appoggiandomi nella sedia e abbassai lo sguardo notando la sua gamba muoversi appena.
Volevo terribilmente infilarmi in mezzo e farla mia sopra a questo tavolo ma scacciai via quel pensiero.
Lei era diversa e non riuscivo a capire che cosa mi interessasse di lei.
Era una fottuta ragazzina come tante altre, ma quando mi alzava la voce cercando di prendere il controllo volevo farle tante di quelle cose, assurde.
"Bene." disse corrucciando la fronte e sorrisi chiudendole il libro dato che non mi stava considerando.
Amelia Shepherd fottiti, in tutti i sensi.
Sussultò per la botta e si voltò verso di me sgridandomi quasi con lo sguardo.
Ecco cosa intendevo.
Mi faceva terribilmente incazzare.
"Voglio la tua attenzione." dissi severa e annuì abbassando la testa, ma la rialzai subito dopo serrando la mascella.
"E voglio che mi guardi, piccola." aggiunsi dandole un nuovo nomignolo e notai che sorrise appena, amavo darle questo genere di nomi per vederla imbarazzarsi a causa mia.
Quando le sue guance diventavano rosse era ancora più bella, tenera quasi.
"La sto guardando." disse piano e i suoi occhi verdi brillarono appena, le facevo tanto effetto e guardai le sue labbra.
Volevo mangiamela di baci e farla urlare.
Terribilmente tanto.
"Riguardo a ciò che è successo ieri, vorrei che non ne parlassi con nessuno perché sono cose private." dissi severa e sussultò tremando appena.
"Sì, non aprirò bocca promesso." disse in panico e mugugnai, era talmente piccola che se l'avessi abbracciata il mio corpo l'avrebbe coperta tutta quanta.
Questa cosa mi piaceva, un pochino.
"Prometti?" dissi ancora mettendo subito le cose in chiaro e annuì, accarezzai la sua guancia con il pollice e si rilassò subito.
La sua pelle era così liscia e delicata che appena la mordevo le lasciavo già il segno dei miei denti, marchiandola.
Il suo profumo era buonissimo e amavo affondare il viso sui suoi capelli lunghi per inspirarlo tutto quanto e sentirlo addosso a me, mi calmava i nervi tantissimo.
"Vieni qui." dissi mettendomi comoda e indicai le mie gambe, non sapevo nemmeno io perché diavolo stavo facendo così dopo il mio discorso di ieri ma volevo semplicemente averla vicina.
Ero proprio impazzita per una ragazzina.
Si alzò timidamente e un attimo dopo era sopra di me, pesava come una piuma e il suo corpo era esile e perfetto.
Macarena Ferreiro non aveva nessuna imperfezione, o almeno quasi.
Si abbassò subito non appena mi leccai le labbra e sapevo ormai cosa la faceva uscire fuori di testa, infatti non ci pensò due volte e si attaccò alla mia bocca.
La sua lingua voleva subito la mia e l'accontentai rilassandomi, baciavo molte donne ma i suoi baci erano diversi.
C'era un pizzico di amore in più, per non parlare del suo tocco terrorizzato su di me che mi faceva quasi tenerezza.
Ero curiosa di sapere com'era fatta la sua parte dominante, terribilmente tanto.
Pensandoci bene mi sarei sottomessa un pochino a lei per vedere fino a dove riusciva ad arrivare, con una come me.
I suoi denti afferrarono il mio labbro inferiore possessivamente e sorrisi per come non si faceva nessuno scrupolo a mostrare la sua gelosia per me.
Quando mi aveva baciata al supermercato ero rimasta sconvolta, non credevo che sarebbe arrivata a tanto.
Era forte, cazzo.
E maledettamente bella da gelosa.
Le mie mani strinsero i suoi glutei e mi ansimò praticamente in bocca facendomi uscire fuori dal seminato.
I suoi gemiti erano delicati e mi mostrava tutto il piacere che riuscivo a darle, ero curiosa di vedere la sua espressione in viso mentre arrivava all'apice.
Vederla godere grazie a me era una delle mie cose preferite al mondo.
La sentivo troppo mia.
La baciai nuovamente e le sue mani finirono sulle mie spalle, stavo perdendo il controllo e dopo mezzo secondo era sopra a questo tavolo a gambe aperte.
Mi infilai in mezzo e le strinsi la vita spingendola verso di me in modo tale che potesse stringermi al suo corpo.
Dio sa quanto volevo farla mia.
Incominciai a baciarle il collo con baci umidi e caldi e rilasciò dei sospiri strozzati ed eccitati, intanto la mia mano era sul suo seno e le pizzicai piano il capezzolo facendola gemere piano.
Abbassai di poco la sua maglia e mi inchinai mordendo le sue clavicole sporgenti facendola ansimare sotto di me, era una droga ormai sentirla e mi divertivo da morire nel vederla impazzire.
Volevo vederla venire per me ma il mio autocontrollo non voleva lasciarmi.
E sapevo che comportandomi così la stavo ancora più confondendo, e la ragazzina aveva terribilmente ragione.
Tanto ragione.
"Zulema, cazzo sì." mi sussurrò gemendo non appena aumentai i movimenti della mia lingua attorno ai suoi capezzoli e alzai di poco lo sguardo per vederla buttare la testa all'indietro e mordersi forte il labbro inferiore.
Cazzo, che visione celestiale.
Volevo sentire le sue unghie nella mia schiena nel mentre che me la scopavo ma non potevo, avevo paura da una parte perché lei era.. speciale.
Rara oserei dire.
Era così tanto sveglia rispetto agli altri che mi rendeva orgogliosa, imparava veramente in fretta e sapevo già che sarebbe diventata un chirurgo eccezionale grazie al mio insegnamento.
Gli altri erano lenti mentre lei era sempre dieci passi avanti, pronta a sorprendere tutti quanti qui dentro.
E le voci che giravano su di lei erano maledettamente positive, tantissimo.
Palpai l'altro suo seno e il suo corpo esile era ricoperto da spasmi, le stavo provocando un piacere unico e se avessi continuato sarebbe venuta.
Rallentai appena facendole prendere fiato e la sua mano era stretta attorno ai miei capelli lisci, amavo quando mi teneva bloccata perché significava che voleva sentirmi al 100%.
Forse Saray aveva ragione.
Lei mi voleva realmente e il fatto che qualcuno potesse amarmi mi faceva uscire fuori di testa.
Io avevo smesso di farlo, da tempo.
L'amore per me non esisteva più, c'era solo il contatto fisico con l'unico scopo di generare piacere, senza emozioni.
"Piccola, fai silenzio." sussurrai eccitata dato che i suoi gemiti erano sempre più frequenti e volevo farla venire tante di quelle volte che si sarebbe addormentata, magari sopra di me.
Chissà com'era da addormentata.
Un angelo, ne ero sicura.
Le morsicai il collo facendo pressione sulla sua intimità con il mio ginocchio e gemetti piano nel vederla strusciarsi contro di esso, implorandomi sottovoce.
Decisi di accontentarla e infilai una mano dentro ai suoi pantaloni penetrandola subito con due dita, cogliendola di sorpresa e sorrise estasiata perché finalmente aveva ottenuto quello che voleva, spalancò la bocca godendo sotto di me e avevo desiderato vedere una visione di lei in questo stato, con tutta me stessa.
L'afferrai per la gola scopandola con forza sopra a questo misero tavolo e le morsicai il labbro inferiore fortissimo.
Ma improvvisamente sussultai dal mio stato di tranche ritornando alla realtà.
Ero ancora appoggiata nello stipite della porta e la bionda mi fissava confusa.
"Vuole qualcosa, dottoressa Zahir?" disse fredda e serrai la mascella accorgendomi che avevo appena fatto un viaggio mentale a dir poco assurdo.
Con la bionda qui presente.
Ero veramente impazzita.
Ed eccitata da morire, stanotte dovevo vedermi per forza con qualcuna.
Cercai subito di darmi un contegno e mi mancava letteralmente il fiato, Macarena tornò a studiare sfogliando le pagine del suo libro ed era terribilmente fredda.
Aveva ragione.
I suoi occhi verdi mi avevano guardata appena e dalla sua espressione in viso avevo notato la sua delusione, ieri l'avevo palesemente rifiutata ma se l'ho fatto è stato solamente per il suo bene.
"Dopo che finisci, vai con Richard in pronto soccorso okay?" dissi seria e nemmeno mi guardò, annuendo appena.
Mi stava scivolando via tra le mani.
E questa cosa non mi piaceva.
Proprio per niente.
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Fanfic➵ ZURENA. (gxg) L'anatomia è una scienza che studia la conformazione e la struttura degli esseri viventi, secondo che abbia per oggetto l'uomo, gli animali o le piante, si divide in: - a. umana, a. comparata, a. vegetale. Zulema Zahir è il capo di...
