1 month later, january.
Zulema era sparita.
Letteralmente.
Avevo provato a chiamarla ma ogni qualvolta che cliccavo sul tasto "premi" mi bloccavo perché non volevo disturbarla, per nessuna ragione al mondo.
Si sentiva pressata.
Quindi sapevo che una persona come lei aveva bisogno di respirare.
Voleva i suoi spazi.
"Mi sembra strano non essere in pronto soccorso, non trovate?" disse Alex ridendo e sorrisi continuando a trascrivere delle cose.
Eravamo riuniti a casa mia e stavamo studiando giusto alcune cose teoriche, che avevo già fatto all'università.
"Sono le otto di sera, ma se andassimo a berci qualcosa?" disse Lexie e annuimmo.
Finalmente, ne avevo bisogno.
"Andiamo a prepararci e ci vediamo da Joe alle nove?" propose Jackson e annuimmo, riordinando i libri e appunti.
April e Lexie rimasero con me in modo tale da prepararci insieme e aprii l'armadio afferrando un vestito scollato.
"Vuoi divertirti?" disse Lexie ridendo e alzai gli occhi al cielo, facendo spallucce.
Io volevo divertirmi con Zulema.
E basta.
Anche le mie amiche si vestirono più o meno come me, risaltando appieno i loro fisici slanciati.
"Ma quindi, tu e Zulema?" disse April ad una certa e sussultai sul posto.
"Che?" dissi mettendomi il mascara e la mia amica mi lanciò un'occhiataccia severa come se sapesse già tutto.
"Dimmelo tu, siete praticamente sulla bocca di tutti e molte persone pensano che avete una relazione." disse truccandosi pure lei e mi paralizzai, davvero le persone pensavano questo?
"Siamo finite a letto insieme." sbottai di punto in bianco e le mie amiche urlarono, nemmeno mi ero accorta di averlo detto.
"Cazzo! Hai scopato con il tuo capo e ce lo dici solo ora?" disse April estasiata e alzai gli occhi al cielo finendo di truccarmi.
"Sì, circa un mese fa ma non ditelo a nessuno perché è una situazione troppo complicata che ancora devo capire, se ne vale la pena." spiegai facendo spallucce e sorrisi tramite lo specchio, sistemando i miei lunghi capelli biondi lungo le spalle.
"Va bene, ecco perché ti stuzzica." disse Lexie ridendo e la seguii a ruota.
Mi mancava.
"Non voglio che mi faccia nessun favoritismo ma vabbè, tanto non stiamo insieme quindi." dissi uscendo dal bagno perfettamente truccata e mi infilai il capotto, indossandolo.
"È brava? Dicci i dettagli." disse la rossa maliziosamente e sbuffai arrossendo, non potevo crederci.
"Zulema é impeccabile anche a letto, non solo nel lavoro quindi sì è più che brava, stravolge tutto quanto." dissi mordendomi il labbro inferiore nel ricordare determinate cose e un calore nel basso ventre mi fece tremare.
Maledizione.
Entrammo in macchina e fortunatamente le mie amiche non fecero altre domande, durante il viaggio non pensai a niente e alzai di poco il volume della radio.
Notai Alex e Jackson aspettarci fuori e mi portai una sigaretta alle labbra, uscendo in tutto il mio splendore.
Alex mi cinse le spalle con il braccio e mi diede un bacio sulla guancia trascinandomi dentro, c'erano già un bel po' di persone e andai subito al bancone.
Joe mi offrì da bere e bevvi lentamente nel mentre che gli altri andavano a sedersi in un tavolo appartato.
"Sei splendida." disse Joe sorridendomi e ricambiai, con un sorriso sulle labbra.
Ma ero spenta.
Mi mancava l'araba.
"Concordo." disse una ragazza al mio fianco e mi voltai piano, boccheggiai davanti alla sua bellezza e le sorrisi.
"Beh, grazie." dissi arrossendo e quest'ultima si avvicinò, aveva degli occhi azzurri stupendi e i suoi capelli erano lunghi, di un castano scuro.
Era veramente molto bella.
"Sei di Madrid?" mi domandò ancora accarezzandomi il braccio e un rumore di porta mi fece sussultare.
Mi voltai piano e Zulema aveva la mascella contratta, ci guardammo per vari secondi ed era diventata ancora più bella durante questo mese di assenza.
Squadrai il suo corpo perfetto e studiò la ragazza al mio fianco, Saray la tirò per un braccio capendo la situazione e si sedettero in un tavolo poco distante da noi.
"Malaga." dissi rivolgendomi alla ragazza e ordinai un'altro drink rilassandomi, ma avevo il cuore a mille.
"E sei impegnata?" disse guardandomi le labbra e leccò automaticamente le sue, posando una mano sulla mia coscia.
"No." sibilai a bassa voce e mi sorrise lasciandomi un lieve bacio sull'angolo della bocca ma mi staccai, non volevo nessuna se non la donna che in questo momento mi stava trucidando con lo sguardo.
"Non posso, anche se non sono impegnata questo non vuol dire che io non pensi già ad un'altra persona." le spiegai sospirando e bevvi dal mio bicchiere, la ragazza annuì e senza proferire parola se ne andò via.
Menomale.
"Quella persona è Zulema giusto?" mi domandò Joe e sospirai, annuendo.
"Ah cavolo amica, bella scelta." disse lui pulendo alcuni bicchieri e mi alzai dallo sgabello.
Mi toccai i capelli nervosamente e filai dritta in bagno facendo un rumore assordante con i tacchi, il bagno era deserto e mi lavai le mani aggiustandomi poi il trucco.
"Manco un mese e già hai un'altra? A quanto pare, non sei una santarellina." disse una voce a me conosciuta e Zulema era appoggiata sullo stipite della porta, con le braccia incrociate.
Per poco non svenni.
Aveva un completo elegante con tanto di giacca e i suoi capelli erano raccolti, anche il suo trucco era impeccabile.
Mi era mancata da morire.
"L'ho respinta subito e no, non ho un'altra se vuoi proprio saperlo." dissi nervosa nel riaverla davanti e sentii i suoi tacchi a spillo avvicinarsi a me.
"Quindi sei libera?" sussurrò appoggiando le mani sul lavandino al mio fianco e mi voltai verso di lei.
"Sì, libera." dissi guardando i suoi occhi meravigliosi e lei ne approfittò della vicinanza per squadrarmi attentamente.
Era come se mi stesse studiando, dato che era mancata per tanto tempo.
Non si è saputo nulla.
"Non sarai un po' troppo, scoperta?" disse alzando la mia scollatura ma le schiaffeggiai la mano facendola accigliare, con una smorfietta sul viso.
"Ti disturba? Quella ragazza ha apprezzato molto invece." dissi sfidandola e volevo vedere se mi desiderava ancora come la volevo io.
"Piccola stronzetta, calmati." sussurrò la mora abbassandosi alla mia altezza ma non appena feci per togliermi da lei, mi strinse la vita inchiodandomi nuovamente contro il lavandino.
"Non mi calmo manco per il cazzo." sussurrai avvicinandomi al suo viso e aprii di poco la bocca, sfiorando la sua.
Volevo che impazzisse come lei aveva fatto con me, sparendo senza darmi nessun tipo di spiegazione.
"Lasciami, per favore." dissi ad una certa dato che mi stava bloccando e sorrise divertita, nel vedermi così.
"Zulema, sono seria cazzo." sbottai alzando di poco la voce e la sua mano si strinse attorno al mio polso.
"Anche io." disse facendomi un sorriso meraviglioso e la spinsi leggermente.
"Sparisci, senza darmi nessuna cazzo di spiegazione e cosa pretendi? Non puoi fare sul serio." dissi serrando la mascella e mi era passata anche la voglia di stare qui sapendo che c'era lei.
"Non devo darti spiegazioni." disse facendo spallucce e mi vennero le lacrime agli occhi, per lei non contavo assolutamente nulla.
"Perfetto, buonanotte." dissi soffocando un singhiozzo e lei purtroppo se ne accorse, mi aveva ferita.
Ritornai dagli altri dicendoli che avevo avuto un imprevisto e Saray si alzò non appena vide la sua migliore amica alle mie spalle.
"Maca, che è successo?" disse la gitana afferrandomi per un polso e sospirai, una lacrima mi rigò il viso ma l'asciugai velocemente.
"Dillo a lei." mormorai uscendo e senza ripetermelo due volte raggiunsi la mia macchina e misi in moto, diedi un colpo al volante e scoppiai a piangere da tutto il nervoso accumulato.
"Fanculo." dissi accelerando e non appena guardai dallo specchietto retrovisore vidi la mercedes di Zulema alle mie spalle.
Mi aveva seguita.
Alzai gli occhi al cielo e non appena arrivai davanti a casa mia scesi velocemente dalla macchina e lei fece la stessa cosa, raggiungendomi furiosa.
"Me ne sono andata per un motivo valido! Non puoi arrabbiarti con me." disse chiudendo lo sportello con forza e mi raggiunse, risi istericamente e cercai le chiavi con le mani che mi tremavano.
"Non sono arrabbiata, Zulema! Mi sei mancata fino a stare male." sbottai guardando di lato ed entrai dentro, feci per chiuderle la porta in faccia ma mi bloccò entrando in tutto il suo splendore.
Mi tolsi il capotto e un fuoco enorme ardeva in soggiorno, mi avvicinai e mi scaldai le mani gelate.
"Bambina, parliamo." disse avvicinandosi e sospirai annuendo.
"Dove cazzo sei stata? Mi sono data le colpe in questo mese, pensavo di aver sbagliato tutto quanto con te. Dimmelo che non mi vuoi, cambio ospedale e me ne ritorno a Malaga. Ma Zulema, sii sincera con me ti prego perché io-" dissi velocemente e scoppiai a piangere, a singhiozzi.
Ero terrorizzata da morire.
"Calmati." disse toccandomi il braccio ma mi scansai, spingendola un po' forte.
"No." dissi asciugandomi il trucco colato e camminai nervosamente, l'istinto era quello di abbracciarla forte a me.
Baciarla fino a mangiarci le labbra.
"Quando sento la pressione sovrastarmi, il mio istinto è quello di scappare a gambe levate. Non volevo feriti dopo ciò che è successo quindi ho preferito lasciare Madrid e andare in un posto lontano." mi spiegò con la mascella contratta e la rabbia svanii di colpo.
Sospirai pesantemente e mi avvicinai a lei, arrivando ad un centimetro dal suo viso perfetto che sfiorai con le dita.
"Dove sei stata?" dissi accarezzandole con il pollice lo zigomo e chiuse gli occhi, accoccolandosi nel palmo della mia mano.
Sorrisi perché non l'aveva mai fatto.
"Marocco." sussurrò guardandomi dritta negli occhi e annuii, accarezzai le sue braccia molto piano e si avvicinò abbassandosi alla mia altezza.
"Non essere arrabbiata." sussurrò lasciandomi un lieve bacio sulle labbra e circondai timidamente il suo collo con le mie braccia.
Avevo paura nonostante tutto.
"Mi sei mancata, volevo chiamarti ma non ho avuto il coraggio. Volevo lasciarti tutto lo spazio del mondo perché so che per te, è stato difficile lasciarti andare." dissi mordendomi il labbro inferiore e la mora sospirò, baciandomi dolcemente.
Le nostre labbra si muovevano piano ma quando le nostre lingue si intrecciarono il bacio si fece più passionale e le mie mani avevano già tolto la sua giacca.
Zulema non disse niente e strinse i miei glutei testando poi tutto il mio corpo.
Avevo voglia di lei, tantissimo.
"Io ti voglio, bambina." sussurrò trascinandomi in camera e la strinsi a me con le lacrime agli occhi.
"Anche io, troppo." mormorai mordendole il labbro e alzò il mio vestito.
Mi prese in braccio come niente e legai le cosce attorno alla sua vita stretta, continuai a baciarla e marchiò il mio seno dedicandosi poi al collo.
"Non dovevamo parlare?" dissi ansimando e i suoi denti afferrarono un lembo di pelle dal mio collo.
Arrivò in camera mia e mi spinse sopra al letto, facendomi sussultare per l'impatto.
Zulema si infilò tra le mie gambe e le strinsi i capelli eccitata da morire.
"Parliamo, sono pronta dai." disse contro al mio collo e strinse il mio seno destro per poi palparlo piano.
Inarcai la schiena e strinsi i suoi glutei avvicinandola ancora di più al mio corpo.
Ero rilassata da morire.
Volevo sentirla dentro di me ma questa volta anche io volevo farla stare bene.
Sperando che si fosse sbloccata.
Un minimo.
Mi fece girare di spalle di scatto e spalancai la bocca incredula, abbassò la zip del mio vestito e si tolse le scarpe gemendo dal dolore, per i tacchi.
"Ah." la sentii dire non appena vide che ero senza reggiseno e sogghignai.
Misi la testa di lato volendo un bacio ma Zulema mi fece voltare nuovamente, togliendomi il vestito e lanciandolo via.
"Quindi ti sono mancata?" sussurrò facendomi sdraiare nuovamente e la guardai dal basso con solo gli slip addosso, le sue mani incominciarono a sbottonare la sua camicia e tremai.
Volevo spogliarla io ma ero così in estasi nel guardarla davanti a me che ancora non realizzavo che era qui al 100%.
"Sì." dissi sganciandole la cintura che portava e si tolse la camicia, il suo seno era risaltato da un intimo mozzafiato e stavo per scoppiare a piangere.
Era perfetta.
"Dio, Zulema." sussurrai mordendomi il labbro e strinsi il suo fianco piano per farla inchinare, volevo baciarla.
Mi accontentò subito e intrecciò la lingua con la mia nel mentre che abbassavo piano i suoi pantaloni.
Non mi aveva ancora bloccata quindi continuai lasciandole dei piccoli baci sulle labbra per farla rilassare.
Baciò piano il mio collo e si dedicò ai miei capezzoli che morsicò facendomi scappare un urlo incontrollato.
"Stronza." piagnucolai dal dolore e per lenire il dolore ci sfregò il palmo della mano facendomi gemere ripetutamente.
Mi era mancata troppo.
"Parliamo." disse estasiata contro al mio collo e abbassò piano i miei slip ma volevo vederla nuda anche io.
Un'altra volta.
Prima di tutto, tolsi i suoi pantaloni facendoli scivolare lungo le sue gambe snelle e caddero a terra come niente.
Sgranò appena gli occhi nel realizzare che era in intimo davanti a me e le accarezzai piano il viso, attirandola a me per baciarla amorevolmente.
"Rilassati, va tutto bene." sussurrai contro la sua bocca e le mie mani stavano vagando in tutta la sua schiena.
Sganciai il suo reggiseno e glielo tolsi accarezzandole le braccia.
"Sei bellissima." sussurrai piano e l'attirai a me facendo combaciare i nostri seni, era una sensazione meravigliosa.
Sembrava che ci fossimo tolte piano piano un velo dal viso, permettendoci di gustarci il momento al 100%.
Le sue labbra finirono sul mio collo e mi marchiò come niente, le nostre intimità erano solamente separate dall'intimo e volevo già sentirla dentro di me.
"Perché sei andata in Marocco?" le domandai ad una certa ed ero curiosa di sapere perché aveva scelto di andare lì.
"Vuoi parlarne adesso? Stiamo scopando bionda." mi sussurrò estasiata e si sciolse i capelli facendoli ricadere sulle sue spalle nude.
Cazzo, ancora non realizzavo.
Allargai le gambe e le tolsi gli slip di dosso, era la seconda volta che lo facevo ma questa volta sembrava più tranquilla.
Chissà che diavolo era successo.
Feci per ribaltare le posizioni ma la mora scosse la testa, inchiodandomi nel materasso con una forza incredibile.
"Dimentichi, che sei vuoi venire a letto con me quella che decide sono solo ed esclusivamente io. Mettiamo alcune cose in chiaro." sussurrò dall'alto e sgranai gli occhi estasiata nel sentirla parlare così.
Intanto mi tolse gli slip e le sue dita presero a massaggiare il mio clitoride, allargando le mie gambe con la coscia.
"E cosa ci guadagno io?" sussurrai mordendomi il labbro e mi feci scappare un gemito, Zulema Zahir era nuda sopra di me e mi stava facendo sua.
"Me." sussurrò aumentando le spinte e inarcai la schiena portando la testa all'indietro, provando tanto piacere.
Non avevo mai fatto cose del genere.
"Zulema." la richiamai spingendo la sua mano e la stavo implorando ad entrare.
"Che?" disse divertita e strinsi il lenzuolo, chiusi gli occhi e piagnucolai spingendo il bacino verso il suo.
"Entra, fammi tua." dissi affondando le unghie sul suo braccio e la guardai in estasi, ci sapeva veramente fare.
"Oh piccola, tu sei già mia." sussurrò ad un centimetro dalle mie labbra ed entrò direttamente con tre dita.
Come aveva fatto a casa sua.
"Vedo che sei stata brava." sussurrò contro al mio collo riferendosi al fatto che non ero stata con nessuna, capiva sempre tutto ed era tanto delicata.
"Lo sai che voglio te." sussurrai guardando il soffitto e la mora incominciò a muoversi molto piano, strinsi i denti non essendo abituata e ansimai forte.
"Guardami." sussurrò la mora severa e aumentò di poco il ritmo, la guardai dritta negli occhi e mi baciò sulla fronte.
"Quanto mi desideri?" mi domandò contro la mia bocca nel mentre che le gemevo sulle labbra e sussultai.
"Troppo, ti voglio mia." mormorai decisa e la vidi sorridere per il mio tono di voce, molto più maturo.
Zulema si abbassò leccando i miei capezzoli passandoci la lingua attorno senza smettere di muoversi e urlai.
Graffiai tutta la sua schiena perfetta e il mio corpo era in preda a degli spasmi assurdi, a causa di tutto il piacere.
"Urla il mio nome, hai il diritto di farlo." mi sussurrò mordendo le mie labbra che erano spalancate e dopo aver sentito quella frase, venni urlando il suo nome.
Lacerai la sua schiena con tutti i muscoli indolenziti ed ero così piccola rispetto a lei che magari tutto questo la considerava una stronzata.
Ma io non ero abituata.
Per niente.
Zulema era fuoco puro.
Inarrestabile.
"Quanto sei bella, mentre vieni." sussurrò contro al mio collo e arrossii di colpo stringendola a me.
Mi lasciò dei teneri baci su tutto il viso e le accarezzai i capelli, riprendendo fiato.
La guardai dritta negli occhi ed era così bella, mi sentivo così maledettamente sua al 100%.
Le lucine che avevo in camera illuminavano gran parte del suo viso e la baciai mettendola piano sotto di me.
Già vedevo il suo broncio in viso e glielo baciai tutto quanto, ma stava bene.
A meno che non stesse fingendo.
"Fammi vedere cosa sai fare." sussurrò guardandomi dal basso e sussultai, ero a cavalcioni sopra al suo addome piatto e mi portai i capelli all'indietro estasiata.
Zulema Zahir era nuda, sotto di me.
E mi stava guardando con quei suoi occhioni neri che amavo da morire.
"L'hai già visto." sussurrai inchinandomi per rubarle un bacio e si distese meglio sul letto aprendomi le gambe.
Cazzo.
"Lo so, puoi fare molto di più." disse seria e sapevo che si stava riferendo ad altro, letteralmente.
Le mie mani toccarono le sue cosce e salirono lungo i suoi fianchi, la sua pelle si ricoprì di brividi e strinsi entrambi i suoi seni facendola ansimare di poco.
Palpai piano e già sentivo i suoi muscoli rilassarsi, chiuse gli occhi e le morsicai il labbro tirandolo leggermente.
Non volevo dire niente, farle nessun tipo di domanda perché se eravamo in questa situazione significava che lei aveva deciso di lasciarsi andare un'altra volta.
Si fidava di me.
E dovevo dimostrarle tutto.
Baciai il suo collo magro marchiandolo di poco e mi strinse stringendomi la vita con le sue cosce.
Rilasciò dei respiri strozzati e scesi più in basso dedicandomi al suo seno, non volevo farle assolutamente male ed ero il più delicata possibile.
Avevo paura di lei, tantissimo.
Scesi ancora più in basso e la sua schiena si inarcò talmente tanto che le sue costole erano evidentissime.
Che visione paradisiaca.
"Mmm." mugugnò afferrandomi per i capelli non appena passai al suo interno coscia e mi accorsi che stavo correndo troppo.
Mi distesi interamente sul suo corpo e percepimmo una scossa assurda, la nostra pelle era rovente da morire.
Volevo appagarla, da morire.
Entrai in lei con due dita e sussultò di scatto per la forza che avevo applicato.
"Ricordati che sono più vecchia di te." mi sussurrò ansimando e scossi la testa baciandola dolcemente sulle labbra.
Afferrai il suo viso con l'altra mano e mi mossi un pochino forte, mi presi i suoi gemiti con la bocca e la bloccai dato che volevo sentirla contro le mie labbra.
Finalmente si era lasciata andare.
Le leccai il labbro inferiore facendola sorridere ed era in estasi sotto di me, le sue unghie mi stavano lacerando le pelle della schiena e gemetti piano.
"Piccola, dio-" sussurrò buttando la testa all'indietro e la guardai contorcersi dal piacere, era bellissimo vederla così.
Ma nella sua presa comunque, mi faceva capire che non aveva perso del tutto la sua autorità e forza nel possedermi.
Era lei la più forte.
"Zulema." la richiamai gemendo e la obbligai a guardarmi, mi lacerò in due con il suo sguardo penetrante e sorrisi.
Le rubai un bacio e si fece scappare un urlo per come mi stavo muovendo dentro di lei, in modo forte e preciso.
Le sue gambe erano inchiodate sulla mia vita stretta e le intrecciò per tenermi stretta contro al suo corpo esile e forte.
E dopo un paio di spinte venne.
Ma senza urlare il mio nome.
Era ancora presto affinché lo facesse ma andava bene così per me.
Era qui, sul mio letto.
Bella da togliermi il fiato.
Crollai al suo fianco dopo vari secondi e avevo uno stupido sorriso sulle labbra, non realizzavo che era successo.
Di nuovo.
Zulema aveva il fiatone e misi la testa di lato coprendomi con il piumone, aveva gli occhi chiusi e il suo eye-liner era impeccabile come sempre.
Non sapevo cosa avevamo appena iniziato, ma non volevo smettere.
Per nessuna ragione al mondo.
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Fanfiction➵ ZURENA. (gxg) L'anatomia è una scienza che studia la conformazione e la struttura degli esseri viventi, secondo che abbia per oggetto l'uomo, gli animali o le piante, si divide in: - a. umana, a. comparata, a. vegetale. Zulema Zahir è il capo di...
