51.

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Spengo il cellulare e resto ancora un po' lì fuori, rannicchiata nella mia felpa oversize che mi tiene calda. La porta si apre dall'interno e mi giro per vedere chi sta per uscire.

<<Ehi...possiamo parlare?>>.

Speravo potesse essere Alex, ma in realtà è Simone. Annuisco sorridendogli leggermente, poi gli faccio posto e si siede accanto a me.

<<Dimmi tutto>>. <<Ti ho vista prima sulle gradinate, eri piuttosto giù e credo di conoscere il perché, ho visto tutta la scena>> vorrei fingere di non sapere di cosa sta parlando, ma in realtà lo so fin troppo bene. <<Già...non sa neanche se sto bene o meno>>. <<Ho sentito che lo chiedeva a Luigi e Christian>>. <<Si, ma io voglio che lo chieda a me, non agli altri. Dimmi cosa gli ho fatto? Sono quasi 2 giorni che mi evita, eppure conosce il problema. Dimmi che cosa ho fatto io di sbagliato?>>. <<Tu proprio nulla, anzi al contrario, sei stata veramente matura a non fargli una scenata davanti a tutti>>. <<Non sono il tipo>>. <<Lo immaginavo...comunque non mangi da stamattina a colazione, devi mettere qualcosa nello stomaco su>> si alza e mi porge la mano per fare lo stesso, proprio come la sera della festa.

Mi stringe a sé con un braccio attorno alle spalle ed io poggio la testa sulla sua spalla. Entrati in cucina noto Dario, Albe, serena e Mattia. Mi siedo a tavola e simo mi porge il piatto che evidentemente mi avevano già preparato in precedenza.

<<Devi prendere qualche cosa? Tachipirina, pillole, non so>> mi domanda premuroso. <<No grazie simo, solo se necessario, ma ora non lo è>>.

Inizio a mangiare e dopo un po' viene a chiacchierare con me Carola. Dopo una mezz'oretta sono di nuovo nel mio amato letto ad analizzare un po' i nuovi pezzi, ma la cosa onestamente non mi va molto, Non a caso subito poso i fogli e riprendo il mio quaderno.

Ricordami di stare sempre bene anche senza te

Ricordati di stare sempre bene anche senza me

Non appena bussano alla porta chiudo il quaderno e dico di entrare. È sissi, ancora.

<<Ciao bella, posso?>>. <<Certo, entra pure>>. <<Dovrei parlarti in realtà>> mi dice avvicinandosi. Fa per sedersi accanto a me, quasi appiccicate l'una all'altra. <<Non ti conviene starmi molto vicina eh, ho pur sempre l'influenza. Non vorrei ti mischiassi>>. Lei annuisce e si fa leggermente più indietro. <<Allora, ho sentito le ragazze parlare del fatto che sono giorni un po' così con Alex e mi rendo conto che forse la colpa è anche un po' mia. Gli sto troppo incollata probabilmente, ma con lui riesco a parlare liberamente e vedendo che non riuscivo a legare con nessun altro mi ci sono affezionata. E comunque sono fidanzata, quindi non potrebbe succedere mai nulla>> inizia a parlare a raffica e quasi perdo il filo del discorso. <<Ferma ferma ferma, andiamo con calma. Io non ho nessun problema con te Silvia>> la rassicuro, ed infondo pensandoci è vero. <<Sul serio?>>. <<Ma certo, non mi hai fatto nessun torto. E poi non pensavo che vi metteste assieme onestamente, il mio problema era ed è un altro e ne discuterò col diretto interessato solo quando lui quantomeno mi verrà a chiedere come sto, perché è da ieri pomeriggio che non mi parla>>. <<Capito. Io pensavo onestamente di starti antipatica perché stavo spesso con Alex, ma a quanto pare il problema non sono io>>. <<No no, stai tranquilla. Mi hai fatto anche una cioccolata favolosa poi, non potrei avercela con te>>. <<Quindi amiche no?>>. <<Ma certo>>. <<Ti abbraccerei, ma mi hai detto di evitare>> rido. <<Ma per te eh, se poi vuoi l'influenza. <<Oddio no, ci manca solo quella. Comunque mi fa piacere che abbiamo chiarito questa cosa, almeno ora non continuerò a farmi paranoie sul fatto che mi odi>>. <<Sta serena, davvero>>.

Dopo qualche chiacchiera lascia la stanza ed io sprofondo con la testa nel cuscino. Vorrei tanto urlare.

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