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Recuperata la felpa mi avvicino alla scalinata con i banchi, saluto cordialmente i famosi e raggiungendo il mio posto Alex mi sfiora leggermente la mano come per congratularsi ed io gli sorrido di rimando. Mi siedo in ultima fila nell'ala destra al banco più vicino alle scale,quello dove lo scorso anno era seduta Arianna Gianfelici...speriamo almeno che a me porti più fortuna che a lei. Indosso l'archetto e nel mentre sento qualche occhio familiare addosso, ma non alzo lo sguardo: da un lato per imbarazzo e dall'altro perché sto cercando di capire come indossare questo diavolo di microfono.

Mentre nuovi candidati al banco si esibiscono mi perdo un po' nei miei stessi pensieri: è impressionante vivere tutto qui dal vivo, percepire tutto ciò che da casa sembrava scontato e banale, come stare anche solo immobili davanti a tutte queste persone, molte poi di un certo calibro. Dopo qualche minuto e qualche altro banco assegnato sento il mio nome e subito ritorno in me.

<<Alice, come va lissù?>> mi chiede Maria guardandomi e sembrando davvero interessata alla risposta che sto per darle. <<Fa un po' strano adesso, però è davvero piacevole. Ancora un po' d'ansia, credo che tra poco usciranno quelli delle Iene a dirmi che è tutto uno scherzo>> spiego un po' imbarazzata essendoal centro dell'attenzione, ma spero di farci l'abitudine il prima possibile. <<Ma quanto sei scema! Conoscevi già qualcuno dei ragazzi?>>. <<Si, conosco un ragazzo che ancora non si è esibito, Nunzio qui alla mia sinistra ed Alex>> spiego già un po' più calma di pochi secondi fa.

La registrazione va avanti ancora per qualche oretta mentre io mi godo lo spettacolo dal mio bel banchetto e nella mia bella felpa. Probabilmente me la cucirò addosso e non me la toglierò mai più.

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<<Questo posto è pazzesco, mamma mia!>> dico camminando per il salotto della casetta trascinando con me un trolley ed un borsone. <<Madonna, che figata!>> continua Tommaso, poco più avanti a me, che ormai non è più in sé. È uno dei cantanti che ho conosciuto nel tratto di strada dagli studi a qui.

I primi ad essere entrati in casetta siamo io, Christian, Tommaso, Carola, Flaza ed Alex. Subito noi ragazze ci mettiamo alla ricerca della camera più bella, e trovata quella che ci garba di più scegliamo la divisione dei letti.

<<Io vicino alla finestra!>> subito Carola corre e si lancia su quello che sarà il suo letto per (speriamo) il più tempo possibile.
<<Io qui centrale, ergo: Flaza vicino al muro>> termino posando il borsone sul letto. <<Si, vedo che avevamo tutte le idee abbastanza chiare. Comunque io sono Flaza, non mi sono ancora presentata>> prende voce in capitolo avvicinandosi poi a me e Carola. Ci stringiamo le mani e dopo qualche minuto sentiamo la voce di Maria.

<<Ragazzi, allora? Come va? Vi piace la casetta?>> la conduttrice parla mentre noi tre raggiungiamo i tre ragazzi in salotto.
<<Io non credo di aver ancora realizzato onestamente>> risponde per primo Tommy. <<Io me ne renderò conto solo domattina probabilmente, ora è tutto alquanto surreale>> rispondo poi Carola. <<Se volete potete prendere i telefonini e chiamare i vostri parenti o amici. Poi svuotate le valigie e se vi va attaccate qualche foto sulle pareti dei letti, fate ció che volete, sarà casa vostra per un po'>>. <<Speriamo per un bel po'!>> termina la conversazione Christian.

Subito recupero il cellulare e videochiamo i miei genitori separatamente. Hanno divorziato quando avevo 15 anni e, per quanto la cosa al tempo mi abbia fatto male, mi sono col tempo resa conto che era la cosa giusta da fare per il bene di tutti e 3.

<<Pronto? Mamma?>> dico quando il bip fastidioso smette di suonare e finalmente l'immagine di mia madre seduta beatamente sul divano di casa compare sullo schermo. <<Amore, allora? Ce l'hai fatta? Com'è andata? Che t'hanno detto?>>. Inquadro subito la felpa azzurrina della scuola e lei scatta in piedi. <<Ce l'ho fatta mamma! Sono dentro! Sono ad amici! Nel gruppo di rudy zerbi per giunta>>. <<Sono così fiera di te, tu sei felice?>>. <<Pure troppo ma', pure troppo>>. <<È quello che hai sempre sognato no? Ora che ci sei dentro mettici tutta te stessa, poi comunque vada io sarò sempre orgogliosa dei tuoi risultati>>. <<Ti voglio bene mamma...e oh, non piangere però ja che poi lo faccio pure io e devo restare positiva!>>. <<Hai ragione, hai ragione. Guardiamo l'altro lato positivo: almeno camera tua adesso sarà ordinata per un periodo indefinito, ma è già assai>>. <<Quanto sei scema. Ora vado, chiamo babbo e il mio gruppo e poi torno dentro a disfare la valigia>>. <<Vai tesoro, ti voglio bene>>. <<Anche io, lo sai bene. Un bacione>>.

Attacco e dopo aver fatto qualche altra chiamata rientro in casetta per mettere i vestiti nell'armadio ed incollare qualche foto alla parete, tutte cose che (a quando vedo) le mie compagne di stanza hanno già fatto.

<<Già chiamato chi dovevi chiamare?>> mi giro verso la porta pur riconoscendo bene la voce di chi ha parlato. <<Alex, ehi. Si, già chiamato tutti, te invece?>> rispondo mentre incollo dello scotch dul retro di vecchie foto o polaroid per poi incollarle al muro.

<<Si si, già fatto anche io>>. <<Siediti se vuoi eh, tranquillo>> gli faccio spazio sul letto e fa come gli dico. <<Volevo farti i complimenti durante la pubblicità, ma non ne ho avuto modo. Sei stato davvero magico, cantavo praticamente tutta la canzone appresso a te nella mia testa>> sorrido ripensando a come nel mentre me la stessi facendo sotto dietro le quinte. <<Grazie mille, davvero. Anche tu sei andata benissimo, sono davvero contento che alla fine siamo riusciti ad entrare entrambi, ce lo meritiamo>>. <<Spero solo non finisca tutto subito, già qualcuno di noi settimana prossima finirà in sfida, non voglio fare questa fine, o almeno non ancora>> dico ripensando a Giacomo, un ragazzo al quale zerbi ha dato una busta rossa, la quale ha lo scopo di mandare qualcuno di noi in sfida per cercare di far entrare il cantante. In questo caso la cosa non mi tocca molto, perché essendo nel gruppo di Zerbi non sarò io ad andare in sfida, ma è normale che pensando al futuro un po' di preoccupazioni vengono.
<<Quello che posso consigliarti Ali è di vivere al momento qui, non pensare a cosa potrà succedere tra un tot di minuti, ore, giorni o settimane. Ora sii felice di essere entrata, se poi ci saranno sfide o altri tipi di complicazioni ce ne occuperemo in seguito. Mai fasciarsi la testa prima di rompersela, non credi?>>.

Attacco l'ultima foto e mi stendo accanto a lui nella sua stessa posizione, ovvero guardando il soffitto.

<<Hai ragione, ma io sono un'eterna pessimista, ansiosa ed insicura, mi è abbastanza difficile vivere secondo per secondo>>. <<Beh allora significa che te lo insegnerò io. Sono queste le esperienze che ti formano ed hai bisogno di vivere e godertele a pieno>> ci guardiamo e ci sorridiamo, ritornano dopo qualche secondo a fissare il soffitto. Ha fatto una gran bella riflessione.

<<Tu non hai fame Ale?>>.

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