Capitolo 41: Kattegat

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MEGAN'S POV.

"Moriremo?" Mi domandò Katherine preoccupata. Il mare era agitato e le onde in tempesta rendevano difficili il passaggio delle navi. La nostra nave barcollava e le onde inondavano tutto.

"No, Katherine, non permetterei mai che tu muoia a causa mia." Sussurrai abbracciandola.
Si affidò a me e alle mie parole.

Stavo morendo di freddo. I miei vestiti e capelli erano tutti bagnati e non trovavo un briciolo di calore in quella gelida disperazione.
Björn mi si avvicinò cauto e mi poggiò un mantello asciutto alle spalle circondandomi con un braccio.

" Non puoi e non devi ammalarti. Per nessun motivo al mondo!" mi intimò provando a farmi ragionare. L'acqua mi stava stordendo ed io avevo bisogno di respirare sulla terra ferma nonostante fosse impossibile.

"Ho una brutta sensazione, Björn..." gli rivelai notando il mio malessere generale.

Non mi sentivo bene, nonostante mi sforzassi con tutte le mie forze di mantenere la calma.

"Megan, basta! Andrà tutto bene. Non accadrà nulla. Resta al centro della nave. E' il posto più sicuro..."

Tirai Katherine per un braccio e la convinsi a seguirmi presso il posto più sicuro. Katherine però si fece di lato, e con un cenno del capo invitò Björn a prendere il suo posto.

Björn era preoccupato per me. Si sforzava di sembrare forte e tranquillo ma continuava a tenermi tra le braccia e posarmi baci sui capelli. I miei denti battevano impazziti dal freddo...

"Shh... Megan" continuò a sussurrarmi posandomi un bacio sulle labbra. Le labbra sue erano calde, in contrasto con le mie che stavano morendo pian piano.

"Non saremmo mai dovuti venire... in Inghilterra..." balbettai.

Björn sospirò in silenzio, convinto che avessi effettivamente ragione.

"Appena arriveremo a Kattegat dimenticherai tutto. Mancano pochi giorni." sussurrò accarezzandomi i capelli.

Mi strinsi a Björn, volevo trovare riparo tra le sue braccia, anche solo per un giorno. Avvertii il suo cuore battere velocemente non appena avvicinai la testa al suo petto. Era sicuramente ansioso per quella scomoda situazione e preoccupato. Björn mi strinse più forte.

C'era troppa confusione. Le donne e gli uomini urlavano impazziti.

Un'ondata ricoprì nuovamente tutta l'imbarcazione. Fui trascinata dalle onde incapace di respirare.

"Megan!" urlò Björn cercando la mia mano. Quando trovò il mio braccio mi trascinò così forte da superare la potenza delle onde.

I pianti dei bambini mi spezzarono il cuore.

"Dov'è Katherine, Björn?" gli domandai incurante delle mie condizione pietose.

"Sono qui, Megan." urlò avvicinandosi.

Ringraziai il cielo di averla salvata ancora. L'abbracciai forte. Mi pentivo sempre di averla portata con me, in quell'incubo.

"Perdonami, Katherine. Perdonami..." la implorai prendendole le mani. Le mie lacrime si confondevano alle acque dell'oceano.

"No, Megan. L'importante adesso è che tu e il bambino stiate bene." sussurrò accarezzandomi il viso.

Avevo bevuto tanta acqua, il ritmo dei miei respiri era diventato irregolare.

Accennai un sì con il capo mentre Björn provava a non staccarmi gli occhi di dosso.

Il dolore nei suoi occhi era indescrivibile. Aveva me e il suo popolo e i suoi figli sulla coscienza, provando ad evitare ciò che non era in suo potere. Come fermare una tempesta?!

"Ti amo, Megan..." sussurrò sottovoce.

Non terminò neanche la frase che altre onde mi trascinarono via, e dal dolore che provai al capo capii che non sarebbe andato tutto bene.


IVAR'S POV.

"Björn sta avanzando. E' questione di giorni ormai." annunciò Hvitserk con poco entusiasmo. Eravamo sempre più distanti ed anche il mio matrimonio con Freydis non stava andando nel migliore dei modi. Avevamo appena perso nostro figlio, figlio che probabilmente non era mio. Odiavo la sua voce che provava a raggirarmi, odiavo lei. Ogni giorno mi pentivo di quella mia scelta azzardata che non mi aveva dato i risultati sperati. Avevo rinunciato a Megan per il mio popolo... ed il mio popolo non mi amava.

"Lo so, Hvitserk." sussurrai passandomi una mano sul capo.

Björn aveva trovato il momento perfetto. Ero debole. Il mio popolo contro, mio fratello Hvitserk contro e mia moglie contro. Avrei perso tutto.

"Megan non ha sposato Alfred e sta tornando. Non capisco il perché..." si domandò ingenuamente, del tutto inconsapevole di ciò che stava combinando.

"Certo che non puoi capire. La tua dolce amica sta per diventare anche tua cognata. Lei e Björn hanno una relazione clandestina già da diverso tempo. Non capisco come abbia fatto a dirmi che mi amava per poi stare con lui. Non ci credo ancora Hvitserk."

"Ivar... è passato così tanto tempo..." (è passato più di un anno. Non posso specificarlo perché ovviamente a quel tempo non esistevano mezzi di misura del tempo come i nostri.)

"Bene, allora se ne stesse con Alfred, non con nostro fratello! Ha superato ogni limite." Sussurrai poggiandomi al tavolo pieno di pedine. Non ero mai stato così ansioso per una battaglia.

"Se ha scelto Björn vuol dire che nostro fratello ha saputo capirla di più. Björn è amato da tutti per un motivo. Lei non avrebbe mai scelto lui se tu l'avessi trattenuta. Cosa ti resta di Freydis? Un tradimento?" Azzardò Hvitserk accecando la mia rabbia.
"Ti uccido, Hvitserk. E non la smetterò finché anche tutte le persone che ami saranno morte." Urlai a denti stretti puntandogli il coltello.
Lo sguardo serio e per niente timoroso di Hvitserk mi spaventò. Non provava più emozioni da diverso tempo, era spento.
"Bene. Allora ti converrà uccidere anche Megan. Mi sono pentito di non essere partito con lei quel giorno."
E se ne andò, lasciandomi con i miei dubbi e le mie paure su quella guerra.
Restai un po' alla finestra e poi abbandonai le stanze. Mi recai al lago.

In quel posto avevo speso tutti quei ricordi belli che adesso erano in fumo. Floki abitava lì, e mi aveva abbandonato. Mio padre si recava sempre lì , e gli inglesi me lo avevano portato via. E Megan adorava quel posto, non le avrei mai perdonato di combattere contro di me, al fianco di mio fratello. E di aver intrapreso una relazione con lui.
Meritava di essere felice, ma avrebbe potuto trovare chiunque che non fosse Björn.

Non avrei avuto pietà in questa guerra, c'era molto più in ballo di un semplice regno. Björn non poteva rubare tutto ciò che era mio, non glielo avrei permesso.

Love and FearLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora