Tonio si svegliò madido di sudore, neanche fosse reduce da una notte afosa di piena estate.
Il cuore ancora al galoppo, guardò verso la finestra alla sua destra.
L'intensità della luce che filtrava tra le stecche della tapparella informava che erano le prime ore del mattino di un'altra radiosa giornata di inizio autunno.
Acquisita questa notizia, Tonio si rigirò verso Anna per sincerarsi che fosse ancora viva e per scoprire se lui avesse urlato per davvero e non solo nel terribile incubo da cui era appena emerso.
Distesa sul fianco destro, la coperta che le arrivava alla vita, le mani giunte sotto il cuscino, sua moglie dormiva saporitamente, un espressione placida, quasi beata dipinta sul suo bel volto.
Settant'anni e non dimostrarli.
Nemmeno lontanamente.
Il biondo dei suoi capelli non era più naturale. Li portava anche più corti di qualche anno prima. Aveva qualche ruga ai lati degli occhi e sulla fronte. Ma aveva ancora un fisico tonico e scattante, una mente più che sveglia e una memoria di ferro, tanto che poteva tranquillamente passare per una splendida quarantenne.
Oddio, forse qualcosa in più.
Tonio si chiese se non fossero gli occhi dell'amore a fargliela apparire molto più giovane di quanto non sostenesse la sua carta d'identità.
Poi decise che no, i sentimenti che provava per lei non influivano affatto sul suo giudizio.
Erano in tanti coloro i quali strabuzzavano gli occhi quando lei confessava la propria età.
Non come lui, che a settantatré anni ne dimostrava almeno cinque di più e se ne sentiva addosso un'altra dozzina.
Come minimo.
Rughe di qua e rughe di là. Dolori in su e dolori in giù. Della prostata e delle parti basse, meglio non parlarne. Pelle flaccida. Muscoli, altrettanto. Capelli che crescevano solo ai lati del cranio e sulla nuca. Necessità di appuntarsi tutto allorquando usciva per compare qualcosa in più di un litro di latte. E tanti, tanti altri sintomi di senescenza galoppante.
Scherzando (ma non più di tanto), lui sosteneva che erano invecchiati in maniera così diversa per via del lavoro che avevano svolto prima di approdare al meritato ritiro dalle scene.
Lei, romana, per seguirlo sul Gargano dopo che lui aveva ottenuto il trasferimento dalla capitale, aveva rinunciato a un impiego presso il ministero dell'Interno e aveva sfruttato la sua laurea in giurisprudenza per mettersi in proprio. Così, per gran parte della sua vita lavorativa, era stata contitolare di uno studio legale specializzato in diritto militare. Lui, invece, pugliese, era sempre stato un professore di lettere alle scuole superiori.
Per quanto potessero essere irritanti e indisponenti, avvocati, giudici e clienti non potevano reggere il confronto con adolescenti resi pazzi dagli ormoni e da stupefacenti vari, schifezze da fumare o da ingoiare, ma anche da sniffare e addirittura da iniettarsi.
A suo avviso, era questa la ragione per la quale c'era il rischio che qualcuno li scambiasse per padre e figlia, anziché per marito e moglie.
Tonio sospirò come in seguito a uno scampato pericolo e si mise a fissare il soffitto della stanza dopo aver intrecciato le mani dietro la nuca.
Come sempre faceva dopo la terribile e ricorrente esperienza onirica, si chiese per quale ragione da qualche mese a quella parte continuasse a sognare la morte di Anna.
Come sempre, non seppe darsi una risposta che andava oltre la considerazione che a settant'anni suonati sia lui sia sua moglie erano abbastanza vicini alla loro destinazione finale e che quindi era naturale rimuginare sulla questione sempre più spesso, finendo poi col fare quegli incubi.
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Tutto ciò che si nasconde
Mystery / ThrillerOttobre. Dopo il solito incubo, Antonio Fiorentino, detto Tonio, professore di lettere in pensione, si sveglia madido di sudore nel letto della sua villetta ubicata a una manciata di metri dalla baia di cui lui e sua moglie Anna si sono innamorati l...
