Babysitter

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[5.3]

Erano avvolti dalle coperte, ancora assonnati dopo un mattino ricco di mille  spassionate avventure, Charlotte come una cozza allo scoglio era incollata a Markus, poi si aprì gli occhi lentamente, con la speranza che la luce del sole non la accecasse, sbadigliò staccandosi dal ragazzo e allargando un braccio cercando di stiracchiarsi, si mise seduta con la testa verso il basso e con gli occhi ancora chiusi mentre doveva ancora realizzare che fosse sveglia, anche Mark si svegliò dopo che Charlotte si mise seduta sul letto, la osservò come se avesse accanto a sé un gioiello, poi le accarezzò la schiena delicatamente e cominciò a sorridere, Charlotte alzò la testa verso l'alto mantenendo gli occhi chiusi e sorridendo rimase ferma lasciandosi accarezzare

<<Hai tutti i capelli in aria, sembra che sei appena uscita da un manicomio>>disse Mark sogghignando

<<Ha-ha molto divertente, giuro che se ne dici un altra diventerà un cubo di Rubik quel aggeggio che hai in mezzo alle gambe>>Ad un tratto il telefono di Mark squillò, il ragazzo prese immediatamente il cellulare

<<Hey>>

<<Signor Moreno, posso chiederle una cosa?>>chiese Johnny

<<Certo...>>rispose sbuffando

<<Come mai non sono stato informato del fatto che è stato arrestato?>>domandò

<<Perché mi avreste fermato>>

<<Io non l'avrei mai fermata signor Moreno, ho sempre appoggiato le sue idee>>

<<Usa la macchina del tempo che ho nel ripostiglio, e risolvi il problema dicendomi quello che hai detto ora al me del passato>>disse Mark con tono sarcastico

<<Ad ogni modo, sono andato a scovare quel figlio di puttana che ha sparato sia a te che a Sonia, sono ancora sulle sue tracce ma sicuramente riuscirò a eliminarlo>>disse Johnny

<<Tienimi aggiornato allora, io sono ad Atlanta, avvisa tutti di raggiungermi ormai il nostro posto è qui, l'Italia non è più un posto sicuro per noi. A presto>>

<<Sonia è uscita dall'ospedale, ma Marilyn è in gravi condizioni, è stata mandata a Roma, li hanno attrezzature migliori a quanto pare...>>il boss fece un gran sospiro,e si mise una mano sulla fronte mostrando confusione e disperazione

<<Fate restare Sonia allora, almeno avremo qualcuno a tenerla d'occhio>>Disse chiudendo la chiamata

<<Va tutto bene?>>domandò Charlotte alzandosi dal letto

<<Certo...certo, va tutto alla grande stai tranquilla>>rassicurò Mark

Intanto in a Mosca Johnny ricevette un richiamo da Ronald, arrivò una telefonata proprio da lui e il ragazzo immediatamente rispose

<<Johnny dove sei?>>

<<Ero a casa>>rispose sedendosi su una poltrona

<<Lo sai che quello che hai fatto la volta scorsa non è ammissibile? Hai fatto schifo, pensi davvero che in questo modo io possa riconoscerti come membro della squadra?>>disse Ronald con voce furiosa

<<Capisco la sua rabbia, ma non c'è bisogno di esagerare, alla fine l'abbiamo uccisa->>

<<Senza di me l'avresti lasciata libera! Pensi che senza di me tu avresti premuto il grilletto? No no, certo che no! Avresti lasciato che tornasse a casa..>>urlò l'uomo

<<Ma adesso hai l'ultima chance, una scuola elementare, dovrai uccidere dei ragazzini, precisamente i figli di Victor, ti ho mandato la posizione, forza corri! Fai in fretta!>>aggiunse continuando a sgolarsi

<<Certo, ai suoi ordini>Johnny si alzò rapidamente dalla poltrona e prendendo la pistola uscì subito di casa, andò verso la prima fermata dell'autobus e si fece il tragitto fino alla fermata che l'avrebbe portato davanti alla scuola .Armato di una pistola silenziata entrò  nell'edificio, guardandosi intorno vide cartelloni e disegni di bambini appesi al muro, maestre e bidelli che iniziarono a scappare dopo averlo visto con l'arma in mano, dopo un attimo di distrazione tornò a cercare i ragazzini.
Arrivato alla classe entrò puntando l'insegnante alla testa, girandosi però verso gli studenti vede che erano tutti bambini innocenti, che non meritavano di avere tolta la vita, capì che il compito che gli era stato assegnato era più crudele del previsto, prima uccidere una donna incinta, poi dei bambini, da una foto che ricevette da Ronald riconobbe  i bambini, prima spara alla maestra scatenando le urla dei ragazzini, poi cercò di sparare ai bambini, li puntò ma non trovava il coraggio di farlo, cominciò ad avere il respiro affannato, le mani cominciavano a tremare e non riusciva a guarda i due bambini negli occhi.

Decise di portarli con sé al suo alloggio, e cercò di tranquillizzarli lasciandoli in casa, di chinò verso di loro e con un sorriso gli diede un abbraccio

<<Non preoccupatevi, è tutto finito>>sussurrò ai due, prese il cellulare e chiamò Ronald

<<Li ho uccisi>>

<<Bravo, vedo che impari in fretta, aspettati un borsone, sarà il tuo premio per la missione che hai completato oggi, conservateli perché ti serviranno, ti manderò la posizione di un negozio d’armi, ti serviranno delle armi pesanti per la prossima commissione>>

<<va bene, grazie Ron... ora vado, ci sentiamo>>disse chiudendo la telefonata, poi uscì dalla casa in cerca di alcuni negozi nel quartiere.
Johnny comprò dei giocattoli per i ragazzini, macchine telecomandate, mattoncini e pupazzetti, tornò a casa, posò il sacchetto sul tavolo

<<Ragazzi!>>esclamò, li cercò ovunque, ma non li trovò da nessuna parte, aprendo l’armadio li trovò seduti e nascosti tra i vestiti, erano  spaventati,  allontanandosi cercò di farli uscire, piano piano riescono ad avvicinarsi a lui e Johnny gli da i giocattoli.

<<Parlate Inglese?>>chiese Johnny

<<Si>>risposero a bassa voce

<<Come vi chiamate?>>disse sedendosi davanti a loro

<<Io sono...Oliver, lui Adam>> rispose Oliver, i due ragazzini cominciarono a prendere sempre più confidenza con Johnny, il ragazzo capì che per conquistarli bastava a tutti e due un pò di affetto e per farli diventare come dei orsacchiotti.
Johnny si affezionò a loro e stettero tutta la serata a ridere e a scherzare, per fortuna loro parlavano inglese, gli insegnò un pò di italiano e qualche parolaccia in dialetto.

Il Potere Logora Chi Non Ce L'haDove le storie prendono vita. Scoprilo ora