Sacra Familitas

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[6.7]

Markus effettivamente capì che le parole di Jacob non erano così tanto false, gli effetti di tutto ciò che aveva combinato negli anni precedenti con la Familitas, si erano riflessi nel presente, nell'istante che stava vivendo. L'arresto di Charlotte, l'arresto di Jacob, e probabilmente anche la morte di Marilyn, cominciò a pensare che erano avvenuti per colpa sua.
Camminò rapidamente verso l'auto dove Johnny e Nicole lo stavano ancora aspettando, il tempo sembrava che rallentasse ad ogni suo passo, aprì la portiera dell'auto, entrò, si sedette, mise le mani sul volante, chiuse gli occhi sospirando e alzò la testa verso il tettuccio, Johnny lo guardò stranito e notò che c'era qualcosa in lui che non andava.

<<Hey com'è andata signor Moreno? cosa ha detto Jacob?>>chiese, Markus a quel punto chinò la testa, mise in moto l'auto, e si voltò verso Johnny mostrando un espressione abbastanza triste, e rispose

<<Mi ha detto no, anzi mi ha detto che non gli interessa l'offerta>>rispose. Si allontanarono dal penitenziario,  destinazione, casa, o almeno era quella che Markus voleva raggiungere, non sapeva da chi altro andare, eppure ogni metro che percorreva, pensava alle parole che Jacob gli aveva detto urlandogli contro e con le lacrime agli occhi, che forse non erano altro che una cruda e dolorosa verità. Anche Nicole  vide che c'era un'aria strana, e non perché Johnny aveva scorreggiato, ma perché si notava in faccia che Mark aveva forse saputo qualcosa che non aveva mai notato fino ad allora. A quel punto si avvicinò ai sedili di Johnny e di Markus, e mettendo la mano sul poggiatesta del boss si avvicinò a lui e gli chiese

<<Puoi almeno dirci cosa esattamente ti ha detto? So che probabilmente quel tizio, quel tuo amico...ti avrà detto cose sconcertanti, e lo deduco dal fatto che sei un tipo molto espressivo e si nota che qualcosa è cambiato in te rispetto a qualche minuto fa->>disse Nicole

<<Hey... Nicole lascia stare, non è il momento meglio parlarne magari in un altro istante, adesso non è dell'umore>>intervenne Johnny voltandosi bruscamente verso di lei, e facendole un cenno per farle capire di non toccare quel tasto dolente, che probabilmente avrebbe fatto esplodere Markus facendolo infuriare.

<<Invece di parlare di me, Johnny... Cosa mi racconti dall'esperienza in Russia?>>domandò Markus cercando di evitare l'argomento.

<<Beh... Anche io non ho passato un bel periodo, ho conosciuto diversi uomini, anzi mostri... Quelli erano dei veri e propri mostri, dei demoni...dei demoni con sembianze umane... Ho vissuto l'esperienza più atroce della mia vita... Ho incontrato gente molto cattiva, che mi ha spinto a fare cose che non avrei mai pensato di fare>>raccontò Johnny abbassando sempre di più la voce e fissando il vuoto mentre rimembrava i traumi vissuti

<<Ho... Ho ucciso una donna incinta>>sussurrò stringendo i pugni

<<Deve sapere anche... Che con me c'erano anche due bambini, si chiamavano Adam e Oliver>>disse cominciando a singhiozzare

<<L-loro... Loro per me erano tutto, Non avevo mai amato dei ragazzini in quel modo, ero come un padre,  all'inizio erano così spaventati che si nascosero in qualche punto della casa in cui abitavo, e per convincerli a uscire ho dovuto comprare non so quanti giocattoli>>disse tirando su con il naso e ridendo con amarezza.

<<Un giorno eravamo al parco, stavano accarezzando un normale cagnolino, toccavano il suo pelo come se fosse un morbido cuscino, come se fosse una nuvola...perché forse quel cane lo era davvero per loro, mi misi a parlare col padrone di qualsiasi cosa, non ricordo bene cosa gli dissi e cosa lui rispose, ricordo solo che ad un tratto...lui si tolse il cappello, prese la pistola... E premette il grilletto, verso... I miei ragazzi.>>disse con gli occhi lucidi

Il Potere Logora Chi Non Ce L'haDove le storie prendono vita. Scoprilo ora