Poteva sentirlo, i passi lenti e ritmati, il respiro calmo e controllato.
Immaginava quell' uomo come un'ombra che si staglia alle spalle della preda, silenziosa e letale.
Luca avrebbe certamente esitato, ma lui no, non ora, non dopo la promessa ottenuta.
Quella parte oscura aveva atteso il proprio momento per troppo tempo e niente e nessuno si sarebbe frapposto fra lei e la tanto agognata libertà.
"Ancora uno, semplice, naturale come il respiro, che lento e inesorabile sgorga dal nostro corpo".
Luca ascoltò, in silenzio, fremendo, tremando, madido di sudore dalla fronte fino alle mani che all'unisono stringevano avidamente l'oggetto al quale riporre ogni speranza.
Quindi la porta si aprì, una flebile luce e quell'uomo sull'uscio, fermo a contemplare il buio.
"Permesso" esclamò un istante dopo, quasi in tono irrisorio.
Andrea Rigoni avanzò, sentendo, anzi percependo la strada, il punto preciso in cui avrebbe incontrato l'ultimo pezzo del puzzle.
"Magari stai ancora sognando, di lei, di cose felici, di ricordi che pensavi perduti nel nulla; oppure stai aspettando in silenzio, certo che qualcosa accadrà".
Si fermò, giusto un momento, un breve ma infinito lasso di tempo.
Annusò l'aria e percepì il fragoroso silenzio della stanza.
Sogghignò sommessamente godendo al contempo di ogni singolo momento.
Infine avanzò dritto, certo della meta, fino a che non si ritrovò ad un passo dall'obbiettivo.
Poteva sentirlo, il respiro lento, regolare.
Gli sfiorò delicatamente i capelli, quindi portò la punta delle dita alle narici ed inspirò intensamente.
Sapeva di shampoo e paura, qualcosa che Andrea conosceva sin troppo bene.
"Delizioso" affermò euforico.
"Grazie a te e alla ragazza che tanto adori riuscirò finalmente a capire fin dove può spingersi l'animo umano, quella parte nascosta dentro ognuno di noi che, per semplice e basilare convenienza preferiamo non palesare al mondo".
"Ricorda, il male chiama altro male".
"Esatto" esclamò una voce alle sue spalle.
Andrea non fece in tempo a voltarsi, né a proferire parola; sentì semplicemente un dolore lancinante lacerargli il corpo.
Si toccò il fianco, percependo fra le mani un liquido viscoso che scivolava lentamente ma inesorabilmente verso il suolo.
Sangue.
Andrea si accasciò al suolo, disteso su un fianco cercò disperatamente di fermare l'emorragia premendo fortemente sulla ferita.
Iniziò a respirare affannosamente, i pensieri in un attimo si fecero confusi e il buio che lo circondava sembrò grottescamente ancor più tetro.
"Pensavi che buttarmi via sarebbe servito a qualcosa?
Ti avevo pregato, in ginocchio, quasi in lacrime, ma tu hai preferito gettarmi come un vecchio giocattolo logoro e inservibile".
"Tu?" esclamò il Rigoni fra lo stupito e il dolorante.
"Sì, proprio io, Luca ovvero l'esperimento numero uno".
Il dottore socchiuse gli occhi, ora poteva vederli, tutti i particolari di quel sogno che per un piccolo, insignificante dettaglio si era fatalmente infranto.
Fino a pochi istanti prima era un Dio; ora se ne stava lì, sdraiato al suolo fra il buio e la polvere, conscio che nemmeno un sibilo sarebbe uscito dalla sua gola.
Avrebbe voluto ancora un momento, una parola, ma era arrivato il tempo di dormire...per sempre.
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GIONATA
RomanceGionata è un ragazzo come tanti altri,va a scuola,si diverte con gli amici e fa sport. Tutto normale tranne che per una cosa. Ad ogni risveglio il ragazzo dimentica ogni persona questo fino a che.....
