La notte si stese come un velo oscuro sul castello, avvolgendo ogni angolo del palazzo in un silenzio quasi irreale. Camminai nei corridoi deserti, avvolta in un mantello di velluto scuro che mi confondeva con le ombre. Ogni passo rimbombava nel mio petto, come un tamburo che scandiva la follia della mia audacia. Ero consapevole del rischio, del pericolo che incombeva su di me, ma non mi fermai. Qualcosa di più forte della paura mi spingeva avanti, qualcosa che avevo cercato di soffocare per troppo tempo.
Giunsi alla porta della stanza di Thomas, il cuore che batteva come un tamburo impazzito. Bussai una sola volta, un colpo leggero, quasi esitante. La porta si aprì quasi subito, e lui apparve davanti a me, avvolto nella luce tremolante del fuoco che ardeva nel camino. I suoi occhi si spalancarono nel vedermi, colmi di sorpresa e di una tensione che non riuscì a nascondere.
<<Catherine,>> mormorò con un filo di voce, come se pronunciare il mio nome fosse un sacrilegio.
Non risposi. Mi gettai tra le sue braccia, sentendo il calore del suo corpo contro il mio. Lo strinsi con una forza che mi sembrò disperata, come se temessi che potesse sfuggirmi da un momento all'altro. Lui esitò per un attimo, poi le sue braccia mi avvolsero, stringendomi contro di sé con la stessa intensità.
<<Siete folle,>> disse infine, il tono basso e carico di emozione. <<Sapete quanto sia pericoloso tutto questo.>>
<<Non m'importò mai del pericolo,>> risposi, sollevando il viso verso di lui. <<L'unico momento in cui riesco a respirare è quando sono con voi.>>
Le sue labbra trovarono le mie con una voracità che mi tolse il respiro. Mi baciò come se il tempo stesso stesse per esaurirsi, con una passione che non lasciava spazio a dubbi sul desiderio che ardeva dentro di lui.
Le sue mani scivolarono sul mio viso, sui miei capelli, poi giù lungo le spalle, fino a trovare il bordo del mio abito. Lo sfilò con un gesto deciso, lasciandolo cadere a terra, e mi osservò con un'intensità che mi fece tremare.
<<Dio, mia regina,>>sussurrò, il suo sguardo che mi divorava. <<Siete così bella che mi fate impazzire.>>
Non gli risposi con parole. Lo tirai verso di me, affondando le dita nei suoi capelli, e lo baciai con tutta la passione che avevo cercato di reprimere. Sentivo il suo respiro accelerare, il calore della sua pelle sotto le mie mani. Mi sollevò tra le braccia, portandomi verso il letto, e mi posò delicatamente tra le lenzuola.
Ogni tocco delle sue mani era una rivelazione, ogni bacio un giuramento non pronunciato. Si prese il suo tempo, esplorando ogni angolo del mio corpo come se fosse un territorio acro, e io mi lasciai andare completamente , dimenticando ogni cosa tranne lui. Le sue labbra tracciarono un sentiero di fuoco lungo il mio collo, mentre le sue mani mi stringevano con una delicatezza che contrastava con la forza del suo desiderio.
<<Vorrei stare per sempre con voi,>> mormorai, la voce spezzata dall'emozione.
<<Anche io,>> rispose lui, la sua voce rotta dalla passione. <<Ma sapete che è impossibile.>>
Quelle parole mi colpirono come una lama, ma non dissi nulla. Lo tirai verso di me, cercando conforto nel suo abbraccio, e per un momento ci dimenticammo del mondo, persi l'uno nell'altra.
Quando tutto finì, rimasi sdraiata accanto a lui, il capo appoggiato sul suo petto. Il suono del suo respiro profondo e regolare era l'unica cosa che riusciva a calmare il tumulto dentro di me. Lui mi accarezzava i capelli con una lentezza che sembrava infinita, come se volesse prolungare quel momento il più possibile.
<<Catherine,>> disse infine, rompendo il silenzio. <<Dobbiamo parlare.>>
Sollevai lo sguardo verso di lui, leggendo nei suoi occhi una preoccupazione che mi fece rabbrividire. <<Di cosa volete parlare?>> chiesi, anche se sapevo già la risposta.
<<Francis,>> disse con un tono cupo. <<Non mi fido di lui. È un serpente, e so che sta tramando qualcosa. Temo che vi porterà alla rovina.>>
Abbassai lo sguardo, incapace di sostenere il suo. <<Lo so,>> mormorai. <<Ma cosa posso fare? Se parlo, rischio tutto. Se resto in silenzio, lui continuerà a tenermi in pugno.>>
<<Non potete lasciarlo vincere,>> disse, la sua voce ferma. <<Catherine, lui non ha alcun potere su di voi se non quello che gli concedete. È un uomo senza onore, e se fosse scoperto, sarebbe la sua testa a cadere, non la vostra.>>
Quelle parole mi diedero una speranza che non osavo nutrire. <<Pensate davvero che potrei sconfiggerlo?>> chiesi, cercando conforto nel suo sguardo.
<<So che potete,>> rispose, prendendomi il viso tra le mani. <<Siete forte, più forte di quanto crediate. E io sarò al vostro fianco, qualunque cosa accada.>>
Lo baciai di nuovo, un bacio lento e carico di emozione. In quel momento mi sentii invincibile, come se nulla potesse toccarmi finché lui era con me. Ma sapevo che la realtà era ben diversa. Francis era ancora una minaccia, e il pericolo non era mai stato così vicino.
Restammo insieme per il resto della notte, parlando sottovoce, condividendo timori e speranze. Quando l'alba cominciò a filtrare attraverso le tende, sapevo che il nostro momento di pace era finito. Mi rivestii in silenzio, con il cuore pesante, e lo salutai con un ultimo bacio prima di scivolare via nei corridoi vuoti.
Mentre tornavo nella mia stanza, mi ripromisi che avrei trovato un modo per liberarmi di Francis. Non potevo permettere che lui distruggesse ciò che avevo costruito, né che mi separasse da Thomas. Avrei lottato con tutte le mie forze, qualunque fosse il costo.
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Vostra Maestà
Ficção Histórica"Rutilans rosa sine spina" Catherine Howard è una fanciulla di sangue nobile con un'anima ribelle. Questi suoi stati, sono dovuti alla mancanza della figura materna e della poca presenza di quella paterna, che viene sostituita dalla zia, la duchessa...
