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La cella era fredda, umida, satura dell'odore di pietra e ruggine.
E sangue.
Lo sentivo addosso, nelle pieghe della mia pelle, tra le unghie, sulle palme delle mani che non smettevano di tremare. Ma non era il mio.
Era il suo.
Mi guardai le mani con occhi spenti, eppure incapaci di distogliere lo sguardo dall'orrore. Nella luce fioca della torcia che bruciava nel corridoio, la mia pelle sembrava ancora macchiata di rosso scuro, come se il sangue di Thomas si fosse impresso in profondità, più della carne, fino all'anima.
Strinsi le dita in un pugno, cercando di scacciare quella visione, ma non servì. Il sangue era dentro di me. Lo sentivo pulsare nelle vene, mescolarsi al mio.
Non riuscivo più a toccare nulla senza provare disgusto. La panca di legno, il bordo della mia veste, persino i miei capelli mi sembravano sporchi. Avevo provato a lavarmi, a strofinarmi le mani con l'acqua torbida della brocca, ma era stato inutile. L'acqua non aveva portato via nulla.
Perché non era sulle mani il peccato.
Era nella mia anima.
Mi trascinai contro il muro, stringendomi le ginocchia al petto. Ogni volta che chiudevo gli occhi, vedevo il momento esatto in cui la lama aveva squarciato l'aria e si era abbattuta sul collo di Thomas. Il suono sordo, il sangue che schizzava, la testa che cadeva come un oggetto senza vita.
No, non senza vita.
Perché fino a un attimo prima, era stato vivo.
Aveva respirato, aveva guardato, aveva sorriso.
E poi, in un istante, non era stato più nulla.
Ero stata io a condannarlo.
Se non mi avesse amata, se non avesse voluto proteggermi, forse sarebbe stato libero. Forse sarebbe riuscito a fuggire, a salvarsi. Ma no. Era rimasto, ed era morto. Per me.
Mi piegai in avanti, le mani tra i capelli, cercando di soffocare il grido che mi lacerava il petto.
Cosa restava di me?
Catherine Howard, Regina d'Inghilterra? Quella donna era morta sul patibolo insieme a lui. Quella donna non esisteva più.
E allora chi ero io? Una peccatrice. Un'amante adultera.
Un'ombra di carne e sangue che non meritava più di respirare.
Forse, per la prima volta nella mia vita, capii perché alcuni si rivolgevano a Dio nei momenti più bui. Quando tutto era perduto, quando ogni speranza era stata strappata via con la forza, Dio era l'ultima illusione rimasta.
Ma non per me.
Se Dio esisteva, allora mi aveva voltato le spalle da tempo.
Lo avevo cercato, nelle ore più nere, in quella cella vuota. Avevo pregato, sussurrato parole disperate nel buio. Ma nessuna risposta era arrivata.
Solo il silenzio.
Solo il freddo.
Solo il sangue.
E allora, perché continuavo a lottare? Perché il mio cuore batteva ancora, ostinato, nel petto?
Forse perché non potevo accettare la fine.
Non così. Non ora.
Mi strinsi le braccia attorno al corpo, cercando un calore che non trovai. Quante ore erano passate? Quanti giorni? Non lo sapevo più. Il tempo nella Torre era un concetto vago, indistinto. Un susseguirsi di attese e paure, di battiti di cuore e sussurri nel buio.
Il mio corpo era ancora vivo, ma la mia anima era già morta.
E allora mi chiesi: quando sarei morta davvero, cosa avrebbe rimpianto il mondo di me?
Nulla.
Non sarei stata ricordata per la mia bellezza, perché la bellezza svanisce.
Non sarei stata ricordata per la mia saggezza, perché non ero stata saggia.
Non sarei stata ricordata per la mia purezza, perché non ero mai stata pura.
Forse sarei stata ricordata solo per il mio peccato.
O forse, peggio ancora, sarei stata dimenticata.
Un'altra regina caduta, un altro nome sulla lista delle mogli del re.
La mia vita si riduceva a questo?
Mi sentii soffocare, come se le mura della cella si chiudessero su di me. Mi alzai di scatto, vacillando sulle gambe deboli, e mi avvicinai alla porta di ferro.
Appoggiai la fronte contro il metallo gelido e chiusi gli occhi.
Se solo avessi potuto tornare indietro.
Se solo avessi potuto stringere ancora una volta la mano di Thomas, sentire la sua voce, il calore del suo respiro.
Ma il passato non si riscrive.
E io ero sola.
Sola con il mio rimorso. Sola con il sangue sulle mani.
Sola, in attesa della mia stessa fine.

Vostra MaestàDove le storie prendono vita. Scoprilo ora