Chapter XXXIII

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"Che cosa?"

Ero abbastanza preoccupata per le sue confessioni.
L'ultima volta mi aveva sconvolta.

Lui deglutì e prese un bel respiro.

"Io non l'ho mai fatto"

Quasi mi affogai con la saliva.

Non potevo assolutamente crederci.

"Davvero?"

"Si, per una volta sono serio"

Spalancai gli occhi, sapevo bene che non stava dicendo una cazzata, i suoi occhi non riuscivano mai a mentire.

"Non pensavo"

"A causa di questo ho avuto molti problemi, non volevo buttarmi sulla prima troia di turno. So che da quello che si vede dall'esterno non si direbbe, eppure è così"-Chiuse gli occhi e sospirò-"Quando ero piccolo mai madre mi ha insegnato che le donne devo essere trattate come principesse e non come un oggetto da usare e buttare via"

Sorrisi, gli ero grata per aver detto la verità.

Adesso era il mio turno.

"Io non sono vergine-Sputai fuori sentendo gli occhi di Genn puntati su di me mentre lentamente abbassavo la testa.

"Jeff vero?"-Disse a denti stretti.

"Si, ma ero ubriaca e non ricordo quasi nulla, per me quella non sarà mai la prima volta"-Dissi disgustata-"Fu anche orrendo"

Mi accarezzò dolcemente la guancia ed in quel momento tutto attorno a noi si fece scuro.

Eravamo io e lui, nessun'altro.
Non riuscivo neanche più a sentire le risate e le urla dei ragazzi in giardino.

"Allora questa è la prima volta per entrambi"-Io annuii sentendo il suo respiro farsi sempre più vicino-"Rendiamolo speciale"

Si fiondò sulle mie labbra baciandole come solo lui sapeva fare.

Morsi il suo labbro inferiore, pieno e carnoso, non rendendomi conto che forse avevo esagerato.

Le sue dita scivolarono lentamente sotto il top e mi sfiorarono gentilmente il fianco, facendomi sussultare un po' a causa della sua pelle troppo fredda a contatto con la mia, forse troppo calda.

Cominciai a camminare all'indietro tentando di arrivare al letto, ma inciampai su una piega del tappeto e caddi portando, per l'ennesima volta, Genn giù con me.

"Cominciamo bene"-Biascicò lui ridendo.

"Sta zitto"

Ci alzammo da terra senza perdere il contatto visivo.

I suoi occhi blu splendevano pure al buio.

Tornammo a baciarci con foga, lui prese le mie cosce e mi alzò da terra.

Cinsi i suoi fianchi con le gambe, fino a quando non arrivammo al letto e lui si mise sopra di me.

Genn poggiò le mani sulla mia schiena e lentamente abbassò la cerniera del top facendo scorrere le dita sulla mia pelle.

Lo tolse e lo buttò a terra.

Le mie mani cominciarono a muoversi sotto la sua camicia e piano piano cercai di slacciare i bottoni.

Il che fu molto difficile visto che ero al buio e per di più quei cosi erano minuscoli.

Il suo corpo si premette di più al mio quando tentò di togliersi la camicia.

"Non passa dal polso"-Si lamentò come un bambino mentre io me la ridevo-"No seriamente Julie"

Allungai la mano verso il suo braccio e slacciai anche quel bottone in modo che potesse finalmente liberarsi della camicia.

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