Chapter XXII

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"Merda"-Imprecai mentalmente mentre Blake se la rideva.

"Me la pagherai cara"-Dissi puntando il dito verso di lui.

"Mentre stai qui ad incolparmi, il tuo principe azzurro se ne sta andando" 

Mi voltai e vidi la chioma di Genn allontanarsi verso l'uscita.

Corsi tra la folla di gente ma lo persi di vista. 

Lo cercai per tutta la scuola, con le lacrime che minacciavano ogni secondo di uscire.

Non riuscivo a trovarlo. Lo cercai nelle aule, in cortile e persino in sala professori, ma nulla.
Era scomparso. 

Mi rassegnai. Questa volta la questione era più grande di me e non sapevo come convincerlo.

Cominciai a camminare senza meta. 
Guardavo i piedi e li trovavo quasi interessanti. 

Le mie gambe si muovevano e non riuscivano a fermarsi, era come se il mio cervello gli ordinasse di portarmi via e di farmi scomparire. 

Lui ordinava e loro obbedivano. 

Andai dritta verso il centro città, con la testa ancora abbassata mentre tutto, attorno a me, si colorava di bianco. 

Stava nevicando.

Mi guardai attorno, i rami degli alberi avevano piccoli puntini bianchi e le strade cominciavano a colorarsi ed ad illuminarsi di quei candidi fiocchi. 

Da lontano, appoggiato sul muretto di quel famoso ponte, scorsi la sua figura. 
Era appoggiato con le braccia al muretto, quel poco vento che c'era gli scostava i capelli dal viso e faceva notare i suoi magnifici occhi.

Lo raggiunsi a grandi passi ma all'ultimo mi fermai. Non avevo il coraggio di andargli vicino.

Mille domande mi frullavano per la testa, ma le scacciai ad una ad una come se fossero piccole mosche fastidiose.

Lui doveva sapere che non era colpa mia.

Mi avvicinai e mi misi accanto a lui. Aspettavo che dicesse qualcosa ma l'unica sua reazione fu un grosso sospiro.

"Genn" 

"Lo so Julie, so quello che ho visto" 

Mi voltai verso di lui. 
Il suo viso era buio e spento.

"Allora perché sei andato via?" 

"Non credi che sia un po' ovvio?" 

Cercai di riflettere sulla sua risposta ma non trovai nulla di ovvio nel suo comportamento. 

"Sei stata anche tu in questa situazione, dovresti capirlo facilmente" 

"Hai ragione, è solo che lo trovo strano" 

"Perché dovresti?"

I suoi occhioni blu si fermarono a fissare le mie dita.

Quando ero nervosa, ero solita grattare ogni singolo centimetro di pelle che avevo nella mani, come un orticaria o cose del genere, non mi facevo male, mi aiutava semplicemente a rilassarmi.

Era un vizio che avevo sin da bambina e che non mi sarei mai tolta. 

Feci un grosso sospiro, da qualche parte dovevo pur cominciare.

"Per il semplice fatto che non riesco a capire cosa ci trovi in me. Non sono bella e di sicuro non sono la solita ragazza che trovi in giro. I miei vestiti potrebbero stare ad un Troll, sono in perenne movimento, iperattiva, passivo-aggressiva, sono una di quelle persone che non vorresti mai avere accanto perché sono impedite a livelli massimi e non ne fanno mai bene una, sono una ragazza che preferisce restare a casa piuttosto che uscire tutti i giorni per andare a fare cosa? NULLA. Come può un ragazzo come te, volere un tale disastro?"

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