Chapter XLVIII

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Passare le giornate a pianificare cose orrende per incastrare uno stupido ragazzo non era davvero il mio forte, non capivo molto delle discussioni tra Alex, Genn e Noah, ma fortunatamente Anne ne capiva poco quanto me e mi faceva compagnia. 

A quanto pare Genn ci stava prendendo gusto e la cosa mi divertiva parecchio, soprattutto quando i suoi occhi, che si fermavano a fissare il foglio dove avevano scritto tutto il piano, facevano una smorfia per le cose appuntate da Noah, che alla fine risultavano essere molto più efficaci di quelle che aveva escogitato lui. 

Mentre lo fissavo dal divano difronte a dov'era seduto, notavo che le sue dita si muovevano nervosamente sul legno del tavolino.

Gli altri erano usciti per fare un ispezione, visto che quel giorno avremmo fatto il nostro colpo, ed io e Genn eravamo rimasti soli ed in silenzio da quando erano usciti. 

Presi il cellulare e digitai un messaggio. 
Lo schermo del suo telefono si illuminò ed il suo sguardo si posò su di esso. 

Lo prese tra le mani e sorrise leggermente. 

A Shade: 
Sei proprio in vena di chiacchiere oggi eh?

"Sono solo sovrappensiero"-Rispose riposando il telefono sul tavolino. 

"E non credi che dovrei saperlo?" 

"Non devi proprio sapere tutto" 

Quella risposta mi spiazzò un secondo.
Portai leggermente la testa all'indietro e mi accigliai. 

"Tu mi costringi sempre a dirti tutto, non vedo perché io non dovrei farlo con te" 

Si alzò da terra ed io feci lo stesso.
La sua figura mi sovrastò ed i suoi occhi mi fissarono dall'alto con la solita e tetra profondità. 

"Non ne voglio parlare e basta mocciosa"-Disse a denti stretti. 

Questa volta quel nomignolo non era detto in senso dolce, come la maggior parte delle volte, ma era uscito fuori dalla sua bocca come un insulto.  

Sospirai a bocca chiusa e lo guardai nello stesso modo in cui lui stava fissando me.
In maniera intimidatoria.

Non che mi riuscisse bene come riusciva a lui, ma quando mi ci mettevo, anche io ne ero capace.

La porta di casa si aprì, ma io e Genn restammo a guardarci come se stessimo facendo una battaglia di sguardi.
Ed in quel momento eravamo alla pari. 

"Che succede qui?"-Chiese Anne guardandoci dall'atrio. 

Il mio sguardo passò da Genn ad Anne, ma rimasi comunque impassibile.  

"Niente"-Le mie braccia si allungarono lungo i fianchi ed i miei occhi tornarono su quelli del ragazzo difronte a me, che ancora mi fissava-"Come al solito" 

Feci un piccolo ghigno, sapendo di averlo colpito nel profondo, e mi allontanai da lui.
Rimase fermo nello stesso punto per un paio di secondi, poi si allontanò a scomparve in camera. 

Non lo vidi per il resto del pomeriggio. 

***

L'orologio segnava le sette di sera ed in casa si era creato un forte trambusto.
Mi chiedevo come potevano cinque persone fare più casino di un esercito in battaglia.

Genn aveva deciso di uscire dalla stanza solo qualche minuto prima, mentre tutti erano in tensione e mettevano a punto le ultime cose. 

"Ho mandato un messaggio a Cher e le ho chiesto di vederci, strano che si sia ricordata di me dopo tutto questo tempo"-Disse Noah appoggiandosi al muro del solone.

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