Capitolo 20

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"Ci credo", pensai per l'ennesima volta. Non sembrava funzionare, dato che Jimmy non riusciva ancora a vedermi. Sembrò percepire la mia presenza, ma non ne fui certa. La proiezione onirica del mio amico roteò gli occhi, cercando invano delle tracce lasciate da me all'interno del suo sogno.

Mi sedetti a gambe incrociate osservando l'Amelia immaginata da Jimmy. Sembrava una povera anima disperata, con gli abiti sbrindellati, gli occhi fuori dalle orbite e la bocca spalancata in un muto grido che non osava pronunciare.

D'un tratto la mia mente fu colpita da un forte senso di inquietudine. Sapevo che non c'era più tempo: presto Jimmy si sarebbe svegliato e la mia possibilità di parlarci sarebbe svanita.

- Jimmy, sono qui! - esclamai, cercando di attirare la sua attenzione.

Colsi un guizzo nei suoi occhi, ma fu così veloce che dubitai persino di averlo realmente visto.

- Jimmy! - urlai con tutto il fiato che avevo in gola. I polmoni mi bruciavano come se mi fossi trovata sott'acqua da svariati minuti.

Il ragazzino si voltò verso di me, le guance in fiamme e gli occhi rossi e lucidi. - Ti avevo detto di andare via.

Quelle parole erano schiaffi. - Non sono cambiata. Sono la stessa di prima.

- No, non lo sei. Sei morta, Amelia, devi capirlo. Devi smetterla di perseguitarmi.

- Sono solo venuta a salutarti. Domani parto per raggiungere la fine del Ponte.

Jimmy sollevò il mento. - Guarda i tuoi obiettivi dove ti hanno portata. - Il suo sguardo ricadde sull'Amelia immaginata, che si contorceva a terra con uno squarcio nel petto. Con un grido di dolore, l'altra me si trasformò in un cumulo di ossa insanguinate.

- Non ti riconosco più - sussurrai. Anche i miei occhi stavano iniziando a velarsi di lacrime, mentre il bruciore si stava irradiando nel petto, pungendomi gli ultimi brandelli di cuore che mi rimanevano. Sopraffatta dall'orrore del suo odio, soggiunsi: - Io sono morta per salvare te.

- Nel Ponte tutti sono contro tutti. Nessuno aiuta nessuno. È la regola. Dovresti saperlo meglio di me.

Sapevo a cosa si stava riferendo. Quando ero arrivata nel Ponte, un gruppo di ragazzi mi aveva accudita fino al momento in cui fui abbastanza sveglia da cavarmela da sola. Fino al momento in cui, a causa di una lite, decisero che fosse meglio liberarsi di me. Li avevo sentiti parlare del modo in cui avevano intenzione di usarmi come bersaglio per tirare le frecce. Scappai. Mi nascosi nella foresta. Aspettai che cadessero lentamente, uno alla volta, per mano degli altri assassini del Ponte.

E Jimmy lo sapeva.

Per questo, quando pronunciò quelle parole sature di disprezzo, iniziai a perdere la pazienza. - Non c'è nessuna regola, qui!

- Non avevo bisogno del tuo aiuto - continuò Jimmy, imperterrito. Diede un colpetto con la punta della scarpa al mucchietto di ossa dell'altra Amelia, che si sbriciolò. Restò solo il suo cranio, che rotolò ai miei piedi.

- Tu mi vuoi ancora bene, ti vedo piangere accanto all'albero da cui sono caduta. - dissi cercando di fargli capire che l'avevo colto sul fatto.

Gli occhi di Jimmy si abbassarono, per poi colmarsi di lacrime. - Un tempo... - bisbigliò. - Un tempo non era così. Un tempo, nel Ponte, due persone erano unite. Ma poi una morì per proteggere l'altra, e con questo suo gesto la lasciò sola. Forse, un tempo, le cose erano diverse. Ma ora sono cambiate. Se volevi proteggermi, avresti dovuto lasciarmi morire.

- Hai idea di ciò che io abbia passato per trovarti, per mettermi in contatto con te, per vederti soffrire? Io volevo solo salvarti...

- Amelia, davvero - Jimmy singhiozzò. - Devi andare via. È sbagliato che un'anima stia così attaccata ad un corpo. Se raggiungerai il tuo obiettivo, ci rivedremo. E sai che c'è?

- Cosa? - biascicai. Avevo la voce roca.

- Forse c'è qualcosa che ti devo. Forse... la vita.

Sentii quelle ultime parole spezzate dal mio grido. Sapevo cosa avrebbe fatto, ne ero certa. Si sarebbe suicidato.

Non poteva finire così, qualcuno doveva impedirglielo. Ma io non potevo; nessuna Fiamma avrebbe mai potuto.

Impossibile.

Ero cosciente del fatto che, per nessun motivo, avrei dovuto apparire nuovamente davanti a Jimmy.

Ormai ero sveglia, seduta sulla terra gelida e scura, davanti agli occhi spenti di Jimmy. Non poteva vedermi, e qualcosa mi disse che nemmeno percepiva la mia presenza.

Si sfregò gli occhi e si appoggiò al tronco dell'albero più vicino, incrociando le braccia sul petto come se avesse voluto proteggersi.

Rimase immobile tutta la notte e la giornata successiva.

Lo fissai con occhi stanchi e delusi.

È sbagliato che un'anima stia così attaccata ad un corpo.

Alzai lo sguardo, osservando la luce chiara filtrare dalle fronde degli alberi. Per me era giunto il momento di partire.

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