Non ora, pensai furibonda. Non ora che sto arrivando da Dave.
Non dovevo fare rumore, altrimenti Laura mi avrebbe trovata.
- Io non sono viva - sussurrai rivolta all'ombra.
- Prigionieri fuori dalla cella - rispose l'uomo di nebbia.
- Io... - pensai brevemente a cosa architettare, anche se non ero sicura che quelle ombre capissero realmente le mie parole. - Laura mi ha detto che posso andare da Dave.
- A Laura non piacciono i fuggiaschi.
Rabbrividii. Avrei potuto giocare la mia ultima carta: il tempo. Dire all'ombra di andare da Laura per informarla del fatto che ero fuggita. Avrei avuto a malapena il tempo di percorrere la fine del corridoio.
- A Laura non piace il fatto che tu sia qui a controllarmi - dissi in tono brusco.
- La mia Signora vuole eliminarti.
- Vuole farlo personalmente, non credi? Perché non le chiedi se può ricevermi domattina per parlare con lei? Magari deciderà di uccidermi immediatamente.
L'ombra, inaspettatamente, sparì.
Feci in tempo a tirare un sospiro di sollievo e fare un passo avanti, prima di trovarmi la maglietta squarciata da un coltello. L'ombra era riapparsa dietro di me. Sentii la pelle della schiena bruciare e il sangue colare dalla ferita.
Mi voltai spaventata. Non potevo combattere contro un'ombra, era impossibile.
Corsi fino ad incontrare una porta, mentre l'ombra spariva nuovamente.
Altre urla agghiaccianti.
Nel momento in cui l'uomo di nebbia ricompariva accanto a me e si accingeva a pugnalarmi il petto, tutto si immobilizzò. L'ombra sparì e il coltello cadde a terra. Lo raccolsi: non avevo il tempo di pensare a cosa fosse successo, pensavo solo che Laura avesse avuto bisogno di quell'uomo e lo avesse chiamato.
Feci scattare la serratura con l'ausilio del coltello e spalancai la pesante porta.
Dentro era buio. La mia mano si tramutò immediatamente in fuoco, la sua luce bastò a rischiarare la stanza che avevo davanti.
Legato ad una sedia, c'era lui. Dave. Era a petto nudo, riuscivo a vedere che dal punto in cui si trovava il suo cuore le vene erano diventate nere come carbone.
- Dave... - sussurrai.
Non rispose.
Mi avvicinai a lui, gli presi il viso tra le mani e guardai i suoi occhi. Erano completamente neri.
Soffocai un grido e mi guardai intorno. C'erano leve, pulsanti, siringhe dappertutto. Frugai tra quelle: contenevano tutte un liquido nero, ad eccezione di quella ai piedi di Dave, che aveva perso ormai il suo veleno, che ora scorreva nelle vene del ragazzo.
Cercavo qualcosa, qualsiasi cosa che lo potesse far tornare come prima.
Non la trovai.
Disperata, sbirciai in corridoio, ignorando le urla di Dave. Un'ombra stava lentamente arrivando verso di me.
Mi nascosi dietro un macchinario, appiattedomi come meglio potevo. Forse non mi avrebbe vista.
Inaspettatamente sentii la voce di Laura: la ragazzina era entrata nella stanza. Riuscii a guardare attraverso una fessura. Laura era accanto a un'ombra e sorrideva.
- Eccoti qui. Come ti chiamavi? Daniel, mi pare... mmm... non ne sono sicura. Comunque, la ragazza ormai è in mia custodia, non preoccuparti. Tra poco non la riconoscerai. Diventerai uno di loro.
Deglutii. Non avrei resistito a lungo.
- Numero Tre, procedi con l'ultima fase.
L'uomo di nebbia obbedì e armeggiò con dei pulsanti.
Il mio cuore accelerò. Sentivo la sensazione di impotenza crescere fino all'istante in cui la mia mano trovò qualcosa a terra... una siringa. Conteneva ancora il liquido nero.
Senza fretta, mi alzai.
Vidi gli occhi di Laura incontrare i miei, sogghignai notando la sua espressione sbigottita.
Poi, lanciai la siringa verso di lei con tutta la forza che avevo.
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Il Ponte della Vita
خيال (فانتازيا)Un Ponte circondato dall'Oblio rappresenta il mondo; ma solo raggiungendo la fine del Ponte si potrà ottenere ciò che tutti desiderano. Peccato che nessuno sa cosa sia. Peccato che una ragazza voglia scoprirlo.