Capitolo 7

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- Conosci Mara? - domandai al ragazzo. - Ehi, dico a te!
La Fiamma, finalmente, mi prestò ascolto. - La vuoi smettere di urlare?
Avvampai. - Mi serve un'informazione...
- Sì, sì, la conosco. Tutti la conoscono. - il ragazzo sbuffò. Non notando alcun segno di cedimento da parte del mio corpo immobile e della mia espressione impettita, cedette alle mie pretese: - Vieni, ti porto da lei.
Durante il tragitto valutai l'ipotesi di riempire lo sconosciuto di domande: "Come ti chiami?", "Come sei morto?" , "Puoi aiutarmi?". L'unica che sembrava non poterlo infastidire era quella che decisi di porgli. - Chi sei?
Il ragazzo spostò con la mano il ramo di un albero. - Mi chiamo Dave. Ho diciassette anni. O, almeno, ne avevo diciassette quando sono morto.
Improvvisamente sentii la pelle d'oca. - E...
- Sono morto vent'anni fa, circa.
"Vecchiotto il ragazzo", pensai soffocando una risatina isterica che premeva fastidiosamente per uscire.
La mia unica visuale in quel momento era la schiena di Dave. Mi sorpresi nel constatare che era proprio un bel ragazzo, con quei capelli neri e gli occhi grigi e imperscrutabili.
In quel momento riuscii ad apprezzare realmente ciò che mi circondava: non mi ero mai accorta del fatto che la foresta fosse una bellezza inaudita. La luce filtrava dolcemente dalle fronde degli alberi il tanto giusto per non ferire gli occhi con la sua intensità, ma allo stesso tempo consentendo ai passanti di contemplare la bellezza della natura che selvaggiamente dominava il Ponte.
Passammo attraverso numerose stradine nascoste dalla fitta vegetazione, stradine che non avevo mai potuto scorgere. Infine, la salita che stavamo percorrendo si interruppe bruscamente con un dirupo.
- Okay, eccoci arrivati. - disse Dave alzando leggermente le sopracciglia.
- Mara dov'è? - storsi il naso. Ad una ventina di metri da noi, il suolo in pianura , con un ristretto numero di alberi e arbusti, costituiva un pericolo che avrei preferito aggirare.
Il ragazzo rise, per poi sorridermi maliziosamente. Fece un cenno con la mano verso lo strapiombo. - Qui sotto.
Mi avvicinai cautamente al vuoto. - Come si scende? C'è forse una scala o qualcosa del genere?
- Se per "qualcosa del genere" intendi buttarti, sì, è qualcosa del genere.
- Cooosa? Sei pazzo? Io...
- Sei morta, Amelia. Non puoi morire un'altra volta.
Quello che mi accingevo a fare mi ricordava terribilmente il modo in cui avevo raggiunto il bel risultato di diventare una Fiamma. - Fa... - deglutii. - Fa male?
- Non lo so - sentii le braccia di Dave che mi circondavano. - Tanto vale scoprirlo.
E saltò.
Io urlai. Urlai come non avevo mai fatto in vita mia. Il grido furioso del vento nelle orecchie mi solleticò a tal punto i sensi da indurmi a muovermi disperatamente in cerca di un supporto, che trovai aggrappandomi ancor più forte al ragazzo.
Quando raggiungemmo il suolo, non ci spiaccicammo come avevo previsto. Dave atterrò in piedi, ridendo come un matto. Io, al contrario, gli avevo gettato le braccia al collo e avevo nascosto il viso sulla sua spalla, e piangevo disperatamente.
- Oh mio dio! - strillai tirandogli un pugno tra le scapole.
Mi sentii pizzicare il braccio. - Su, scollati. Siamo arrivati.
Non appena posai i piedi a terra, sorreggendomi solamente con le mie gambe, fui travolta da un senso di nausea improvviso che mi fece tremare le ginocchia.
- Non farlo mai più! - intimai a Dave, ma lui non mi ascoltò. Stava sorridendo ad una ragazza.
- Eccoti, finalmente! - mi salutò Mara prima di baciare Dave. Mi trattenni dal voltarmi, vomitare e infine ritornare sui miei passi, ma mi sforzai solamente di abbassare lo sguardo e rivolgermi a Mara.
- Mi serve il tuo aiuto.
- Lo so, lo so. - la ragazza sorrise. - Vieni - indicò la grotta alle sue spalle. - Ti dico cosa puoi fare per il tuo amato Jimmy.
- Ma...
Mara, che si stava già incamminando, si voltò bruscamente. - Una sola regola: niente indecisioni. Intesi?
Annuii così vigorosamente che Dave mi guardò di sbieco per poi scoppiare in una risata carica di sarcasmo.
- Bene, allora. Pronta, Fiammella? - chiese Mara.
Tremai da capo a piedi. L'atmosfera attorno alla grotta non mi piaceva per niente, anzi, mi avrebbe fatto piacere scappare e possibilmente tenermi lontana da quel posto. Non lo feci. - Sì, pronta.

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SPAZIO AUTRICE
Salve a tutti, miei amati lettori! :)
Non vorrei ripetervi sempre le stesse cose, so di essere noiosa ahahah.
Ma non so che altro dirvi di bello, quindi fatemi sapere se il capitolo vi è piaciuto ;)

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