Finalmente, dopo un'altra ora di marcia, Xander e Timmi giunsero in vista di una piccola grotta naturale, scavata nel fianco del muro di roccia che stavano costeggiando.
Vi si infilarono immediatamente, e Xander lo mascherò alla meglio con qualche frasca che strappò in giro e la poca magia che era in grado di esercitare per poi raggiungere il fondo del rifugio, dove accese un piccolo lume magico; fece anche comparire delle bende per medicare la ferita di Timmi: il taglio, infatti, continuava a sanguinare, e da quando se l'era caricato in spalla si era pressoché dissanguato per tutto il tempo, senza che lui se ne accorgesse minimamente.
Ciononostante, quando lui ebbe capito le sue intenzioni scosse la testa.
- Lascia stare, ragazzino.- disse - Non servirebbe a niente.-
- Perché?- chiese.
- Per due motivi: primo, per una ferita come questa ci vogliono ipunti. Le bende non bastano.-
Xander deglutì: non sapeva cucire, e non aveva alcuna voglia di cominciare sulla pelle del suo amico.
- Secondo... e qui ti tolgo le castagne dal fuoco... ho i miei metodi per rimettermi insieme.-
- Ovvero?-
- Risucchio e Riflusso.- rispose lui, puntando con un gemito la mano destra contro alcune pietre in un angolo per assorbirle - Quando li metto a contatto e Riflusso è carico, si crea una specie di flusso di energia che si esaurisce lentamente nel mio corpo, restituendomi forze e salute.- spiegò, assorbendo i sassi nel vortice dopo essersi tolto la mitena.
- Quindi, puoi guarire da solo?-
- Sì, e piuttosto in fretta. Non l'ho fatto prima per ovvie ragioni.- e picchettò con un dito la spalla - Ci erano alle costole, sai com'è...-
- Bene.- disse il ragazzo - Allora direi che dovremmo solo disinfettare il taglio, che ne dici?-
- No.- rispose Timmi - I demoni non si ammalano.-
- Ma allora perché hai lasciato che Nadine ti medicasse, l'altro giorno?-
Lui lo guardò.
- Donovan, lavorerò anche per gli Arcangeli, ma nessuno mi ha obbligato a fare voto di castità.-
Si guardarono negli occhi per qualche istante, poi scoppiarono a ridere.
***
Alis, Jo e Nadine trovarono riparo per la notte in un'auto rotta poco lontano dalla strada principale, ancora sufficientemente integra da permettere loro di stendersi sui sedili e riposare qualche ora; si svegliarono alle prime luci dell'alba, riprendendo immediatamente il cammino verso la destinazione iniziale, il grattacielo di Ducan, certi che Timmi e Xander si sarebbero diretti lì a loro volta.
Cercarono di evitare i percorsi più battuti, scegliendo invece i sentieri che passavano attraverso gli alberi, nascosti rispetto alle strade principali: anche se riuscirono ad evitare problemi, si imbatterono più volte in creature poco rassicuranti, che senza la guida e la protezione di Timmi non si sentirono di avvicinare.
In realtà sentivano che avrebbero avuto paura anche di un gatto, in quel preciso momento: non si erano mai trovati a camminare in una terra sconosciuta popolata da creature di cui ignoravano nome, origine e intenzioni senza alcuna difesa e senza la benché minima idea di come sopravvivere. Erano in una brutta situazione, anche senza la presenza dell'orda di demoni della sera prima.
Orda che, a dirla tutta, era da considerare come la minaccia principale, oltre che un vero mistero. Quando erano arrivati, l'isola era abitata, attiva e piena di strutture funzionanti, con addetti alla sicurezza e alla manutenzione che ne garantivano le regolari attività.
Adesso le presenze umane sembravano essersi ridotte a zero, e se prima dell'incontro con Kyle avevano potuto avvistare in lontananza auto e camion, o anche veri e propri gruppi di persone, adesso non ogni presenza umana sembrava definitivamente scomparsa. Probabilmente i demoni avevano ucciso tutti o quasi sull'isola, ma la domanda era: perché?
Con tutti questi pensieri proseguirono il loro cammino, mantenendo il silenzio e tenendo occhi e orecchie aperti, nel tentativo di cogliere qualsiasi segnale di allarme che potesse indicare l'arrivo di creature ostili; ci misero molto tempo prima di poter tirare finalmente un sospiro di sollievo: soltanto a pomeriggio inoltrato, quando ormai il sole aveva iniziato il proprio declino, i tre si sentirono abbastanza sicuri da prendersi una pausa.
- Uff...- sbuffò Jo, abbandonandosi a terra sulle foglie del sottobosco - Finalmente... non ne potevo più...-
- Ci fermiamo solo pochi minuti.- disse Nadine, sedendosi su una pietra - Non sappiamo quanto sono lontani quei mostri. È già un miracolo non averne incrociato nessuno.-
- Cerchiamo di capire quanto siamo lontani dal grattacielo, piuttosto...- sbuffò lui - Alis, dai un'occhiata alla mappa, su.-
- Oh, sì, agli ordini, signor capitano...- grugnì sarcastica lei con la fronte aggrottata, gettandogli un'occhiataccia.
Il ragazzo non colse il suo tono né il suo sguardo, continuando a fissare stancamente il baldacchino di foglie sopra di loro. Stizzita, Alis tirò fuori il computer, senza protestare oltre dopo aver notato l'occhiata di Nadine: a prescindere dal tono, Jo aveva avuto l'idea migliore.
La batteria del portatile era quasi completamente esaurita, ma c'era abbastanza carica per una veloce consultazione del documento, che la ragazza si era assicurata di aggiornare nei giorni precedenti, annotando progressivamente la loro posizione.
- Quanto abbiamo fatto, secondo voi?- chiese - Intendo dire oggi. Quanta strada avremo fatto?-
- Boh.- sbadigliò Jo - Qualche chilometro, secondo le mie povere gambe...-
- Meno di tre chilometri, credo.- disse Nadine - E ce ne mancavano una buona decina.-
- Uffa...- sbuffò il ragazzo - Ancora?-
- Temo di sì.- rispose Alis - In effetti c'è ancora un po' di strada da fare. Però non siamo lontani... se continuiamo a evitare pericoli e allunghiamo il passo ce la faremo.-
Si rimisero in marcia non appena Alis ebbe annotato la loro posizione approssimativa ed ebbe spento il computer, costeggiando il margine più esterno del bosco, così da sfruttare le ultime ore di luce.
Luce che, come capirono presto, era più preziosa che mai: il sole sembrava essere un vero e proprio deterrente per la maggior parte dei demoni: a parte gli scheletri, che già sapevano essere mortalmente minacciati dalle ore diurne, si resero conto che anche molte altre creature tendevano a evitare il contatto diretto con i raggi solari. La maggior parte di loro (quei pochi che intravidero lungo la strada, quantomeno) aveva trovato rifugio dove il bosco era più folto, le ombre più fitte, e non solo per riposare. Alcuni, addirittura, arretrarono quando la Pietra di Luce di Nadine cominciò a rischiarare le ombre, infastiditi.
Forse, rifletterono, non erano del tutto privi di difese.
Ciononostante, non se la sentirono di sfidare troppo questa teoria, e si mantennero comunque all'interno del bosco, anche se scelsero accuratamente i punti più luminosi.
Dopo qualcosa come cinque chilometri (percorsi in compagnia dei borbottii inviperiti di Jo), incontrarono un bivio nel sentiero: alla loro sinistra scendeva, a destra saliva.
- Dove andiamo, navigatore?- chiese Nadine.
- Non lo so.- rispose Alis, stringendosi nelle spalle - Possono essere giuste tutte e due, per quanto ne so.-
- Andiamo verso il basso.- propose Jo, che aveva approfittato della breve pausa per sedersi - Magari così troviamo Xander e Timmi.-
- Cosa te lo fa pensare?-
Lui si strinse nelle spalle.
- Beh, sono caduti giù per un pendio, no?- disse - Quindi sarà più facile trovarli se scendiamo anche noi.
Nadine annuì.
- Sì.- disse - Può essere un'idea.-
- Strano che l'abbia avuta lui...- aggiunse Alis, ridacchiando.
Jo ricominciò a borbottare
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Sangue di Demone - Il Flagello di Dio
FantasiaIn una città del nord del Montana vivono tre ragazzi delle superiori: Xander, gracile e anemico; Jo, appassionato di fumetti; Alis, secchiona e occhialuta. Tre nullità da due soldi, buoni solo per gli scherzi e poco altro. Tre nullità a cui il d...
