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Hope

<<Io non entro ti aspetto qui>> dissi alla mia amica bloccandomi all'entrata della farmacia.
<<Hope, non fare la bambina. Affronta la vita a testa alta!>> sbuffò Isabel cercando di trascinarmi dentro.
<<Senti, non è neanche detto che sia incinta! Magari ho solo un virus intestinale>> alzai le sopracciglia speranzosa e tentando di convincere anche me stessa.

Il fatto che più passasse il tempo, più cominciassi a pensare di aspettare davvero un bambino, mi faceva venire l'ansia.

Sarei stata in grado di crescerlo? Mio padre mi avrebbe davvero cacciato di casa? Chris sarebbe rimasto come aveva detto o sarebbe scappato?

<<Hope non puoi vivere nel "se" e nel "magari">>.
<<Lo so ma lasciami sperare...>> sbuffai abbassando il capo.

Sapevo che avesse ragione ma mi costava molto ammetterlo, ne dipendeva della mia vita, del mio futuro. Quella situazione stava sabotando anche i programmi che non avevo.

<<Andiamo?>> chiese dolce come solo lei riusciva a fare.
Annuii leggermente e senza maggiori indugi, entrai in quella farmacia, dopo circa dieci minuti di tira e molla.

<<Salve, come posso aiutarvi?>> domandò gentilmente la giovane farmacista.

Quando la guardai negli occhi mi resi conto di quanto non mi sentissi pronta per quel passo e cominciai a guardarmi intorno in cerca di una via di fuga.

<<Non ci provare>> sussurrò Isa quando capì le mie intenzioni.
<<Sei una noia>> sbuffai per la centesima volta, <<emm... Vorrei un...>> non riuscivo a pronunciare quelle tre semplici parole, era più forte di me.

<<Un...?>> mi invitò a continuare la ragazza.

<<Un test di gravidanza>> terminò per me la frase Isabel e la ringraziai mentalmente per essere intervenuta. Senza di lei non ce l'avrei fatta.
<<Certo! Ha preferenze per la marca?>>.
<<Il più attendibile>> dissi di getto. Non volevo che ci fossero errori, se fossi stata incinta dovevo averne la certezza.

La farmacista annuì e sparì nel retrobottega, tornando due minuti dopo con una scatolina rosa.

<<Ecco a lei>> sorrise cordiale ma non ricambiai, ero troppo presa dalla scatolina di fronte a me. Ero terrorizzata all'idea di aspettare un bambino, non ero pronta, inutile girarci intorno. Pesavo di passare almeno tutto il resto del periodo universitario ad ubriacami almeno una volta a settimana.
<<Grazie>> sussurrai passandole una banconota.

Ritirai in fretta il test e i soldi nella borsa, senza guardare se fosse giusto il resto, e corsi letteralmente fuori dalla farmacia.

<<Okay, adesso devi solo farlo>> disse la mia amica raggiungendomi.

Certo lei la faceva facile.

<<S-sì, ora vado a casa e con calma lo faccio>>.

In realtà non avevo intenzione di farlo, almeno non nell'immediato futuro.

<<So a che cosa stai pensando e tu lo farai, oggi!>> ci tenne a precisare seria.
<<Lo farò quando, come e dove vorrò>>.
<<Hope...>>.
<<Senti il test l'ho comprato, se non mi sento meglio entro qualche giorno lo faccio, senza scuse>>.
<<Okay, fa come ti pare>> sospirò arrendendosi. Tanto sapeva che non l'avrebbe mai avuta vinta, ero troppo testarda.
<<Bene, io vado a casa adesso>> dissi dirigendomi già verso la metrò.
<<Vuoi un passaggio?>>.
<<No, tranquilla. Più tardi arrivo a casa meno vedo la strega>> la salutai con un cenno della mano e scesi i gradini.

Nonostante Tutto Io Ci SonoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora